Caiazzo Fiera e Festival fallimentari nel mirino della ‘Trasparenza’: urge nuova ‘direzione politica’
Estate Caiatina 2026: il fallimento di una visione amministrativa tra selfie, improvvisazione e tradizioni smarrite.
Si è chiuso il sipario sull’Estate Caiatina 2026, segnata dai due appuntamenti simbolo della comunità: il Festival Jovinelli e la Fiera della Maddalena; organizzati interamente dal funzionario comunale Gaetano Chicherchia già noto per gestioni controverse e incarichi da RUP, sotto la supervisione degli assessori delegati e del Sindaco.
Due eventi, che nelle intenzioni, avrebbero dovuto rappresentare il cuore pulsante della cultura e della tradizione cittadina.
Nella realtà, hanno mostrato una macchina amministrativa stanca, autoreferenziale e priva di una direzione programmatica.
Un’estate da selfie, non da comunità
Organizzare una manifestazione è complesso, e gli sforzi degli operatori vanno sempre riconosciuti. Ma ciò che resta di questa estate è un’immagine chiara: eventi costruiti per i social, non per la cittadinanza. Una stagione fatta di foto di rito, passerelle politiche, contenuti patinati e poca sostanza.
Festival Jovinelli: 14.000 euro per un cartellone improvvisato (senza contare i costi nascosti)
La determina dell’11 luglio 2026 parla chiaro: 14.000 euro per un festival percepito dai cittadini come improvvisato, incoerente, privo di identità.
Ma il dato più grave è che questa cifra non include:
Compensi RUP del funzionario incaricato; Incentivi alla Polizia Municipale per la gestione dell’ordine pubblico;
Spese di rappresentanza sostenute durante le serate.
Costi che, sommati, aumentano sensibilmente il peso economico dell’evento, rendendo ancora più evidente la sproporzione tra investimento pubblico e qualità dell’offerta.
La premiazione finale, affidata all’unico comico disponibile e già ingaggiato per lo spettacolo, ha lasciato perplessi: un riconoscimento che non racconta la storia del Festival, né la sua identità.
Fiera della Maddalena: la tradizione più antica ridotta a una caricatura
La Fiera più antica della provincia di Caserta, sostenuta anche da Coldiretti, ha mostrato una frammentazione organizzativa senza precedenti.
Con un costo di circa 13.000 euro (delibere del 1 e 15 luglio 2026), anche qui senza considerare RUP, incentivi e rappresentanza, la città ha visto:
Piazza Portavetere — gonfiabili, tre bancarelle di prodotti di dubbia provenienza e qualità;
Monumento — esposizione di reperti bellici, più una bancarella di prodotti contraffatti e di dubbia provenienza e qualità;
Ingresso Centro Storico — 6/7 stand Coldiretti, area comizi e area “ristoro”.
Via Aulo Attilio Caiatino — venditori di aspirapolvere e letti, qualche negozio artigianale, un solo produttore di cipolle di Alife come unico espositore stabile da anni.
Piazza Santo Stefano — palco e area “ristoro”.
Una fiera senza anima, senza il suo storico comitato, senza un percorso tematico, senza un racconto identitario. La durata media della visita? Circa 15 minuti.
Tra caos parcheggi, disdette e passerelle politiche
La prima serata è stata dominata da una parata di fasce tricolori, politici e onorevoli, tutti in cerca di una foto ricordo e di un piatto di scarpariello.
La seconda serata, invece, è stata segnata da disagi enormi nella gestione dei parcheggi, con attività commerciali che hanno registrato numerose disdette.
L’unico momento di autentica tradizione è stata la gara del Solco, evento contadino che ha resistito alla deriva spettacolarizzante.
Il tributo a Franco Pepe e la chiusura anticipata
Il terzo giorno si è concluso con un tributo al maestro Franco Pepe, circondato da politici locali intenti a ricucire rapporti e a garantirsi visibilità.
La serata è stata interrotta anticipatamente per consentire l’arrivo della processione di Sant’Anna: un errore organizzativo che testimonia la totale assenza di coordinamento.
Intanto gli stand diminuivano e alle 23 si smontava tutto.
Il significato politico: una città senza guida
La Fiera della Maddalena 2026 non è solo un evento mal gestito: è il segnale politico di un’amministrazione arrivata al capolinea, isolata, priva di visione, incapace di costruire un progetto per Caiazzo.
La mancanza del comitato storico, l’assenza di un piano culturale, la gestione caotica degli spazi pubblici e la dipendenza dalla comunicazione social mostrano una verità che non può più essere ignorata:
Caiazzo ha bisogno di una nuova direzione politica, di una programmazione seria, di una progettualità che rimetta al centro la comunità e non la propaganda.
Per scaricare le determine di spese sostenute per le due deludenti iniziative, cliccare sulle foto o sui seguenti link:
https://www.dropbox.com/scl/fi/00rgqayiwhz6s285uk35v/det-509-11-07-26-jovinelli.pdf?rlkey=1917imfvehuz3pfjq64twxce2&st=soosd1cr&dl=0/
https://www.dropbox.com/scl/fi/kxrw0g29aw8nwae31fqee/det-475-del-01-07-26-maddalena.pdf?rlkey=6lif9nocgjijbsme0nmc0sw9t&st=ld9dgjbn&dl=0
(Trasparenza Caiatina – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

