Nola (NA). Parco giochi per tutti al rione Gescal? il pensiero di Paolo Pantani (Eu-Med)
Riflessioni sul tema delle scelte pubbliche, che mi è molto caro, generate da uno sguardo lungo,
come fanno i cinesi, i piani quinquennali, non sulla immediatezza e l’opportunità generate da grandi eventi e basta, spesso frettolosi e distruttivi.
Ricordiamo il progetto GESCAL, fatto dai GIP, Gruppi di Impegno Politico: ebbene la GESCAL ha fatto settecentomila alloggi pubblici e popolari, non li ha fatti nessuno in Europa, che io sappia, usando solo poteri ordinari.
Perché allora gli italiani dovrebbero rimanere in Italia, senza casa e senza lavoro?
Quanti alloggi pubblici e popolari hanno fatto a Napoli per il terremoto, malgrado un Commissariato, con risorse infinite, con chiara anima comunista, (Andrea Geremicca) e con poteri monocratici e straordinari?Solo ventottomila e grazie a una sola donna, l’architetto de Forgellinis, altra aristocratica, Donna di azione, infatti dopo il bando, rimasto unico, se ne andò a Roma, definitivamente.
Era una donna che faceva le cose, il commissariato invece aveva l’obiettivo primario di procrastinare il più possibile, secondo le malelingue per continuare a ricevere risorse straordinarie e inesauribili, con sprechi, malaffare e disservizi.
Grazie a questa pessima esperienza di scelta pubblica, è nato un partito secessionista al nord con quattro milioni di voti.
Basta spocchia, per favore, fate autocritica,una volta si faceva, oggi no, anzi, tengono tutte e tutti albagia spagnolesca verso chi è stato sempre contrario all’intervento straordinario pubblico a pioggia, senza tempi assultamemte certi e improrogabili, risorse ben definite, non eterne, in base al cronoprogrammi e agli obiettivi assoluti raggiunti,
Ha solo DONATO e partecipato, con proprie risorse e capacità, le quali sono, per definizione e per tutti, entrambe SCARSE, non siamo mica tutti dei premi Nobel, modestia, “sobrietà calvinista” semplicità.
Insomma si lavori su progetto e con tecniche di project management,basta con le task force, costi quel che costi.
Fatta salva la Cassa per il Mezzogiorno, tutto il resto sembra solo mala gestione, clientela e malaffare.
(Paolo Pantani, vice presidente del Centro Studi Regione Mezzogiorno Mediterraneo Eu-Med – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)
