Caiazzo. Ferrovia ‘morta’ nei ‘festivi’, il Comune chiede ma nessuno l’ascolta: neanche il ministro leghista?!
Ferrovia Alifana, domenica senza treni: l’ennesimo schiaffo all’Alto Casertano.
di Mimmo Iodice
L’attivazione della fermata dei treni regionali EAV presso Afragola AV/AC per i convogli della linea Napoli–Piedimonte Matese viene presentata come un passo avanti verso l’integrazione tra rete locale e Alta Velocità. Ma la realtà, ancora una volta, racconta tutt’altro: un sistema ferroviario che continua a funzionare a intermittenza, lasciando interi territori in una condizione di isolamento strutturale.
Dietro gli annunci e le dichiarazioni di principio sulla “connessione con l’Alta Velocità” e sulla valorizzazione delle aree interne, resta un fatto semplice e innegabile: l’Alto Casertano non dispone ancora di un servizio ferroviario completo, stabile e realmente utilizzabile dai cittadini ogni giorno della settimana.
La cosiddetta Ferrovia Alifana, oggi linea Napoli–Piedimonte Matese, continua infatti a presentare una frattura evidente nella sua offerta: la sospensione del servizio nelle giornate domenicali. Una scelta che non può essere archiviata come dettaglio tecnico o organizzativo, ma che rappresenta un vero e proprio deficit di mobilità pubblica.
Da mesi – e da anni – il Comune di Caiazzo denuncia questa condizione e chiede l’attivazione di almeno corse minime festive, soprattutto nelle fasce mattutine e serali. L’ultima richiesta formale risale al 18 maggio 2026. Una richiesta che, ad oggi, non ha trovato risposta adeguata.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: residenti, studenti e lavoratori sono costretti a pianificare i propri spostamenti come se il treno non fosse una certezza, ma una concessione. E, soprattutto, il territorio rinuncia ogni domenica a una delle sue principali opportunità: quella turistica.
Perché il paradosso è evidente e ormai intollerabile. L’Alto Casertano viene raccontato come area ricca di patrimonio storico, culturale ed enogastronomico, ma proprio nei giorni di maggiore potenziale afflusso il sistema di trasporto pubblico si ferma. Non accompagna lo sviluppo: lo ostacola.
L’attivazione della fermata ad Afragola AV/AC, pur rappresentando un’integrazione utile sulla carta, non affronta il nodo centrale. Anzi, rischia di diventare l’ennesima operazione di facciata se non accompagnata da un servizio continuo, frequente e davvero accessibile.
La verità è che non si può parlare di modernizzazione della mobilità mentre si lascia un’intera area interna senza servizio nei giorni in cui la mobilità è più necessaria. Non si può parlare di connessione con l’Alta Velocità se la base del sistema resta fragile, discontinua e incompleta.
Su questo punto, anche chi racconta quotidianamente il territorio non può che registrare una continuità di posizioni.
Anche noi di Oggi Chest’è lo diciamo da anni: senza un servizio ferroviario stabile sette giorni su sette, ogni intervento infrastrutturale rischia di essere insufficiente, se non puramente simbolico. Non servono annunci, ma corse reali. Non servono slogan, ma continuità.
Il Comune di Caiazzo, insieme agli altri enti locali, continuerà a chiedere un minimo servizio festivo. Ma la questione, ormai, supera il singolo territorio: riguarda il diritto alla mobilità come principio fondamentale di equità tra aree centrali e aree interne.
Oggi, invece, l’Alto Casertano resta ancora prigioniero di un modello in cui il trasporto pubblico non è un diritto garantito, ma un servizio intermittente.
E finché questa condizione non cambierà, parlare di sviluppo sarà soltanto un esercizio retorico. E su questo punto, la “battaglia della domenica” non è ancora finita.
(diMimmo Iodice –News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web© Diritti riservati all’autore)


