Gianna Nannini a Berlino il 19 settembre: 50 anni di carriera accendono la ‘Waldbuhne’
“GiannaGold”, alla Waldbuhne: l’unico grande live del 2026. Rock sinfonico per dare il via a due anni di celebrazioni.
di Mary Maria Mazza
Gianna Nannini torna a Berlino il 19 settembre 2026 per festeggiare 50 anni di musica.
Unico appuntamento live in Germania per il 2026, sul palco storico della Waldbuhne. Sold out annunciato.
Si chiama “GiannaGold” ed è lo show pensato per il mezzo secolo di carriera della rocher senese.
L’appuntamento è per sabato 19 settembre alle 20:00 alla Waldbuhne Berlin. Unico grande evento live del 2026 sullo storico palco dell’arena rock berlinese.
Nannini ha debuttato nel 1976 con un disco che già raccontava la sua voce graffiante e senza compromessi. Da lì è partita una carriera lunga mezzo secolo, fatta di dischi in vetta alle classifiche, tour nei teatri e negli stadi, canzoni diventate colonna sonora di generazioni. “America”, “Bello impossibile”, “Sei nell’anima”, “Meravigliosa creatura”, brani che hanno segnato epoche diverse, ma che sul palco restano sempre attuali.
Per Berlino ha scelto una veste speciale: un rock show sinfonico che unisce la forza della sua band all’amplesso dell’orchestra.
L’idea è attraversare i 50 anni di carriera senza nostalgia, ma con energia.
Sul palco della Waldbuhne le chitarre incontreranno gli archi, il rock si farà più ampio, le canzoni si vestiranno di una luce nuova. Non sarà una semplice retrospettiva. “GiannaGold” è il punto di partenza di due anni di celebrazioni in tutta Europa.
Berlino è la prima scintilla: una notte sola, 50 anni di musica, una Nannini che guarda avanti guardando indietro. E il pubblico, sotto il cielo dell’arena, a cantare ogni verso come se fosse la prima volta. Il palco scelto non è casuale. La Waldbuhne, ai piedi del Glockenturm, è una delle arene più suggestive d’Europa.
Posti tra il bosco e il cielo, acustica naturale, pubblico in piedi sotto le stelle. Per una rocker come Nannini è il contesto perfetto. Il pubblico tedesco apre il sipario il 19 settembre e si trova davanti un capitolo che l’Italia scrive da mezzo secolo. Gianna Nannini entra in scena senza bilanci da presentare, senza ruoli da difendere.
Entra con l’autorevolezza di chi ha trasformato ogni disco in una pietra miliare e ogni concerto in un fatto di cronaca. Non è un ritorno, non è un bilancio. E’ una verifica dal vivo di quanto un artista possa restare attuale senza inseguire niente.
La sala lo capisce subito: davanti c’è chi ha dettato il passo, non chi lo ha seguito. Da Berlino parte un’eco che viaggia. Da lì in poi ogni tappa avrà un peso diverso. E come dice il suo testo, nello spirito: chi cade si rialza ogni volta, e alla fine scrive la storia.
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