Roma. ‘Rino Gaetano Day’: il 2 giugno al parco ‘Arena’ un evento che si ripete ormai da 16 anni
2 Giugno 2026, Rino Gaetano day: al parco Arena di Roma la XVI edizione accende musica e poesia per chi non dimentica Rino.
La XVI edizione torna con la Rino Gaetano Band, ospiti speciali e ingresso libero gratuito per cantare insieme le canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana.
di Mary Maria Mazza
Ci siamo: come ogni anno puntualmente il 2 giugno si accendono le luci del Parco Arena di Conca d’Oro per ricordare il cantautore calabrese, scomparso prematuramente quarantacinque anni fa.
Una giornata che dal 2011 mette insieme migliaia di persone per cantare, ricordare e continuare a capire Rino Gaetano.
Il “Rino Gaetano Day” non è un concerto normale, ma
un raduno nazionale. Si fa nel quartiere dove Rino è cresciuto artisticamente, a Montesacro.
La Rino Gaetano Band è la resident band, la tribute band ufficiale. Attorno a loro salgono ospiti speciali: cantautori, band, amici di Rino.
Ognuno porta la sua versione. Si passa da “Gianna” a “Sfiorivano le viole”, da “Mio fratello è figlio unico” a “Nuntereggae più”. Non c’è scaletta chiusa. C’è Rino, reinterpretato.
Prima e durante la musica, spazio alla memoria. Parlano Anna e Alessandro Gaetano, sorella e nipote di Rino, che organizzano il Day dal 2011.
Si leggono testi, si raccontano storie, si ascoltano vinili dalla collezione personale di Rino: oltre cinquecento dischi da cui Alessandro sceglie i brani che l’artista ascoltava. Il microfono gira, chi vuole salire sul palco, è raduno non platea.
L’evento negli anni si è spostato in varie location di Roma, da Testaccio Estate Città dell’Arte al Parco Arena. Lo spirito resta identico: partecipazione popolare.
Il Rino Gaetano Day non è solo musica, è memoria attiva. Nato nel 2011 per volontà della sorella Anna Gaetano, è diventato un rito laico che celebra l’eredità di un cantautore libero, scomodo, attuale.
Un artista che raccontava l’Italia con lucidità e che oggi parla ancora alle nuove generazioni. Rino Gaetano usava ironia, nonsense e satira sociale per raccontare l’Italia.
“Gianna” parlava di libertà. “Nuntereggae” più” era un elenco di nomi della Democrazia Cristiana e del potere degli anni ‘70. “ Berta filava” fotografava il boom economico. “Aida” raccontava cinquant’anni di storia italiana in quattro minuti. Metteva al centro gli emarginati, gli esclusi, la provincia. Con parole che sembrano legge e invece pesano. Le sue canzoni sono diventate inni generazionali capaci di raccontare che non sono finite. “Spendi spandi effendi” parla di sprechi pubblici ,“Mio fratello è figlio unico” parla di solitudine e conformismo.
Basta cambiare i nomi nel “Nuntereggae più” e la canzone è del 2006.
Rino Gaetano non scriveva canzoni d’amore: raccontava l’Italia. Muore il 2 giugno 1981 a soli 31 anni in un tragico incidente sulla Nomentana a Roma.
Oltre alle sue canzoni immortali di lui resta il modo di stare al mondo: non prendersi sul serio, ma prendere sul serio le cose.
Resta il coraggio di nominare i potenti e di stare dalla parte degli ultimi. Resta una voce nasale, un cilindro storto e una risata che sfotteva tutti, a partire da sé stesso.
Il 2 giugno a Roma si canta insieme, si canta Rino e il cielo per una sera è sempre più blu.
(Mary Maria Mazza – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)
