Caiazzo (CE). Comune: Anche Ponsillo ‘spara a zero’ sul rendiconto approvato e quasi ‘lodato’ dagli eletti
La prende con filosofia, nel bacchettare gli amministratori forse più indebitati della storia caiatina
(comune ai tempi del compianto sindaco Cervo unico italiano con bilancio attivo, insieme a Torino di Agnelli e Fiat), il professor Luigi Ponsillo: U fatt è chist:
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a mini Amministrazione “Uniti per Caiazzo” ha approvato il Rendiconto di gestione 2025.
a mini Amministrazione “Uniti per Caiazzo” ha approvato il Rendiconto di gestione 2025.Non un atto qualunque, ma il documento che certifica, nero su bianco, come sono stati spesi i soldi dei cittadini.
E proprio per questo il Rendiconto 2025 pesa più degli altri: è il primo completamente riconducibile all’attuale Amministrazione.
Niente più alibi, niente più eredità da scaricare su chi c’era prima (chi c’era prima di Uniti per Caiazzo, per il bene comune, Sindaco e assessori rinunciarono alle loro indennità).
Qui si misura, per la prima volta davvero, la capacità di governo dei nostri amministratori. Il risultato? Preoccupante.
I numeri parlano chiaro: il Comune ha speso più di quanto ha incassato. Ma il dato più allarmante non è nemmeno questo. Il vero macigno che pesa sul bilancio comunale è rappresentato dai crediti che il Comune dichiara di vantare ma che, nella realtà, difficilmente riuscirà a incassare.
Parliamo di somme iscritte sulla carta, ma sempre più lontane dalla concreta possibilità di entrare nelle casse comunali. E infatti il Fondo crediti di dubbia esigibilità, cioè il “paracadute” che serve a coprire il rischio di mancato incasso, è esploso.
Dentro questo fondo c’è la fotografia impietosa di un sistema che non funziona: TARI non pagata; IMU non riscossa; previsioni esagerate per multe mai incassate.
E queste sono solo le voci più importanti. In altre parole, il Comune non riesce a riscuotere. E quando un ente non riesce a incassare ciò che deve, tutto il sistema si inceppa.
Il risultato di amministrazione, in base a quello che hanno certificato, potrebbe sembrare un dato positivo.
Ma basta andare oltre la superficie per scoprire la realtà. Altro che bilancio solido. Siamo davanti a un equilibrio fragile, costruito più su accantonamenti obbligati che su una reale capacità di gestione.
Un bilancio immobilizzato, che accumula residui invece di trasformarli in entrate, che blocca risorse invece di investirle sul territorio.
Questa non è prudenza amministrativa. È il segnale evidente di un problema strutturale, incapacità di riscuotere e di governare i flussi finanziari dell’ente.
E mentre i numeri raccontano questa verità, la città resta ferma. Senza investimenti, senza slancio, senza prospettiva.
Il Rendiconto non è solo un documento contabile. È un giudizio politico. E quel giudizio, oggi, è difficile da ignorare.
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