Caiazzo-Squille. Asparagi e Cicorie: due sagre ‘sospinte’ dalla Rai ma una sempre più viva e l’altra morta subito

Spettabile Redazione, nel vedere in questi giorni che tanti condividono soprattutto su Facebook dei post sulla Sagra degli Asparagi che fra pochi giorni si terrà a Squille, è per me inevitabile associarla a quella della Cicoria, iniziata quasi contempraneamente in seguito a due fortunati passaggi televisivi in RAI proposti da un noto giornalista locale.

Purtroppo per Caiazzo, però, mentre la Sagra degli Asparagi si ripete ormai da oltre vent’anni, con successo sempre crescente, quella caiatina è miseramente fallita dopo l’unica esperienza, che i giovani neanche

conosceranno, tenuta nella frazione San Giovanni e Paolo e durante la quale, come all’epoca si diceva, qualcuno avrebbe fatto man bassa degli incassi, anche se poi tutto è finito a taralluci e vino, cioè nessuno ne ha saputo più niente o se preferite tutto è finito nel dimeniìtcatoio.

Un vero peccato per Caiazzo, che ha perso un’eccellente occasione per farsi conoscere e promuovere in tutto il mondo le cicorie caiazzane e soprattutto le loro

incomparabili prerogative “virilizzanti” promosse anche da Magalli, proprio come quelle degli asparagi selvatici del sottobosco squillese.

Impareggiabile al riguardo quanto all’epoca riferito in RAI da uno dei partecipanti alla trasmissione, il compianto Giovanni Mancini, testimone oculare di quando, da bambino, suo nonno gli dava sistematicamente dieci lire perché andasse nel bosco a raccogliere asparagi selvatici e poi l’indomani, quatta quatta, la nonna gliene dava altre dieci, senza che avesse mai compreso il motivo, fino a quando, da adulto, anche lui aveva scoperto e sperimentato il potere afrodisiaco degli asparagi selvatici raccolti nel sottobosco squillese.

Storia analoga a quella riferita in RAI, allo stesso Magalli, dai protagonisti della trasmissione dedicata alle cicorie spontanemente cresciute nelle campagne caiatine, i quali ne avevano spermentato analogo potere erotico, al punto che alcuni di loro si sarebbero poi dedicati a produrre artigianalmente estratto di cicoria liquido, che poi sarebbe andato a ruba determinando un incredibile via vai per San Giovanni e Paolo non solo dalla Campania e da altre regioni italiane.

E poiché i protagonisti politici sono praticamente gli stessi di oggi, in particolare sindaco Giaqinto e delegata Rosa De Rosa, nonostante i tanti anni tascorsi, proprio ad essi vorrei rivolgere un appello per far riprendere la Sagra della Cicoria.

N.B.: A parte vi giro alcuni spezzoni di video amatoriali tratti dalle citate trasmissioni televisive, recuperati su internet e che possono essere interessanti soprattutto per i giovani, altrimenti ignari di un passato caiatino e squillese neanche troppo remoto, grazie.

Per accedere al video-spezzoni clicccare su una foto oppure sul seguenti link:

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