Ruviano festeggia i 700 anni di dedicazione della parrocchiale a San Leone Magno Papa

La ricorrenza di San Leone di quest’anno a Ruviano, che si terrà dal 1 al 3 maggio, assume un importanza particolare perché si festeggeranno i 700 anni di dedicazione della parrocchiale al Santo.

In realtà essa potrebbe essere anche più antica, come credo, ma il primo documento noto in cui compare la ecclesia Sancti Leonis de Rayano è del 1326.

È un documento conservato nell’archivio Vaticano (collect. 164 fol. 170) e fu pubblicato la prima volta da M. INGUANEZ, L. MATTEI-CERADOLI e P. Sella nel 1942 nelle “Rationes Decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV. Campania”.

Al fol. 170 vengono riportate le chiese appartenenti all’Arcipretura di Raiano, oggi Ruviano, e tra esse la citata ecclesia Sancti Leonis.

Trovandomi a parlarne con Mons. Antonio Chichierchia, attuale Rettore della parrocchiale di Ruviano, alla mia comunicazione che il 2026 sarebbe stato il 700 anno da quando per la prima volta ho trovato menzionato la chiesa nei documenti ufficiali, vidi subito un sorriso nei suoi occhi che lasciavano intendere l’interesse.

Da lì è partita, ad opera sua e del comitato per i festeggiamenti di San Leone, la macchina che ha organizzato i solenni festeggiamenti della prima domenica di maggio e dei due giorni precedenti.

Devo aggiungere che quella di Ruviano è una delle più antiche chiese dedicate a San Leone Magno Papa in Italia.

Ovviamente non ci riferiamo all’attuale edificio di fattura settecentesca ma della precedente chiesa che stava edificata nello stesso luogo, dove oggi è il giardino adiacente l’edificio attuale.

Resta però l’intitolazione, che è quella che ci interessa, passata da un edificio all’altro; San Leone per lo meno dal 1326 è il Patrono di Ruviano.

Della precedente chiesa, oltre alla lapide tombale della cripta in cui venivano sepolto gli Arcipreti, fatta fare nel XVII secolo da don Attilio Cicino Archipresbiter, resta un pregevole piatto per la raccolta delle elemosine, di età Angiolina, esposto nel Museo Campano di Capua dove arrivò nei primi anni del XX secolo in “deposito temporaneo” come risulta dai documenti di consegna conservati presso l’archivio del museo medesimo a firma dell’Arciprete pro tempore Mariano Frangipane.

Sarebbe auspicabile la restituzione del manufatto alla parrocchia e la contestuale esposizione nel nascente museo civico di Ruviano.

(Michele RussoComunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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