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Caserta. Malasanità: ‘alla sbarra’ il dottor Stefano Cristiano: anche il terzo consulente del P.M. lo accusa

Lunedì 23 marzo dinanzi alla prima sezione penale del Tribunale sammaritano, Presidente dottor Sergio Enea, nuova udienza del processo contro il dottor Stefano Cristiano.

Il chirurgo bariatrico risponde di omicidio colposo per colpa medica professionale per la morte di Francesco di Vilio e di lesioni colpose e falso nei confronti di Angela Iannotta.

Lunedì è stato ascoltato il terzo consulente del P. M., professor Gaetano Buonocore, ordinario di medicina legale alla Federico II, che ha risposto alle domande del Pubblico Ministero, dottoressa Anna Ida Capone, dei difensori della parte civile, avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo (quest’ultimo nella foto), del legale della Clinica “Villa del Sole” di Caserta, responsabile civile, avvocato Ferdinando Trasacco, e del difensore dell’imputato, avvocato Massimo Damiani.

Il prof. Buonocore ha spiegato in oltre tre ore di esame la colpa medica in cui a suo avviso è incorso il dott. Cristiano nel trattare il paziente sammaritano Francesco Di Vilio. Ed ha spiegato che l’errore medico è ravvisabile nel post operatorio; ha ripercorso il vissuto ospedaliero del Di Vilio, prima operato presso la Clinica Villa del Sole poi trasferito con estremo ritardo all’Ospedale Cardarelli di Napoli e lì deceduto.

Ha spiegato che l’intervento subito da Francesco Di Vilio, data la sua complessità, non poteva essere fatto alla Clinica del Sole perché sprovvista della terapia intensiva.

L’udienza in questione ha riguardato la storia clinica di Francesco Di Vilio che morì il 1 gennaio 2022 al Cardarelli di Napoli dove fu trasferito dalla Clinica Villa del Sole di Caserta.

La storia di Francesco è drammatica: egli, operato tre volte dal dottor Cristiano, presso Villa del Sole, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, venne trasferito all’Ospedale Cardarelli dove morì per necrosi di organi interni.

Ricordiamo che recentemente il dottor Stefano Cristiano è stato già condannato dal Giudice dottoressa Alessandra Zingales, del Tribunale di Nola, a due anni di carcere per omicidio colposo per colpa professionale, per la morte di Raffaele Arcella, 29enne di Caivano, deceduto a seguito di un intervento di bypass gastrico, eseguito sempre dal dott. Cristiano presso la Clinica “Trusso” di Ottaviano.

Il processo pende presso la Corte di Appello di Napoli. La prossima udienza è fissata per il 20 aprile, quando verrà trattata la posizione di Angela Iannotta, sottoposta a due interventi di by pass gastrico dal dottore Stefano Cristiano e poi finita in coma per necrosi di organi interni. Poi subì interventi salvavita all’Ospedale di Caserta.

Ad Angela, infine, trasferita al Secondo Policlinico di Napoli, vennero ricostruiti alcuni organi interni dal professor Francesco Corcione che, con un intervento durato ben nove ore, contro ogni previsione, le salvò la vita.

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(Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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