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Roma. ‘Mercosur’: Antonio Visconti (Ficei) auspica accordi fra i distretti per abbattere i costi

Il presidente dei consorzi industriali: “non sia solo un mercato commerciale”.

«Leggere il Mercosur con la lente dei distretti industriali significa smettere di inseguirlo come semplice “sbocco” commerciale e iniziare a trattarlo come un retroterra produttivo con cui costruire gemellaggi di filiera: co-progettazione, co-produzione, subfornitura qualificata, servizi tecnici condivisi. L’idea è pragmatica: i distretti italiani della meccanica, delle macchine per l’agroindustria, del packaging o della chimica fine possono agganciarsi a poli locali già organizzati in forme di agglomerazione territoriale, come gli Apl brasiliani, cioè concentrazioni di imprese nello stesso territorio specializzate su attività affini e con legami tra attori economici e istituzioni».

A dirlo è Antonio Visconti, presidente Ficei (la federazione dei consorzi industriali italiani) e numero uno dell’Asi di Salerno.

«Questa chiave diventa più credibile se si considera che l’intesa Ue–Mercosur è pensata proprio per ridurre barriere tariffarie e rendere più lineari le procedure doganali, abbassando costi e attriti per chi esporta e investe – spiega ancora Visconti –. La Commissione europea ricorda, ad esempio, che oggi nel Mercosur pesano dazi elevati su componenti auto, macchinari e chimica, e che l’accordo punta a tagliarli in modo significativo, con risparmi annui stimati in miliardi per gli esportatori europei».

«Nel concreto, un “gemellaggio” distrettuale può tradursi in joint venture leggere, licensing, assistenza post-vendita e reti di fornitori certificati, usando come bussola i comparti in cui l’export Ue verso il Mercosur è già forte (macchinari, chimica, mezzi e componentistica). È un passaggio di postura – conclude Visconti –: non vendita spot, ma catene del valore più stabili, ripetibili e scalabili».

(Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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