Sparanise. Comizio anticamorra sabato pomeriggio proposto dal giornalista Enzo Palmesano
Con una nota indirizzata alle competenti autorità e, per conoscenza, Ai Vescovi delle Diocesi in provincia di Caserta, Al Prefetto, al Questore e ai Comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza di Caserta, Alla Stazione carabinieri di Sparanise, Alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Alla Commissione regionale anticamorra, Alla Commissione parlamentare antimafia, Al Ministro dell’Interno, Agli organi di stampa ed si cittadini di Sparanise, il dottor Vincenzo Palmesano, mail: palmesanovincenzo1958@gmail.com, giornalista professionista vittima di reato di tipo mafioso, avversario politico della massoneria, ha chiesto l’autorizzazione a tenere un pubblico comizio anticamorra in piazza Giovanni XXIII, a Sparanise, sabato 25 ottobre 2025, alle ore 16, essendo rimasta senza esito la sua richiesta del 18 luglio 2025 di convocazione di una seduta “aperta” del Consiglio comunale di Sparanise per discutere della sparatoria avvenuta nella notte tra il 16 e il 17 luglio scorso…
“Il comizio anticamorra -precisa Palmesano- si terrà, non a caso, proprio nel giorno del ventesimo anniversario della morte del grande vescovo Francesco Tommasiello, protagonista delle battaglie contro le cosche mafiose, contro la piattaforma dei rifiuti industriali tossici e nocivi che era prevista a Pignataro Maggiore e contro la centrale termoelettrica di Sparanise.
Con me, interverranno: Sergio Tanzarella, professore ordinario di Storia della Chiesa alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli (Sezione San Luigi). curatore del volume “Raffaele Nogaro – 90 anni di radicale mitezza” e autore del libro “Don Peppino Diana – Un prete affamato di vita”, pubblicati entrambi dalla casa editrice “Il Pozzo di Giacobbe”; Salvatore Minieri, giornalista professionista e scrittore, autore del libro “Pascià – Il clan dei casalesi è nato in una discoteca”, Edizioni Italia.
Ricordo che nel corso della manifestazione anticamorra da me organizzata (con il prof. Sergio Tanzarella e il giornalista-scrittore Salvatore Minieri) nell’aula consiliare del Comune, in data 17 maggio 2025, si era sottolineata la pervasività e la pericolosità della storica e attuale presenza delle cosche mafiose a Sparanise. Nel mio intervento, oltre a ricordare l’impegno antimafia del compianto vescovo della Diocesi di Teano-Calvi, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Francesco Tommasiello, a venti anni dalla morte, avevo illustrato uno scenario da brividi: “clan dei casalesi”, clan Papa, la camorra e la mafia al governo dei Cosentino e dei D’Alì, la passata Amministrazione comunale sciolta per camorra.
La mia iniziativa aveva avuto una vasta eco nell’opinione pubblica, non solo in città e nell’Agro caleno, perché Sparanise è una delle capitali della camorra in provincia di Caserta. Non c’era bisogno di sparatorie in pieno centro cittadino per capire quanto fosse grave la situazione esistente, da decenni. Poi è arrivata pure la sparatoria, come si è detto nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2025. Tale sparatoria, per le modalità e il contesto in cui è avvenuta, avrebbe potuto avere tragiche conseguenze, coinvolgendo le persone che si erano trattenute in strada, di ritorno dalla festa della Madonna del Carmine. Per questo l’opinione pubblica locale è particolarmente scossa e preoccupata.
Tanto premesso, avevo – inutilmente – chiesto al sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali di Sparanise di voler convocare su quanto sopra esposto una riunione ‘aperta’ urgente del Consiglio comunale, dove tutti potessero prendere la parola, invitando i rappresentanti delle Istituzioni a livello locale, provinciale, regionale e nazionale a un confronto sul ‘caso’ Sparanise”.
(dott. Vincenzo Palmesano, giornalista professionista vittima di reato di tipo mafioso, avversario politico della massoneria – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

