Caiazzo. Erba alta, incuria e vivibilità ‘sotterranea’ a San Giovanni e Paolo, già famigerata ‘frazione dei senza’
L’erba alta a San Giovanni e Paolo, o sfalcio ridotto, è una pratica sempre più diffusa.
Per gli “esperti pseudo”, potrebbe portare benefici ambientali, come l’aumento della biodiversità, la mitigazione del calore urbano, il miglioramento della qualità dell’aria.
Oltre a dimostrare l’incuria, l’abbandono, l’estetica, genera reali preoccupazioni, come un potenziale aumento delle zanzare e zecche in alcune aree.
A Santian per i disamministratori, un’erba più alta offre habitat a insetti impollinatori, piccioni e piccoli mammiferi, promuovendo la diversità biologica urbana.
Sostenibilità:
Si riduce il consumo di carburante per i mezzi di taglio e l’inquinamento acustico provocato dai decespugliatori!
Lo sfalcio ridotto promuove necessariamente la presenza di insetti dannosi, un aumento delle zanzare e degli episodi di morsi di zecche in aree con erba molto alta e non gestita, come accanto alla panchina in via Palmieri.
Estetica e fruizione:
I santiannesi percepiscono l’erba alta come un disordine, e il non taglio può incidere sulla fruizione di aree.
Nel vicolo più abbandonato del comune, privo di toponomastica (come tutti gli altri), l’erba si espande rigogliosa, quasi da fondo calcistico, per favorire i calci al pallone.
Sarà per compensare in qualche modo la perdurante impraticabilità -quindi l’inutilità- del campo sportivo comunale polivalente, pomposamente inaugurato due volte, con tanto di beneaugurali benedizioni, abbandonato e quindi vandalizzato, e poi ristrutturato con ulteriore, ingente spreco di denaro pubblico, ma poi sempre abbandonato al suo gramo destino, che certo non fa onore ai preposti amministratori, in primis sindaco e delegata locale, superpagati (ovviamente da noi contribuenti) per non saper proprio far meglio?
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