Caiazzo. ‘La bella addormentata’: l’ex assessore Ponsillo commenta le ultime esternazioni del sindaco
Ogni parola taciuta per paura è una vittoria per chi comanda con l’intimidazione. Parlate, sempre. Anche con la voce che trema. (Nicola Gratteri)
“Caiazzo: la bella addormentata”.
Una trovata geniale ad effetto le ultime dichiarazioni del sindaco che ha lavorato mentre tutti noi eravamo in ferie, dove illustra il paese del Bengodi.Che mette buon umore. Creativa e prodigiosa. Opera di un genio della comunicazione. Acqua fresca per la domenica.
Una straordinaria idea futurista che dà luce a quel passatismo oscuro e ripiegato dei venticinque anni della sua amministrazione.
Dopo venticinque anni di studi, di aggiornamenti, ci avverte che Caiazzo sarà palpabile, consistente, solida e materiale. Sperimentata. Collettiva. Avrà tutto. Senza sospiri di nostalgie. Caiazzo, insomma, esisterà concretamente, oltre le visure catastali.
Ma, è proprio a questo punto che comincia la mia domanda, ho vissuto bene, sono stato un cittadino felice in questi anni?
Certo di aver vissuto al meglio un tempo anteriore ordinato e civile? Qualcuno di noi si è sentito un valore, concreto, visto che ci è stata tolta la possibilità inclusiva di incontri per provare a tessere relazioni?
È stato vero amore quello per il territorio? Nemmeno per sogno. Abbiamo continuato ogni mattina a lavarci i denti strofinando a lungo, come unico momento di valore personale e di autostima possibile.
Se avessimo avuto le certezze di sentimenti di cui si appropria questa amministrazione, avremmo costruito intorno a Caiazzo, insieme, un grande progetto.
Edificato ponti per il futuro. Costruito una nuova idea di sviluppo della città. Ci saremmo tolti la colla dal cu*o ed avremmo condiviso almeno l’utile e l’essenziale.
Scambiato dubbi, esperienze. In quel vuoto disabitato avremmo messo donne e uomini in piedi. Avremmo chiamato idee. Speso idee. Costruito.
Sorprendendoci di sentirci cittadini vivi.
Invece siamo ancora qui dopo tanti anni col naso chiuso davanti a questi muri scollati, in un riflettere triste e rimurginato, ancora una volta invitati a compiere un’altra missione dettata dai monologhi strozzati e ripetitivi, fatti da chi ha sbagliato tutto, eseguito male, creato disordine ed oggi vuole rinnovarsi con l’alone di promesse di altri viaggi.
Vivere così è scomodo. È come aver sonno e non poter dormire.
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