Da Alife a Gaza Lanterna di Pace accesa ed elevata al cielo mentre le campane suonavano a distesa

“Disertiamo il silenzio per Gaza dall’Albero della Pace di Alife”.

Domenica 27 Luglio 2025, presso l’Albero e Giardino della Pace di Alife, presidio permanente di Pace, mentre si udiva il suono delle campane a distesa della Cattedrale, in risposta alla mobilitazione nazionale lanciata da Pax Christi e da un gruppo di intellettuali tra cui Tommaso Montanari e rivolta a tutte le parrocchie (anche quella di Alife – Caiazzo, Teano – Calvi, Sessa, Caserta e Napoli tra le aderenti), un gruppo di persone amanti della Pace e residenti nei comuni di Alife, Piedimonte Matese e San Potito Sannitico: Sign.ra Caterina Rina Civitillo, Sign.ra Flora Bettino, prof.ssa Rosa Cassella, prof.ssa Cristina Sasso, Sign. Michele Santagata, prof.ssa Maria Rao, la già Sindaca Maria Luisa Di Tommaso, che da sempre ha sostenuto il progetto del Giardino della Pace di Alife in tutto il suo magistrale significato, ed Andrea Pioltini che dall’altra parte ha ripreso le scene dell’accensione e del volo della lanterna, accogliendo l’invito alla mobilitazione lanciato in poche ore del Movimento per la Pace casertano, ci si è radunati presso il Giardino della Pace di Alife, per accendere ed elevare al cielo la Lanterna di Pace, per “disertare il silenzio e invocare Pace per Gaza”. Un sentito grazie è stato espresso poi dalla Presidente del Movimento per la Pace Agnese Ginocchio ai partecipanti, per il “dono” della presenza, e per “non essersi girati dall’altra parte, nonostante i giorni di festa in paese”.

E’ stata quindi stata elevata la voce di Pace insieme a quella di tanti uomini e donne di buona volontà che ogni giorno, attraverso iniziative spontanee, non smettono mai di sostenere la causa palestinese mettendoci la faccia.

“Facendo nostre le parole di Isaia, “per amore di Gerusalemme non posso tacere”, anche noi non possiamo tacere, non possiamo restare indifferenti di fronte alle afflizioni che subiscono i fratelli e le sorelle palestinesi che hanno diritto a vivere in pace nella loro terra a fianco degli israeliani”.

Un momento di condivisione che ha fatto la differenza, ma che non deve finire qui, occorre infatti continuare a parlare di ciò che accade in Palestina e dare voce a questo popolo che ci chiede di non lasciarlo solo. Queste iniziative servono per fare pressione al governo affinché si assuma la propria responsabilità nei riguardi dei tantissimi innocenti, tra questi bambini, che non hanno alcuna colpa degli errori degli adulti, che stanno vivendo l’inferno sulla propria pelle. “Non passano giorni che non ci arrivano immagini raccapriccianti di bambini feriti, dilaniati dalle bombe, bambini malnutriti e morti di fame. Tutto questo è inumano, inaccettabile, fa male, toglie sonno e respiro, non possiamo voltare le spalle, è la nostra umanità, ci siamo tutti dentro.

ant’Anna, di cui proprio in questi giorni ricorre la festa, era palestinese. Siamo certi che se fosse stata qui ci avrebbe chiesto fortemente questo momento per sostenere la sua gente.

Tanti piccoli gesti che uniti agli altri formano un grande cerchio, quello della Pace, che auspichiamo con tutto il cuore possa realizzarsi al più presto per il martoriato popolo di Gaza, perché  davvero non se né può proprio più, in quanto quello che si sta consumando a Gaza è l’inferno in diretta. Ormai si è superati ogni limite, ogni soglia di ragionevolezza. Voglia Dio ascoltare questo grido di Pace ed intervenire per fermare il genocidio. Possa illuminare le menti del nostro Governo e dell’UE colpevoli di non avere fatto nulla,  che con il loro tacito silenzio si rendono complici di quello che sta accadendo”. “Non si può essere neutrali, ha affermato il cardinale Pizzaballa”. ” A Gaza assistiamo a qualcosa di inaccettabile e inconsolabile dal punto di vista umanitario. La fame di centinaia di migliaia di persone usata come strumento di guerra. Non possiamo accettarlo”. Fermate la strage. Fermate il genocidio. Pace per il popolo palestinese. Palestina libera!

Da ventuno mesi un silenzio e una indifferenza vergognosa vanno avanti da parte della maggioranza di istituzioni politiche, governative ed ecclesiastiche.
Gaza muore di fame: il genocidio entra nella fase finale, e Israele prepara così una terra finalmente davvero senza popolo. Affamando, assetando, bombardando. A Gaza suonano le sirene delle ambulanze, che danno voce ai condannati a morte per fame e bombe”, hanno riportato gli organizzatori in una nota.

E ancora: “Il nostro governo continua a sostenere Israele: impedendo la sospensione dell’accordo con l’Unione europea; continuando a vendergli armi; coprendolo in ogni modo”.

La guerra è tra due eserciti e in Palestina uno degli eserciti più equipaggiati e forti al mondo bombarda in maniera indiscriminata e deliberata ospedali, case, moschee e chiese.
Da due anni chi osa pronunciare la parola genocidio riceve gli insulti più ignobili e meschini: antisemita e amico di Hamas.

Di ignobile e meschino è il silenzio di chi gira la testa dall’altra parte; ignobile e meschino è un governo che con una mano firma appelli per il cessate il fuoco e con l’altra firma contratti per inviare armi a Israele, diventando complice del massacro, perchè le armi inviate sono le stesse che ammazzano civili e bambini in attesa di cibo. È ora che chi si ritiene umano e a maggior ragione cristiano avverta l’urgenza di prendere posizione, di disertare il silenzio.

I nostri fratelli palestinesi hanno diritto a vivere in pace in una terra che abitano da sempre così come hanno diritto a vivere in pace nella loro terra gli israeliani: due popoli e due stati.

(Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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