Caiazzo. ‘Sprecopoli’ per un campo sportivo due volte inaugurato ma dopo 40 anni sempre chiuso
Sprecopoli a Caiazzo. IL CASO: 39 anni per costruire un campo polivalente che rimane chiuso dopo due inaugurazioni, due miliardi di vecchie lire per costruirlo e 670 mila euro per “manutenzione”.
Andirivieni di tecnici dal 1985, tra approvazioni, varianti, errori: per una struttura giudicata difforme dal Coni: 39 anni di sprechi per un campo polivalente abbandonato tra i rovi; entrato e uscito dai progetti di sindaci e giunte delle ultime sette legislature. E siamo alla quarta legislatura di Stefano Giaquinto sindaco e una da Assessore ai Lavori Pubblici.
I NUMERI:
1985: Incarico progettista campo sportivo 498 milioni (vecchio conio): credito finanziato dal CONI; 1987: Approvazione progetto generale; 1990: Inizio lavori; 1992: Sospensione lavori.
20: I tecnici incaricati; 29 Aprile 2002: liquidazione mutuo di Euro 235.117,89 Reg. Campania; Gennaio 2004: Lavori fermi per 12 anni; nel 2008: ripresi i lavori; nel 2009: prima inaugurazione del campo polivalente; nel 2010 il Responsabile dell’Ufficio Tecnico redigeva una stima di lavori di manutenzione per 19 mila euro, lievitati a 36 mila con una seconda stima sempre a firma dell’UTC. Ma nel mese di novembre (2019) la Giunta deliberava un nuovo intervento di manutenzione straordinaria, dell’impianto sportivo polivalente per un importo di 670 mila euro.
Il campo polivalente di San Giovanni e Paolo: la grande incompiuta è servita!
La costruzione (inizialmente) del campo di calcio della minuscola frazione di Caiazzo – in provincia di Caserta, un’interminabile telenovela in onda da ben 39 anni’.
A metterla in scena gli amministratori che si sono succeduti negli ultimi 39 anni (4 legislature di Stefano Giaquinto, tre da sindaco e una da assessore ai Lavori Pubblici, quarta legislatura da sindaco cominciata nel 2023) al timone del Comune del medio alto casertano.
Una storia senza fine che ebbe inizio nel lontano 1985, anno in cui fu conferito all’architetto Antimo Rocereto l’incarico di progettazione e direzione dei lavori dell’impianto sportivo della frazione: per l’importo di 498 milioni, per il I, II e III lotto, finanziato dal CONI- ai sensi della legge 488/1986 – credito erogato dall’Istituto per il Credito Sportivo.
Progetto che prevedeva la costruzione, recinzione e drenaggio del campo di calcio; costruzione spogliatoi, zona bagnata, area porticata, per un totale di area coperta di 252 mq e 756 mc, volume coperto.
L’approvazione del progetto generale nel 1987.
ERRORE LUNGO SEI METRI
Dozzine e dozzine di anni passati, senza riuscire a completare l’opera, oltre venti i tecnici, che ci hanno messo lo zampino per non completare quello che doveva poi diventare uno stadio modello per i ragazzi di allora, ormai “invecchiati” con il sogno di giocare in uno stadio che è restato fantasma.
E’ la ditta casertana Salzillo, ad aggiudicarsi l’asta. Nei primi anni 90, l’inizio dei lavori. Nel 1992, i lavori sospesi per un movimento franoso superficiale, uno smottamento addebitato a Giove Pluvio come risulta dalle relazioni geologiche! Per effetto di un movimento terra, eseguito dalle parti della fantomatica Curva B, movimento inquietante: tagliati di netto circa quindici metri di terreno, lasciati senza alcun sostegno.
Immancabile la frana, come pure il “previsto” nuovo progetto di variante – che Rocereto sì rifiuterà di redigere, dando le dimissioni dall’incarico, per “motivi personali”: che non si “accorge” che il manufatto è difforme, rispetto al progetto: un errore lungo sei metri. Tanti sono i metri in meno della lunghezza dello scheletro di cemento e mattoni, del fantomatico spogliatoio.
“Errori” di calcolo piuttosto frequenti al comune di Caiazzo, come dimostra il caso dei loculi stretti, nei quali non poteva entrare una bara, prima poi allungati con pannelli tipo truciolato in legno ma poi… cimitero chiuso dall’ASL perr… troppo fetore inquinante: sempre “bazzecole” insomma!
VALZER DI TECNICI
Dopo l’uscita di scena del progettista, inizia un vorticoso valzer di tecnici: architetti, ingegneri, geologi e geometri: nomine, dimissioni e revoche incarichi che si susseguono a ritmo incalzante, tra approvazioni, errori, negligenze, ritardi, inefficienze, perizie di varianti del progetto generale, progetti stralcio di varianti, nuovi progetti per opere previste per il completamento e sistemazione dell’area gioco, già presenti nel progetto originario generale, pareri sfavorevoli del CONI, per aver realizzato opere non funzionali ed omologabili: spogliatoi e servizi realizzati solo nelle parti strutturali e in maniera difforme dal progetto originario: la loro lunghezza è nettamente inferiore a quella prevista dal progetto, come emerge da una relazione dello stesso CONI, inviata al Comune di Caiazzo.
Nello stadio-fantasma, mancava tutto! Le opere di recinzione e protezione incolumità pubblica, le scale di accesso dagli spogliatoi al campo.
Spreco di soldi pubblici in un paesino casertano, abbandonato dalle istituzioni
CLAMOROSO A SAN GIOVANNI E PAOLO, CHIUSO IL CAMPO POLIVALENTE, DOPO AVER SPESO 2 MILIARDI DEL VECCHIO CONIO.
Approvato il progetto nel 1985, due volte inaugurato: in 39 anni (solo il campo di calcetto, senza docce) ha funzionato nemmeno un anno intero.
Campo polivalente di San Giovanni e Paolo, inaugurato il 30 marzo 2023, per la seconda volta in 39 anni, affidato a una società sportiva casertana.
Struttura aperta per poco tempo, e incredibilmente da mesi è stata chiusa… e che è ancora chiusa.
Oltre due miliardi di vecchie lire buttati al vento. Ora si aspetta che la struttura venga vandalizzata, come successo dopo l’inaugurazione del 2009 e abbandonata, per spendere più di 600mila euro per “riqualificarla”)
