Marcianise. Al Liceo Quercia si parla di camorra e delle vittime innocenti della criminalita’

Marcianise. Il Liceo ” Federico Quercia” ,di cui e’ Dirigente Scolastico il Dott. Diamante Marotta, continua il suo attivo impegno sul territorio come laboratorio diLegalita’contro tutte le mafie e contro tutte le discriminazioni. Martedì 20 dicembre2022, infatti, nell’Aula Magna del prestigioso istituto marcianisano, a partire dalle ore 10.20, gli studenti del prestigioso istituto marcianisano hanno seguito un seminario incentrato sulla storia delle tante vittime della camorra, persone innocenti cadute sotto i colpi della violenza dellacriminalita’organizzata.
A parlare con gli allievi del ” Quercia” , in uno scambio interattivo e ricco di stimoli, Filiberto Imposimato, figlio di Franco, eliminato da una connection mafia-camorra l’11 ottobre 1983 in una sorta di vendetta trasversale nei confronti del fratello, l´allora giudice istruttore Ferdinando che stava indagando su Cosa nostra e Banda dellaMagliana.ConFiliberto Imposimato anche la giornalista Alessandra Tommasino, impegnata per il Comitato Don Peppe Diana e Libera su progetti di tutela ambientale, di beni confiscati alla camorra e di memoria delle vittime innocenti delle mafie, e Stefano Mancini, presidente della Cooperativa sociale La Strada – Teano-che restituisce nuova vita edignita’ai beni confiscati alla camorra, grazie al volontariato e alla cooperazione sociale.
Ad accogliere gli illustri ospiti, voce indomita e mai stanca dell’Associazione ” Libera” ,fondata nel1994 da don Luigi Ciotti, per contrastare tutte le mafie ed ogni forma dicorruzione,ilDirigente Scolastico Dott. Diamante Marottainsieme conil Collaboratore Vicario Pasquale Delle Curti e conil Prof. Giancarlo Pignataro.” Siamoorgogliosi diricevere questi figli della nostra terra che, ogni giorno donano alla nostra terra nuova e sempre viva linfa didignita’egiustizia-ha dichiarato il D.S.- Il nostro progetto educativo mira a sensibilizzare l’intera comunità , in particolare gli studenti tutti, a riscoprire i valori fondanti della convivenza civile, della responsabilità e del rispetto delle regole, delle persone, dell’ambiente. Siamo qui per declinare i temi della legalità, della cittadinanza, della vitalità della nostra Costituzione, unitamente a quelli del valore imprescindibile dellaMemoria, intante azioni a cui aderire, affinché si possano produrre stimoli alla riflessione e al confronto delle idee, alla partecipazione attiva alla vita della scuola e della collettività”.
Il ricordo di Franco Imposimato e’ stato il trade union fra tutte le vittime innocenti della camorra il cui sangue, versato ingiustamente, sitrasforma inseme fondamentale per promuovere il pieno sviluppo del cittadino e la costruzione del bene comune.
“Ricordare Franco Imposimato e tutte le vittime innocenti- ha precisato Filiberto Imposimato- non deve essere solo una sterile elencazione di nomi ma è indispensabile conoscere quale vita ha vissuto ognuna di queste vittime, quali passioni, quali ideali hanno animato la loro esistenza. Il loro ricordo deve essere esempio per le giovani generazioni, sia nel rispetto delle vittime stesse, sia nella volontà che il dolore e la memoria conducano a una generale presa di coscienza su dove e come intervenire per fare in modo che ogni forma di criminalità sia un giorno definitivamente sconfitta.
In questi anni, proprio sui ragazzi ho concentrato i maggiori sforzi di educazione alla legalità, nella quale le scuole sono ormai da anni impegnate, e dai ragazzi arrivano spesso i più grandi messaggi di speranza per un futuro in cui il “no” alle mafie diventi netto e definitivo.
Come già fatto in più circostanze, vorrei, però, che si prestasse maggiore rispetto, attenzione, sensibilità per chi mette a nudo il proprio dolore e la propria sofferenza. Non a caso molti familiari rivendicano una maggiore attenzione da parte dello Stato, storie di dolore che, a distanza di anni, ancora attendono giustizia e che spesso trovano il più grande ostacolo proprio nelle istituzioni”.
Incisivo anche l’interventodi AlessandraTommasino che ha ricordato il suo duro impatto con lacriminalita’organizzata legato all’omicidio di Don Peppe Diana, che, a soli 36anni,fuucciso dalla camorra a Casal di Principe il 19 marzo del 1994, nel giorno del suo onomastico e nella sua chiesa, la parrocchia di San Nicola di Bari. i. Alessandra Tommasino ha poi parlato anche di AntonioPetito, altravittima innocente di camorra, ucciso nel 2002 , per aver avuto un diverbio Gianluca Bidognetti, 13 anni, figlio del boss Francesco, e di Angelo Riccardo ucciso a San Cipriano D’Aversa il 21 luglio 1991 per uno scambio di persona.
” E’ necessario-ha affermato Alessandra Tommasino- mantenere vivo il ricordo delle vittime innocenti dellemafie ecamminare al fianco dei loro familiari, organizzando momenti di confronto eformazione.Riteniamofondamentale costruire percorsi che ci aiutino a elaborare un’idea di Memoria che vada oltre il rischio della retorica e conservi il racconto di fatti realmente accaduti che hanno colpito non solo le famiglie delle vittime, ma l’interàcomunità”.
Altrettanto intensa la storia di Stefano Mancini chea ,all’eta’di19anni,scopre che nel proprio territorio c’è un bene confiscato, scopre che i beni confiscati in provincia di Caserta rivivono grazie alle persone che sono state messe da parte, scopre che “ci si poteva impegnare, si poteva fare qualcosa” , costruire le “Terre di don Peppe Diana” erendere,cosi‘, ” un pacco allacamorra”Lastoria che è iniziata da quel punto è la storia della Cooperativa sociale “La Strada”.” E’ una storia-ha detto Mancini- che nasce da quel volontariato che sensibilizza, connette, forma i giovani delterritorio.Oggila cooperativa sociale “La Strada”, si occupa del riutilizzo sociale del bene, usando il criterio dell’agricoltura sociale, ossia ecosostenibile e mirato all’inserimento sociale e lavorativo di persone che appartengono alle cosiddette “fasce svantaggiate” della popolazione”.
” Questo incontro harappresentato perlacomunita’scolastica del Quercia-ha concluso Diamante Marotta- lo stimolo ulteriore a promuovere il valore dellalegalita’come massima garanzia di libertà ed imprescindibile bisogno sociale e civile
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