I CAVALIERI DELL’ ACQUA

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F. UNO – I cavalieri dell’ acqua o acquatici piloti che nelle condizioni pessime sul bagnato con asfalto viscido e scivoloso, danno il meglio di loro stessi.

Con la pioggia viene fuori ancora di più, la stoffa del pilota, facciamo un viaggio a ritroso nel tempo,  epoche diverse non confrontabili dato che nella F1  attuale è l’elettronica a farla da padrone, ma con l’arrivo dell’acqua l’elettronica fa poco è il pilota a fare la differenza.

I piloti lì mettiamo in ordine sparso, mischiati, una insalata mista soprattutto per coloro che rendono molto bene con gli scrosci d’acqua, o la pista bagnata anche di Moto GP e altre categorie a due ruote.

Partiamo come al solito dalle 4 ruote, un pilota degno di menzione è il ferrarista Jean Alesì che ha guidato in un’epoca dove le rosse di Maranello, non andavano particolarmente forte tutt’altro, poco competitive dal 1991 al 1995 per poi lasciare il sedile ad un certo M. Schumacher. Alesì dicevamo, aspettava le giornate piovose per colmare il gap, con altre monoposto e far venir fuori la sua abilità  e la sua tenacia, il francesino di Avignone, compie l’impresa nell’annata 1992 passata sotto traccia, per la Ferrari forse più scarsa o lenta di SEMPRE !!! Ma al Gran Premio Spagnolo dicevamo arriva l’acqua ecco che J. Alesì può far emergere la sua classe cristallina già esibita e sciorinata con Tyrell con l’alettone ad ali di gabbiano (epica la sua battaglia contro A. Senna al circuito cittadino di Phoenix in USA per la piazza numero uno). Ma torniamo all’acqua spagnola il ferrarista con una monoposto mediocre, è protagonista di una gara epica. Il suo scatto in partenza, su pista bagnata, è fenomenale, tanto da far pensare ad un jump-start. Sospetto che viene poi confutato visionando le immagini. La gara si disputa sotto un forte diluvio e Jean Alesì, è coinvolto, suo malgrado, in due contatti (uno con Berger e l’altro con Hakkinen) che in totale gli costano quasi un minuto. Ma lui non molla, azzecca la scelta delle gomme, e vola. Letteralmente vola. In alcune tornate arriva a guadagnare fino a sei (!) secondi nei confronti di chi gli sta davanti. E stiamo parlando, fra gli altri, di Senna, di Mansell e di Schumacher. Conclude la gara sul gradino più basso del podio, ed in tanti (compreso lui stesso) si chiedono dove sarebbe potuto arrivare senza quei due contatti.  L’impresa impressiona. Ed infiamma, soprattutto tifosi e giornalisti. Tanto che il paragone con Gilles Villeneuve diventa sempre più ricorrente, anche negli anni a venire.

Sempre sotto l’ acqua Alesì nell’ annata ’94 si rende protagonista  a Suzuka di un bel duello contro Mansell ma la sua gara migliore sotto l’acqua probabilmente che è anche un po’ il regalo di commiato alla Ferrari è Suzuka 1995, dopo un jump start anticipato il francese, dopo anche una uscita di pista alla Esse del triage inanella una rimonta da sogno dalle retrovie, quasi ultimo a secondo nel giro di meta corsa da secondo a secondo, salvo poi parcheggiare la sua rossa nella terra forse spremuta troppo (come un’ arancia rossa) ma le sue gesta la sua abilità di guida il suo correre al 100 per cento ed oltre fu molto apprezzato soprattutto dai tifosi.

 

 

Altro, cavaliere dell’acqua dalle indubbie qualità, sull’asfalto bagnato che fece vedere subito il suo talento a Monaco anno 1984 sulla Toleman un certo Ayrton Senna, il quale si fece conoscere immediatamente (caratteristica dei grandi che agiscono subito senza perdere tempo, poco studio quasi nullo, grande grandissima capacità di apprendimento per il brasiliano) che al Gran Premio monegasco sotto l’acqua alla guida di un’anonima Toleman, sponsorizzata Segrafedo caffè tutto nostrano, svernicia sotto l’acqua uno ad uno vari piloti lì dove è difficile sorpassare, sopravanzando un certo Lauda 2 volte campione del mondo sino a raggiungere, il capofila della gara A. Prost su McLaren che taglierà il traguardo primo ma soltanto grazie all’aiutino dei commissari che sotto il diluvio per motivi di sicurezza (la solita scusa) annullano, anzi per meglio dire sospendono la corsa assegnando  metà punti ai piloti ma c’è un aneddoto curioso sul taglio del traguardo. Senna credeva che la gara aveva ancora un’ altro giro dopo il taglio della linea a scacchi (con annessa bandiera), supera Prost e va avanti per un altro giro credendo di aver vinto lui la corsa, sbagliato la corsa la vince Alain Prost il francese sulla bianca e rossa (un po’ chiattona passateci il termine McLaren) ma la prestazione del brasiliano soprese tutti facendolo conoscere al mondo quel giovane pilota sfrontato sfacciato che aveva dato lezioni di motonautica, oltre che guida date le condizioni meteo estremamente proibitive.

 

 

Dopo il taglio del traguardo il pianto di Senna ai box come un bambino che chiedeva in lacrime una vettura  competitiva (la Toleman era un team di II piano buono per farsi le ossa ma quel ragazzo dimostrò di essere già grande già maturo per quell’ambiente di squali non  facile quale la F1) è un altro aneddoto ed un pezzo di storia incastonato nella leggenda della Formula Uno. Dopo la Toleman il passaggio alla total black Lotus per il brasiliano, suggella un’alleanza su una monoposto di tuto rispetto, arriva il primo alloro, la prima gioia meritata all’Estoril, partenza al palo per Senna e indovinate un po’… sotto un diluvio a dimostrazione della sua sensibilità di guida  da grande cavaliere dell’acqua con parte del team che festeggiarono sotto l’acqua l’arrivo del brasiliano al traguardo, in festa quasi commosso sul podio per tutti i sacrifici fatti non riuscì  a trattenere le lacrime  (acqua dappertutto in pista in faccia ecc. ecc).

Altro cavaliere acquatico che approfittò del diluvio per far capire a tutti che non era come gli altri, ossia quel Michael Schumacher a Barcellona che dopo una brutta partenza sorpassa in scioltezza Jacques Villenueve sulla bianco blè Williams e Jean Alesì fortissimo sul bagnato (vedi sopra) andando a vincere guadagnando in alcune tornate anche 5 o 6, secondi sugli altri un altro sport…un motoscafo contro delle zattere sembrava….oppure una corsa impari tra aliscafo e traghetto…insomma che Schumacher fosse forte si sapeva, già in bacheca 2 titoli portati a casa in Benetton con Flavio Briatore, tuttavia, l’impresa sotto il diluvio sancì l’adozione definitiva coi tifosi in rosso che capirono che l’ingaggio di quel pilota fortissimamente voluto da Gianni Agnelli, da Luca Cordero di Montezemolo, avrebbe dato soddisfazioni facendo tornare a battere il grande cuore rosso, e così fu.

Lewis Hamilton, cavaliere ⚫ nero ed acquatico di tutto rispetto, settimo alloro o mondiale conquistato all’Instanbul Park Gran Premio di  terra turca, ebbene sì una gioia immensa per Lewis, proprio lui che eguaglia Michael Schumacher in una gara sotto l’acqua partendo nelle retrovie ritrovandosi ultimo per poi superare tutti in barba  a chi diceva che vince (o vinceva per la vettura migliore la sua nera Mercedes),  i soliti detrattori invidiosi. Sette titoli dunque in una gara pazza con l’anglo caraibico che nella rimonta o rimontone sfrutta in bagarre la safety car per alcuni incidenti (uno su tutti anche Verstappen che si gira su sé stesso troppo aggressivo dimostrandosi si combattivo e il solito leone ma non forte come il suo rivale nero sul bagnato).

 

Facciamo una breve analisi sempre per i cavalieri acquatici anche per i centauri o piloti di Moto GP per non parlare sempre e solo di Formula Uno.

Ebbene vari piloti forti sul bagnato el cabroncito Marc Marquez, fortissimo quando la pista si bagna, e bisogna esser sì forti e prudenti senza essere però impacciati altrimenti si rischia di fare gara anonima per no m scivolare a terra e bagnarsi, e nelle retrovie guardando tra l’altro le scie d’ acqua lasciate da chi è davanti che è anche fastidioso con la  visiera del casco che si riempie di bollicine annebbiando la visuale dello squalo pilota. Lo stesso Marquez dicevamo forte sull’acqua indica il suo pilota di riferimento nell’italianissimo Andrea Dovizioso su Ducati designandolo come il più veloce sott’acqua …. Ehm con pista bagnata.

Altri piloti forti sull’asfalto bagnato Kenny Roberts Jr, Loris Capirossi, Sete Gibernau, Vale Rossi, molto migliorato dopo inizi timidi sull’acqua, il compianto anzi compiantissimo SIC, super Marco Simoncelli, ma anche Kevin Schwantz e Cal Crutchlow ma anche Danilo Petrucci. L’asfalto bagnato, ha una  caratteristica ossia quella di far andare le moto o vetture in acquaplaning che andiamo a spiegare brevemente e velocemente di seguito :  l’acquaplaning è quel fenomeno per cui una volta che l’asfalto si riempie di acqua fa andare le vetture sull’acqua in quanto l’ acqua viene compressa ma rimane compatta non viene schiacciata del tutto,  pertanto le vetture (o moto),  camminano sull’acqua letteralmente come fossero barche o motoscafi.

 

 

Roberts action MotoGP 2000

 

Sezione special o speciale, specialissima per un pilota che nell’annata 1981 nel gran premio di casa, ha effettuato 3 giri  a mosca cieca, guardando le linee a terra tracciate dalle altre vetture o monoposto sull’asfalto bagnato, con l’alettone davanti con visibilità prossima allo zero anche meno di zero, tanto è vero che il gesto eroico gli è valso l’intitolazione del circuito di Montreal, di chi stiamo parlando vi starete chiedendo????? Ma di Gilles Villeneuve, l’aviatore rosso il leggendario 27 cavaliere acquatico alla cieca treno pazzo sull’acqua che segue la pista guardando il solco anzi i solchi tracciati e disegnati sull’ asfalto come precisato, sfruttando la sua capacità di andare sulle motoslitte in passato nel controllo del  mezzo, il suo ovviamente, pilota che è divenuto in vita ma anche successivamente dopo la tragica fine icona delle corse e della velocità su qualsiasi mezzo potesse correre, due, tre, quattro, 5 , 6 ruote non importa anche tricicli biciclette  ecc. ecc. Sotto foto che parlano da sole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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