Elezioni politiche. ‘Colpo di spugna leghista’: no scioglimenti per mafia, della serie: ‘quando i politici ‘giocano a perdere’?

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“Colpo di spugna” leghista: no a scioglimenti per mafia.

LA PROPOSTA DI SALVINI

Ora basta commissariare i comuni in caso di indagini, “decada solo la persona collusa”

“La mafia fa schifo” ripete spesso il leader della Lega Matteo Salvini, l’ultima volta ricordando il trentennale della strage di via D’Amelio in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino. “Se il Viminale andrà alla Lega faremo la lotta alla mafia” ha ribadito da Lampedusa il 4 agosto scorso. Peccato che nel programma della Lega presentato venerdì pomeriggio e depositato insieme al simbolo ci sia una proposta che rischia di depotenziare fortemente uno dei principali strumenti per combattere la criminalità organizzata: lo scioglimento dei comuni per infiltrazione mafiosa.
La proposta si trova a pagina 15 (su 202) del programma del Carroccio, alla voce “antimafia”. Dopo una serie di promesse per aumentare l’organico della polizia, tracciare i flussi finanziari, colpire la mafia nigeriana e le ecomafie, si trova una proposta sui comuni sciolti per mafia. “Attualmente, quando in un Comune la commissione prefettizia accerta che la collusione con una organizzazione criminale sia di un singolo consigliere e/o funzionario pubblico, quasi sempre viene sciolto il Comune” si legge. Per questo la Lega propone che non venga sciolto il comune ma decada “la singola persona collusa”, che sia un consigliere o un funzionario. Ma la questione non è così semplice. Il Testo Unico degli Enti Locali prevede che quasi mai basti un singolo consigliere o funzionario colluso per sciogliere tutto il comune: l’articolo 82 prevede che servano “concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori” e “forme di condizionamento” in grado di “compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali”.Dunque non basta una sola inchiesta – magari a carico di un singolo – per sciogliere il comune, ma deve esistere un pericolo sostanziale. Per questo l’iter è articolato: il Ministero dell’Interno nomina una commissione prefettizia che lavora (anche per mesi) e poi formula le sue conclusioni al comitato provinciale dell’ordine pubblico e poi al ministero che decide se archiviare il caso o portarlo in Consiglio dei ministri. Da questo si intuisce il ruolo fondamentale – e ampiamente discrezionale – di cui gode il ministero dell’Interno. Oltre a supervisionare il lavoro dei prefetti, è il Viminale che decide se archiviare il caso e decidere di portarlo o meno in Consiglio dei ministri. Basti ricordare il caso del Comune di Sacrofano (Roma): era il 2016, durante l’inchiesta Mafia Capitale, e la commissione prefettizia aveva proposto di scioglierlo per il condizionamento nei confronti dell’amministrazione. Ma l’allora ministro dell’Interno, Angelino Alfano, decise di nominare una nuova commissione di “monitoraggio” evitando di portare il dossier in Cdm.

Quindi se Salvini tornerà al Viminale – come vuole da mesi – avrà un potere molto ampio in materia di scioglimento. E il segnale che arriva dal programma della Lega non è dei più rassicuranti. Per capire l’impatto della proposta leghista basta rifarsi anche a quanto denunciò il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra la scorsa primavera. Nel suo report sulla prevenzione della corruzione nei Comuni sciolti per mafia, l’ex 5S aveva sottolineato come lo scioglimento fosse un istituto da riformare perché aggirabile: “Spesso gli stessi comuni vengono sciolti anche per 3 volte in 10 anni oppure, alle elezioni successive allo scioglimento, torna il sindaco di prima”. Qualcosa da cambiare dunque c’è, ma non certo nel senso leghista: “Vengono presi provvedimenti contro gli eletti – spiegò Morra – ma non si interviene sulle strutture tecniche dei Comuni”. Funzionari e collaboratori vari. La necessità, insomma, sarebbe semmai inasprire l’istituto allargando le possibilità di intervento delle Prefetture, non certo depotenziarlo.

 

(DI LORENZO GIARELLI E GIACOMO SALVINI – Fonti: Fatto Quotidiano – Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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