Le grandi imprese degli sportivi, uomini soli al comando

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Le grandi imprese degli sportivi italiani e non  che sono entrate negli annali nella leggenda negli almanacchi sportivi, nel cuore dei tifosi, soprattutto nonostante magari non ci  siano appassionati del genere ma che di fronte ad imprese  in solitaria uniche ed eccezionali, talvolta in duetto non possono fare altro che applaudire e battere le mani alzarsi in piedi e fare una standing ovation non importa se in loco allo stadio lungo le strade del giro d’Italia o tour de France, presso qualche palazzetto sportivo, qualche piscina in pista ecc. ecc., luoghi teatro dei grandi eventi sportivi.

Da chi si potrebbe partire, difficile ma non impossibile, partiamo dal pirata un uomo che ha scritto la storia sulle strade di giro d’Italia e tour de France, lo chiamavano il pirata aveva una bandana che divenne poi il suo marchio di fabbrica, pelato con pochi capelli si fece conoscere sulle salite del giro d’ Italia, nel lontano 1994, sul Mortirolo con la telecronaca di Davide de Zan, figlio d’arte del compianto Adriano altro giornalista e telecronista dei giri d’Italia di una volta. Ebbene sì dopo aver cambiato anche look ed essersi rapato o rasato a zero Marco Pantani (chi se non lui), dopo alcuni infortuni dovuti ad incidenti strani (investito da una vettura mentre si allenava, la caduta al giro pare del 1996 a causa dell’attraversamento di un gatto annata 1997), ma il giro lo aveva conquistato l’anno prima il pirata annata 1996 vittoria di pantani al giro d’Italia le strade del giro come amava chiamarle il telecronista De Zan.

Nell’annata 1998 il pirata fece e scrisse la storia del ciclismo le deux Alpe un tempo da lupi tappa di montagna, le sue salite nella quale innestava la prima e partiva sembrando un camoscio di montagna, tutti in tv a casa o coloro che avevano la fortuna di essere lungo le strade di quel tour, aspettavano il segnale dell’attacco, quale direte voi??? Semplice, il lancio a terra della bandana o del cappellino che da lì a poco sanciva l’attacco a 50 km dall’arrivo il pirata Pantani sotto un tempo da lupi (di mare non di terra) scatta lasciando il gruppo Ulrich maglia gialla in carica dietro sembra una follia un’ attacco a 50 km dall’arrivo un buco nell’acqua, ma il pirata sapeva il fatto suo le gambe giravano come non mai, l’attacco è sferrato, i francesi conquistati da quella lucida follia seguono la tappa col fiato in gola gli italiani pure, nella sua salita impetuosa salta gli avversari se li mangia e va nonostante l’acqua il freddo e la pioggia battente che rende l’asfalto viscido solo al comando, un UOMO SOLO AL COMANDO, UN IMPRESA VERA E PROPRIA, per combattere il gelo in discesa si fa dare una mantellina bianca per non ghiacciarsi la sua azione anche in discesa è inarrestabile, Pantani attacca come un forsennato (la miglior difesa è l’attacco in discesa nella curve nelle salite dei ponti), impresa in solitaria da non crederci e spellarsi le mani, i suoi avversari crollano ad uno ad uno, l’arrivo con tanto di bandana con occhiali alla linea del traguardo a mani alte è una liberazione, la sua impresa conquista tutti i giornali francesi italiani ecc.ecc. esaltano le gesta eroiche del nostro ciclista romagnolo che scrive una pag. di storia memorabile nel ciclismo le Deux Alpe hanno tatuato il suo nome con tanto di bandana.

Sotto scatti del Pirata l’Impresa a Le Deux Alpe e qualche scatto con Lance Armostrong plurivincitore al tuor negli anni 2000.

1998 Giro d’Italia – Stage 19 (Cavalese to Plan di Monte campione) – Marco Pantani

 

Altra impresa degna di nota Suzuka ottantanove, le due McLaren di Prost e Senna partono davanti  occupando la prima fila, Prost tenta la fuga approfittando di uno start del brasiliano che gli fa perdere tempo in quanto non perfetto, Prost va in fuga, tenta la fuga, ma dopo le soste ai box Senna rimonta diventa la sua ombra per metà corsa i due fanno il vuoto, dietro di loro il nulla solo il risucchio del vento di due uomini contro il cui unico scopo è superarsi e battersi per la vittoria dove nessuno dei due molla un centimetro e dove la  collisione alle ESSE del TRIAGE, che decide la corsa i due alfieri della Mclaren sono OUT, Senna si fa aiutare la su ambizione smodata non contempla la sconfitta per lui  o primo (I o nulla), si ferma ai box con l’alettone divelto Alessandro Nannini dietro di oltre 34 secondi lo supera ma Senna rimonta lo supera ancora una volta e va vincere dimostrando la sua superiorità imbarazzante, in pista ma il colpo di scena è dietro l’angolo, Prost protesta dai commissari di gara che  ravvisano la condotta scorretta del pilota di S.  Paolo, mondiale deciso a tavolino in maniera ‘politica’ Senna furioso in conferenza stampa il giorno dopo ribadirà  di non esser un criminale (come invece è stato trattato e linciato dalla stampa per la sua manovra oltre il limite ed oltre il regolamento, assolutamente non prevista), ribadendo che lui corre per vincere, l’anno successivo a macchine diverse, Prost andrà in Ferrari, Senna rimane in McLAren si decide tutto alla prima curva con la speronata del brasiliano al rivale francese che decreta la fine del mondiale a suo favore senza decisioni extra post gara, la vendetta perfetta sportivamente parlando servita su un piatto freddo anzi ghiacciato.

sotto qualche scatto della fuga in duetto dei due fuggitivi due missili che fanno il vuoto, ragazzi per il mondiale ce la giochiamo noi sembrano dire

           

Anno 2.000 olimpiadi a Sydney il napoletano Massimiliano Rosolino, Max per tutti, soprannominato da qualche addetto ai lavori il ‘cagnaccio’ per la grinta e la determinazione in vasca, arriva in finale dei 200 misti dopo aver portato a casa alcuni bronzi e medaglie d’argento, il napoletano con mamma australiana si gioca tutto in una gara che all’apparenza lo vede sfavorito, tra i non favoriti alla vittoria finale con Nolan assoluto protagonista sino ad allora e favoritissimo a toccare il bordo per primo.

Ma non ce ne sarà per nessuno, dopo una partenza buona e aver seguito come un ombra il rivale nelle vasche sia a delfino che a dorso dopo una frazione a rana fantastica dove tocca prima a soli 100 metri dalla fine il biondo napoletano innesta il turbo e non si fa raggiungere distruggendo tutti e vincendo in una gara che sulla carta come precisato non lo vedeva favorito, ma il pronostico è ribaltato, si sa i pronostici possono anche  essere smentiti.

Sotto qualche scatto del nuotatore biondo partenopeo con la tuta azzurra dell’ Italia:

   

 

Altra impresa che merita di esser citata nell’annata 2002 l’oro ai mondiali di nuoto di Brembilla, l’alfiere azzurro domina anzi stradomina i 400 metri   stile libero ( o free  stykle che dir si voglia), dietro di lui Massimiliano Rosolino agguanta in extremis, l’argento toccando di qualche centesimo prima di del romeno Dragos Coman soffiandogli la medaglia meno nobile ossia quella d’argento.

Impresa  da ricordare per la coppia di alfieri acquatici due delfini la Sampdoria negli anni 90 aveva i gemelli del goal Luca Vialli e Roberto Mancini, l’  Italia del Nuoto non è da meno con i due suoi squali Brembilla e Rosolino che fanno questa impresa in duetto, portando medaglia d’oro e d’argento al medagliere azzurro, nel lontano 2002.

Tra l’altro gli alfieri azzurri con Raoul Bova, anche egli ex nuotatore hanno preso parte ad un progetto qualche anno fa per un film sul nuoto.

Sotto qualche scatto della gara bellissima a  forti fortissime tinte tricolori

      

Altra grande impresa sempre in duetto la leggendaria battaglia epica per quasi tutta la  gara a  Laguna Seca il circuito americano nel  deserto con la curva del cavatappi in discesa, destra sinistra, con la battaglia tra Vale Rossi su Yamaha e Casey Stoner l’australiano il canguro duello duro ma corretto, nella quale i due piloti si sono superati andando oltre il limite (raggiungendo  tipo  il livello super sayan del cartone Goku), col taglio della ESSE di Rossi che a fine gara bacerà l’asfalto proprio in  quel punto felice come un bambino al parco giochi, con Stoner che cadrà a pochi giri dal termine, dopo aver tentato l’ennesimo attacco al rivale in tuta bianco blù.

Ma anche Alessandro Zanardi fece una impresa simile anni prima tagliando la ESSE al cavatappi all’ultimo giro e vincendo una gara da cardiopalma in Formula Indy, Rossi e Zarandi dunque 2 grandi piloti che hanno in comune oltre alla mano e al piede pesante , alla nazionalità italiana ed alla passione per le corse questo taglio nel circuito americano dove non c’è acqua (da qui il nome Laguna Seca, tradotto secca).

Infine ultima ma non ultima l’impresa di Paltrinieri ai recentissimi Mondiali di Budapest nei 1.500 metri, in testa dall’inizio alla fine della gara, una vittoria superba schiacciante oggetto di altro articolo sulla nostra testata sempre con il seguente titolo ‘Paltrinieri’ un uomo solo al comando. Vittoria epica anche e soprattutto nei modi per l’alfiere acquatico azzurro che darà un grosso contributo, nel medagliere italiano appunto a Budapest, oro anche nella 10 km con una gara magistrale, non sempre al comando ma che ha gestito benissimo. 

 

Sotto qualche scatto dell’italiano a Budapest

PALTRINIERI Gregorio ITA celebrating Gold Medal
1500m Freestyle Men Final
Swimming
FINA 19th World Championships Budapest 2022
Budapest, Duna Arena 25/06/22
Photo Andrea Staccioli / Deepbluemedia / Insidefoto

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