Covid-19/ Casi in aumento, oltre 7.000 i positivi nella Provincia di Caserta

Sembra sia legato alla diffusione delle sottovarianti BA.4 e BA.5 di Omicron la ripresa dei contagi a cui si sta assistendo anche nella Provincia di Caserta.

«I casi positivi sono raddoppiati in una settimana, e questo è un dato che ci fa capire l’andamento dell’infezione» ha dichiarato Ferdinando Russo, direttore generale dell’ASL Caserta.

«Siamo solo all’inizio della nuova ondata, che dovrebbe durare almeno tre mesi. Non sarebbe male – ha proseguito – tornare ad avere attenzione all’utilizzo delle mascherine nei locali chiusi e specialmente fra i giovani. Tra i ricoverati, la maggior parte è costituita da persone non vaccinate o da pazienti fragili o da coloro che non hanno completato il ciclo vaccinale».

Aggiornato alla mezzanotte di lunedì, 27 giugno, il bollettino quotidiano dell’ASL Caserta vede ulteriormente crescere il tasso di positività che si attesta al 27,00%. Positivo almeno 1 tampone su 4. Dei 4.474 tamponi processati, 1.289 sono risultati positivi.

In conseguenza del numero di guariti ad oggi certificati dall’Asl (412), le 877 positività restanti portano a quota 7.484 i casi complessivi fermi a 6.607.

I contagi sono stati riscontrati a Ailano (2), Alife (5), Alvignano (5), Arienzo (13), Aversa (74), Baia e Latina (4), Bellona (11), Caianello (3), Caiazzo (6), Calvi Risorta (6), Camigliano, Cancello ed Arnone (3), Capodrise (12), Capriati a Volturno, Capua (23), Carinaro (10), Carinola (7), Casagiove (24), Casal di Principe (26), Casaluce (10), Casapesenna (10), Casapulla (15), Caserta (127), Castel Campagnano, Castel di Sasso (3), Castel Morrone, Castel Volturno (20), Castello del Matese (3), Cellole (14), Cervino (3), Cesa (14), Conca della Campania (2), Curti (4), Dragoni (2), Falciano del Massico (3), Formicola, Francolise (7), Frignano (11), Galluccio (4), Giano Vetusto (2), Gioia Sannitica (5), Grazzanise (7), Gricignano di Aversa (18), Lusciano (14), Macerata Campania (11), Maddaloni (47), Marcianise (75), Marzano Appio (8), Mignano Monte Lungo (3), Mondragone (48), Orta di Atella (50), Parete (15), Pastorano (3), Piana di Monte Verna (6), Piedimonte Matese (8), Pietramelara (8), Pietravairano (13), Pignataro Maggiore (6), Pontelatone (2), Portico di Caserta (11), Prata Sannita (5), Pratella, Presenzano (2), Raviscanina, Recale (14), Riardo (4), Rocca d’Evandro (2), Roccamonfina (8), Roccaromana, Rocchetta e Croce, Ruviano, San Cipriano d’Aversa (12), San Felice a Cancello (17), San Gregorio Matese (3), San Marcellino (21), San Marco Evangelista (5), San Nicola la Strada (31), San Pietro Infine, San Potito Sannitico (2), San Prisco (18), San Tammaro (14), Santa Maria a Vico (13), Santa Maria Capua Vetere (55), Santa Maria la Fossa (4), Sant’Arpino (21), Sessa Aurunca (42), Sparanise (8), Succivo (20), Teano (10), Teverola (22), Trentola Ducenta (27), Vairano Patenora (24), Valle di Maddaloni (3), Villa di Briano (5), Villa Literno (8), Vitulazio (12).               Registrata una nuova vittima, un cittadino residente a Santa Maria Capua Vetere.

Secondo quanto emerge dal monitoraggio della Fondazione Gimbe, sono aumentati del 58,9% i nuovi casi nella settimana tra il 15 e il 21 giugno. I dati indicano in tutte le Regioni una crescita di nuovi casi (255.442 contro 160.751) e una diminuzione dei decessi (337 al posto di 416) negli ultimi sette giorni. In lieve calo anche i casi attualmente positivi (599.930 contro 603.882) e le persone in isolamento domiciliare (594.921 invece di 599.500), mentre, con un’inversione di tendenza, crescono i ricoveri con sintomi (4.803 rispetto ai precedenti 4.199) e le terapie intensive (206 contro 183).

Si prevede che sarà raggiunto fra meno di quattro settimane il picco dei contagi Covid, già annunciato dal virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano.

“Siamo nel mezzo della nuova ondata pandemica. Il picco ci sarà dopo la metà di luglio” ha spiegato, non senza mettere in rilievo la circolazione ancora insidiosa del virus e invitando alla prudenza: «Attenzione ai cittadini ormai rilassati mentre si diffonde la sottovariante più contagiosa di tutte».

«Del Covid bisognerà preoccuparsi ancora per un po’. Purtroppo bisogna farlo perché la sua elevatissima contagiosità, è ben superiore a morbillo e varicella. Omicron 5 rialza e rialzerà i casi. Continueremo ad averne di gravi, seppur in modo proporzionale».

«Aver avuto il Covid e l’avere fatto 3 dosi di vaccino » non azzera il rischio di essere contagiati dalla variante Omicron 5, ritenuta più di una semplice influenza, essendo «quattro volte tanto un’influenza forte».

Se quanto affermato da Pregliasco insiste sulla nuova ondata di Covid, e il picco dietro l’angolo; una prospettiva un po’ diversa è quella a cui riconduce Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova. Egli dice: «Non possiamo minimamente paragonare quello che vediamo oggi a quanto abbiamo visto nelle quattro ondate precedenti. Anzi, evitiamo di chiamarla ondata. Le abbiamo chiamate così perché dalla prima alla quarta hanno messo in difficoltà gli ospedali, mentre questa, a livello ospedaliero, non sta dando nessun tipo di interessamento».

Si parla di un virus che se da un lato si è reso “endemico”, dall’altro “ha perso parte della sua stagionalità”. «Si diceva prima – ha ricordato – che i mesi caldi portano via il virus, mentre ora vediamo che si è adattato all’ambiente, non solo variando e diventando più contagioso ma anche adattandosi alle temperature».

E conclude: «La variante Omicron 4 e 5 è talmente contagiosa che, se entra in una comunità – che si tratti di famiglia, un congresso o una cena, si contagiano praticamente tutti. Ma chi si contagia ha 3 o 4 giorni di febbre elevata, doloretti diffusi, ci può esser mal di gola o diarrea, ma in 3 o 4 giorni si risolve nel 99% dei casi». Sul fronte degli ospedali, “casi di polmoniti gravi come quelli che vediamo fino a 6 mesi fa, non li stiamo vedendo”.

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