‘Le sfumature di grigio’ dei Media’ (che ‘snobbarono’ Lavorino?) sul giallo di Via Poma

Giallo di via Poma: un ringraziamento speciale e unico ad Alan Botter, il quale ha riconosciuto un “mio merito” per l’identificazione del Mister X visto dal colonnello Danesi.

Grazie Alan Botter che hai riconosciuto ufficialmente che da diversi anni ho individuato e identificato il famoso e misterioso Mister X descritto dal col. Danesi.

Questo soggetto è sicuramente innocente ma può spiegare cosa ha fatto in quei cinque-dieci minuti sotto, esternamente, forse dentro l’ufficio “AIAG”.

Grazie Alan Botter, grazie di cuore per avere dato “a Cesare quel che di Cesare”… “Date a Cesare”.

La notizia, uscita qualche anno fa e poi l’anno scorso, è stata pubblicata solo da Marco Gallo nel Tempo, da Ferdinando Terlizzi in Cronache Agenzia Giornalistica, da Marco Chiocci tramite l’ADNKronos a cura di Giorgia Sodaro. Poi il nulla, il silenzio, il deserto, l’oscuramento totale, soprattutto dal variegato club con lotte intestine di scrittori, di indagatori, di giornalisti e di leoni della tastiera, compresi quelli che alla “bolla di sapone” di qualche mese fa di Massimo Lugli e Antonio Del Greco, hanno mietuto immeritata pubblicità a piede basso e mano lenta.

Mi aspettavo i complimenti di Patruno, Radice, Cochi e tanti altri loro colleghi, degli amministratori e dei moderatori di vari gruppi, di qualche mio/mia “collega” (sic!): niente di nulla: visi girati dall’altra parte per non vedere il non gradito e far finta di non sapere.

Immaginiamo cosa sarebbe accaduto se l’identificazione del misterioso Mister X invece del sottoscritto l’avesse fatta quale “rosicone rosicato”: la notizia sarebbe esplosa.

Come mai la “bolla di sapone” di Lugli ebbe tanta pubblicità mediatica e televisiva e la mia notizia esatta no?

Semplice, perché in Italia non vengono premiate la meritocrazia e la professionalità, ma le conoscenze fra “colleganze”, le telefonate fra gli “amici degli amici salottieri”, le cupolette delle allegre congreghe.

E allora mi sovviene la famosa frase di Reth Butler in Via col vento, pronunciata da Clark Gable “Francamente me ne infischio” o, meglio “Non me ne frega niente”.

Concludo rinnovando i ringraziamenti ad Alan Botter.

(di Carmelo Lavorino – Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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