I tre piani del viso esaminati per noi dal Morfopsicologo Bartolomeo Valentino

Il piano superiore comprende lo spazio tra due linee parallele. La superiore passa per l’attacco dei capelli; quella inferiore per la radice del naso. Il piano superiore è chiamato anche piano cerebrale in quanto è in rapporto con le nostre funzioni cerebrali. Comprende come struttura ossea l’osso frontale, la cui forma cambia nel corso della vita. Il ricettore è dato dagli occhi, collegati al sistema nervoso.

Basti considerare che la retina, ovvero la membrana visiva dell’occhio, ha la stessa struttura istologica dell’area calcarina della corteccia cerebrale, adibita alla visione. Non appare casuale l’espressione che gli occhi sono lo specchio dell’anima e consentono di potervi leggere gli stati emotivi, come abbiamo discusso in un precedente capitolo. Il modellato del piano frontale è dato dai muscoli mimici regionali compresi quelli che servono per aprire e chiudere gli occhi stessi.

Questo piano è in rapporto metaforico con il neocortex, ossia il cervello di recente formazione e presente nell’uomo secondo la teoria di Mac Lean del Cervello uno e trino. Il piano medio o della socializzazione, dell’affettività è compreso tra la retta che passa per la radice del naso ed un’altra passante per il labbro superiore. Il quadro è dato dalle ossa mascellari e zigomatiche, ma soprattutto, l’osso etmoide. Il ricettore è il naso la cui diversa morfologia ha un valore enorme in Morfopsicologia.

La muscolatura è quella mimica regionale compresa quella adibita alla apertura e chiusura delle narici. È definito piano della socializzazione in quanto è sede dell’olfatto che ha una valenza fondamentale per la socializzazione.

È questo il piano che subisce maggiori modificazioni nel corso della vita soprattutto nel passaggio dall’adolescenza alla maturità grazie alle spinte emotive intense. Il piano inferiore è denominato anche piano istintuale o dell’attività o della forza. Il quadro è costituito dalla mandibola che può essere più o meno possente e con numerose variazioni di forma.

Il ricettore è dato dalla bocca, il modellato è costituito dai muscoli masticatori, massetere in particolare. L’analisi dei tre piani, il confronto tra di loro ci consente di stabilire quale è quello prevalente, quale il dominante, quale invece è il succube; ossia va stabilita una precisa gerarchia tra i piani e delle relative funzioni. Si comprende come questo tipo di analisi ci fornirà molti elementi utili della personalità.

In Morfopsicologia è sempre la visione unitaria che conta e l’interpretazione di tipo dinamica, a differenza della Fisiognomica

(di Bartolomeo Valentino – Morfopsicologo, Già Professore di Anatomia II Università di Napoli –Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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