La Morfopsicologia attraverso lo studio delle pitture del geniale Leonardo da Vinci

Non è il caso di presentare il personaggio il quale si è interessato quasi a tutte le branche dello scibile umano.

Per il nostro discorso interessa la sua Pittura, che si rivela un formidabile ed insostituibile mezzo di studio della Morfopsicologia.

Siamo lontani anni luce dalla Fisiognomica Mitologica a cui abbiamo accennato in precedenti articoli; né, nel corso dei secoli successivi, furono fatti dei passi di rilievo.

Il grande merito di Leonardo è di aver affrontato questi studi con una metodologia scientifica. Non a caso lui volle diventare un profondo cultore dell’Anatomia, ed in particolare di quella superficiale.

Trascorse mesi interi nelle sale settorie di diverse città ed in particolare accanto all’Anatomico Marcantonio della Torre, giovane anatomico di Pavia. D

’altra parte molti Disegni Anatomici sono stati poi pubblicati i da tutti gli studiosi del ramo e si è sempre apprezzata la precisione ed il rigore nella descrizione dei muscoli, loro rapporto con altre strutture, decorso, inserzione ossea.

Leonardo aveva evidentemente una mentalità di scienziato amando portarsi alla radici dei vari problemi.

Il grandissimo merito di Leonardo è quello di essere stato il primo a strizzare l’occhio verso il Profondo ,il futuro inconscio di Freud cinquecento anni dopo .Leonardo partendo dall’analisi ed interpretazione della sua pittura, dunque, si è spinto con il suo sguardo verso ciò che in noi non è visibile, ma che sarà quello a guidare la formazione dei tratti somatici

.Per Leonardo, anzi, la Pittura  fu un eccellente metodo di studio della morfopsicologia consentendo di risalire ai “moti dell’Anima” come lui definiva allora quelle che oggi chiamiamo spinte emotive.

Possiamo dire che aveva già tanti secoli fa afferrato ed intuito quanto la neurofisiologia dimostrerà cinquecento anno dopo, ovvero dell’esistenza di un circuito nervoso che  mettesse in raccordo le spinte emozionali (moti dell’anima) con la contrazioni dei muscoli, non solo mimici, ma anche di quelli posturali in generale.

Certamente le sue furono delle semplici intuizioni che, tuttavia, nel corso dei secoli, hanno stimolato e consentito altri tipi di indagini. Non poteva avere una visione di insieme nell’interpretare il viso. Del resto è questo il limite della Fisiogmomica.

Va aggiunto che non era  affiorata la teoria del Cervello uno e trino di Mac Lean con i suoi tre cervelli  rettiliano, limbico, neocorticale in rapporto metaforico con i tre piani del viso di cui si parlerà in Morfopsicologia.

Comunque,  non si puo’ negare che l’approccio allo studio della Fisiognomica fu unico e che a buon titolo Leonardo può essere considerato il Fondatore della vera Fisiognomica consentendole di effettuare un salto nella scientificità.

Con Lui si realizza quella famosa equazione che ”la Fisiognomica sta alla Psicologia come l’alchimia sta alla chimica”.

Ma il suo grande merito fu anche che divenne il capostipite di un gruppo di pittori che cominciarono a seguire la sua impostazione metodologica. Non a caso molti di questi pittori  divennero anche studiosi di Fisiognomica  interessandosi  allo studio del nostro Profondo, termine vago che vuol dire studio iniziale della futura Psicologia.

Tra questi pittori ricordiamo il  francese  Le Brun, famosissimo per essere stato il Primo pittore del Re Sole in Francia; ancora il Lomazzo, l’Hogart, il Gèricault eccetera.

Un altro pittore che si è particolarmente distinto, dopo Leonardo, nello studio del Profondo è stato Lorenzo Lotto.

E’ questo il padre  più vicino alla nascita della Psicologia e Psicanalisi. Va ricordato che nel corso dei secoli la Fisiognomica ha ricevuto un contributo anche dal Teatro e dalla scultura.

(di Bartolomeo Valentino – Già Professore di Anatomia II Università di Napoli-Morfopsicologo – Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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