IL LICEO SCIENTIFICO “LEONARDO DA VINCI” CELEBRA DANTE

La mattinata di studio, organizzata in occasione del Dantedì presso il Liceo Scientifico Statale “Leonardo da Vinci” in modalità online, ha suscitato nelle classi invitate una partecipazione intensa e profonda. Si è concluso un pregevole momento di festa della poesia, della cultura, della nostra identità, che è celebrata il 25 marzo ovvero la data che – secondo alcuni studiosi – segna l’inizio del viaggio nell’Aldilà del Sommo poeta e diviene l’occasione per onorare il genio di Dante, come abbiamo potuto ascoltare dall’introduzione della professoressa Eleonora Di Giovanni, organizzatrice dell’evento, che ha ringraziato quanti sono intervenuti. Momento di celebrazione, dunque, per gli studenti del “Leonardo da Vinci” di Vairano Scalo, che, dopo i saluti della nostra D.S., prof.ssa Antonietta Sapone, in apertura dell’incontro, hanno assaporato le travolgenti atmosfere del viaggio dantesco, immergendosi nell’ascolto dell‘interessante relazione del professore Pasquale Vitale, docente di storia e filosofia presso il Liceo Classico Cirillo di Aversa e dottore in filologia moderna, nonché coautore del libro “La filosofia aristotelica e il linguaggio del corpo nell’immaginario dantesco”. Il professore Vitale ha approfondito il tema: “Dante fiorentino e cittadino del mondo” attraverso una lectura ragionata dei canti VI, X e XV dell’Inferno dantesco. Firenze, come un serpente velenoso, il cui morso causa fervido sentimento di devozione alla patria, lascia due segni che esprimono il legame amabile e al contempo sofferto alla città natia. Quando li vedi li riconosci, soprattutto perché provi un senso di fratellanza: gli abitanti di una stessa città sono uniti dal filo rosso del destino, nonostante la superbia, l’invidia e l’avarizia, come Ciacco, Dante, Farinata degli Uberti e Brunetto LatiniUn’interpretazione, quella del relatore, che come un vortice d’aria di elevatissimo potere di richiamo, si infonde nelle menti con unlinguaggio ordinato. Gli alunni hanno assaporato la musicalità dell’endecasillabo e l’altissimo valore poetico del suo linguaggio con un registro comunicativo chiaro e appassionato. È stata, pertanto, una rilevante opportunità di crescita per gli allievi che hanno seguito con passione il testo poetico attraverso l’interpretazione proposta dal professore Vitale.

La seconda parte della mattinata è stata dedicata alla premiazione della seconda edizione della “Lectura Dantis, a scuola con Dante”, promossa dal Dipartimento di Lettere dell’Istituto, che ha visto in questa edizione la partecipazione di ben 15 classi del Liceo. L’iniziativa ha consentito un approccio creativo al testo dantesco, grazie all’impiego di strumenti comunicativi che non sono stati solo letterari e poetici, ma anche visivi, musicali e multimediali, riuscendo ad esprimere immaginazione e originalità all’interno della nostra comunità educativa.

La commissione esaminatrice ha operato in piena trasparenza e professionalità nella valutazione dei singoli lavori presentati, tutti meritevoli, ma eterogenei tra loro. Ha manifestato il proprio imbarazzo nell’individuazione dei lavori più qualificati, perché tutti – nessuno escluso – sono risultati di elevatissimo pregio. Sono state premiate la peculiarità e la capacità dei ragazzi di ridurre le distanze tra una lectura Dantis, di cui è stata preservata l’impostazione tradizionale, e il mondo contemporaneo, fatto di multimedialità e digitale, creando un trait d’union tra passato e presente. Dunque, ecco la presentazione dei primi tre classificati:

il terzo posto è assegnato alla classe III A con la lettura del canto XXVI dell’Inferno: il canto di Ulisse. Didatticamente molto valido, studio profondo dell’argomento, che è analizzato a 360° – questo è la sintesi di quanto ascoltiamo dalla prof.ssa Debora Conforti, uno dei tre Commissari. Ulisse è colpevole non solo di aver ordito inganni illeciti, ma anche di aver trascinato la sua compagnia di amici alla morte, per soddisfare la sua voglia di conoscenza, valicando i limiti della ragione umana.

Secondo posto: V D Canto XVIII del Paradiso. I vv. letti sono stati un interessante punto di partenza per comporre terzine in rima incatenata sul concetto di giustizia, come riferito dalla Commissione. Ai ragazzi della V sez. D gli spiriti giusti del sesto cielo ricordano i martiri dei nostri giorni: Giovanni Falcone, Don Pino Puglisi, Felicia Impastato e Dalla Chiesa che uniti in un appello corale recitano all’unisono: “vivano le nostre idee sui vostri piedi”.

Primo posto: III D Lettura dei canti I, V, XXXIV dell’Inferno. La vera novità della manifestazione, per l’aspetto ludico e il linguaggio di programmazione utilizzati. La Divina Commedia diventa un fumetto, uno sketch di animazione, un quiz interattivo. Basta cliccare per procedere e ripercorrere i momenti salienti dei vari canti fino a “e quindi uscimmo a riveder le stelle”.  

Hanno partecipato con lavori altrettanto validi le classi: IV A/C, V H, V F, IV C, IV H, III A/C, IV F, III C, IV I, IV D, III B, IV G.  

Quello che saremo domani, lo costruiamo oggi.

Angelina Iorio, IV sez. E

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