Celebrato il «matrimonio simbolico» tra Silvio Berlusconi, 85 anni, e l’onorevole Marta Fascina, 32 anni.

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Amori

Sabato, a mezzogiorno, nella cappella privata di Villa Gernetto, a Gerno, frazione di Lesmo, in provincia di Monza e Brianza, si è celebrato il «matrimonio simbolico» tra Silvio Berlusconi, 85 anni, e l’onorevole Marta Fascina, 32 anni. Lei, vestita in abito bianco di pizzo francese con strascico di Antonio Riva, è stata accompagnata fino all’altare dal padre, che le ha scoperto il volto dal velo, le ha baciato la fronte e l’ha lasciata con il suo uomo. Lui, in abito blu Armani, ha raccontato come è nata la loro storia tre anni fa, chiudendo così: «Il mio per te, Marta, è un amore grande. È qualcosa che non ho mai provato prima, e ora per me tu sei indispensabile, irrinunciabile. Mi sei stata vicina in momenti duri, mi hai aiutato. Tu mi completi, non potrei vivere senza di te, riempi la mia vita». Vittoria, la figlia di Licia Ronzulli, ha portato le fedi. Al momento dello scambio degli anelli, i due «quasi-sposi» hanno pronunciato queste parole: «Questo anello, segno del mio amore e della mia fedeltà, ci unirà eternamente». Al che, Paolo Berlusconi ha gridato: «Viva gli sposi». Gli invitati erano 60: tra loro un fan, il signor Donato, Gianni Letta, Dell’Utri, Confalonieri, Galliani, Ghedini, Zangrillo, e poi Tajani, Bernini, non Barelli impedito dal Covid, Sgarbi che sembra si sia auto-invitato la sera prima chiamando il Cavaliere. Un fan, il signor Donato. E, a sorpresa, Matteo Salvini, unico alleato invitato. I figli dell’ex Cavaliere c’erano tutti tranne Piersilvio, che ha detto di voler evitare luoghi affollati per paura del Covid. Al momento del pranzo, quando tutti gli ospiti si sono accomodati su un grande tavolo, Marina si è seduta accanto al padre, Barbara a fianco di Marta. Il pranzo è stato servito nel salone delle feste della villa. Ci sono stati le bomboniere azzurre, i confetti, i tovaglioli con ricamato il nome di ciascun invitato, la torta bianca a tre piani, i regali arrivati (quadri, statue, vino). Il menù, preparato dal ristorante Da Vittorio, di Milano: mondeghili gourmet, gnocchetti di ricotta, paccheri, manzo al vino rosso e un gelato, il tutto innaffiato da vini Aneri e tra musiche prima istituzionali, un romantico violino, poi più consone a una festa che prende vita dopo i primi momenti più tesi, quando un Berlusconi comunque agitato e una Marta emozionatissima erano arrivati sapendo che la cerimonia era qualcosa di dirompente a suo modo, per la freddezza dei figli, per la contrarietà degli amici visto il momento politico scandito dalla guerra. Ma appunto il ghiaccio si è sciolto presto, e a contribuire sicuramente la benevolenza dei figli che hanno incontrato i familiari di Fascina, e alla fine canticchiato con il padre che ha voluto come ospite musicale d’onore l’amico Gigi D’Alessio: «Mi ha fatto un grande regalo a esserci, insieme abbiamo scritto quasi 130 canzoni». Poi sono stati il Cavaliere e Confalonieri ad esibirsi nei loro pezzi forti: le canzoni francesi e un finale O mia bela Madunina. Nessun riferimento se non vaghissimo ai «tempi bui che stiamo vivendo», subito superato da un «l’amore vince sempre su tutto». Alla fine, tutti soddisfatti, pare. La mediazione in qualche modo ha funzionato, poi chissà se un giorno non tornerà la tentazione di regolarizzare l’unione, o se finirà così, senza foto ufficiali e carte bollate ma con l’ufficiosa certezza che una signora Berlusconi c’è. Con tutto quello che significherà [Landi e Di Caro, CdS].

Non è la prima volta che Silvio Berlusconi inscena un finto matrimonio. «Era la primavera 2008 e a Villa Certosa, in Sardegna, Antonello Zappadu immortala il momento. Era il periodo clou del via vai di olgettine e, raccontò il fotografo, “nel giardino si celebrò un finto matrimonio tra Berlusconi e una ragazza: c’era il bouquet di fiori e un gruppo di altre giovani donne intorno ad applaudire”» [G. Ros, Fatto].

Non-nozze

di Natalia Aspesi

la Repubblica

Qui bisogna usare la fantasia, immaginarsi un romanzo Harmony che parte da un classico dell’amore: l’anziano più o meno ricco, che incontra una signorina in cerca di sistemazione e che sa come confondergli le idee e farsi sposare, ma a questo punto intervengono gli eredi che fanno un tale minaccioso casino (in questo caso nella massima ombra) da riuscire a sventare l’assurdo evento.

Tutti conosciamo anche nella realtà casi simili, e infatti perché non chiedersi che senso ha organizzare una semplice “Festa dell’amore” che i protagonisti avranno già vissuto tante volte, declassando un matrimonio vero in un evento senza senso quali le nozze simboliche? Dobbiamo essere grati a Silvio Berlusconi che in questo tempo di tragedia ci riporta al sorriso, al lato bello della vita, l’amore, la festa, la musica, lo champagne, i valletti, gli chef stellati, gli immancabili paccheri, la villa sontuosa, la ricchezza, la famiglia, un pomeriggio di fasto e pace, tra fontane e statue, seppure infestato da qualche caro amico non dei più probi e presentabili.

L’uomo della politica, del denaro, delle leggi, dei processi, può averne fatti di tutti i colori ma quello dell’amore no, beniamino, protettore, munifico finanziatore di folle di giovani donne, meglio se giovanissime, anche adesso nella sua vecchiaia che lo costringe a portare sempre il cappello storto e a non muovere un muscolo della sua faccia affranta. E la povera onorevole Fascina? Si può sperare per lei che la improvvisata festa dell’amore a suggello di due anni di vero amore sia stata preceduta da momenti più riflessivi davanti ad avvocati e notai.E ci mancherebbe che non fosse così. A tutte le altre sì e a questa giovane deputata anche amica di famiglia, che lo rallegra accompagnandolo verso i 90, no? Comunque sulla possibilità che la cerimonia doveva essere altra, più definitiva, si può fantasticare per via della chiesa, dei violini, dell’abito bianco con strascico, del bouquet di mughetti e della torta a tre piani. E Pier Silvio avrà certo paura della pandemia, ma per la nuova vita di papà neanche un minuto a festeggiare? Con i parenti di Silvio e della Marta, i sodali della politica e del resto, il Confalonieri che suona il piano e il neo non sposo a cantare con lui e per la sposa Gigi D’Alessio. C’era pure Salvini senza giubbotto da sponsor porta-male. Nell’epoca di Instagram ci sono molti “pare che”.

E infatti “pare che” non ci saranno troppe testimonianze del festoso evento, ma si spera che non sia così: che ce ne frega di questa festa classicamente volgarotta se non possiamo vederne le immagini in gran quantità e quindi riderne? E i regali di non nozze? Possibile che l’amico Putin non abbia inviato un patriarca, una icona, un giubbotto blindato come il suo? E poi c’è un’altra pseudo notizia per romantici che ha cominciato a circolare: e se i due innamorati si fossero davvero sposati, ma in segreto, tanto per evitare l’apocalisse familiare?

FONTE:

(Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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