Cronache dal Fronte, giorno 16. Kiev assediata e i nuovi tentativi di mediazione

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Sedicesimo appuntamento con la rubrica Cronache dal Fronte, il punto giornaliero sulla situazione in Ucraina: numeri, analisi, approfondimenti.

 

Ci concentriamo oggi sui nuovi sviluppi bellici e i nuovi orizzonti di mediazione tra Ucraina e Russia.

 

Kiev sotto assedio – Proseguono sempre più decisi i raid contro la capitale Kiev, ormai accerchiata dalle forze armate russe. Una base aerea a 30 km dalla città è stata distrutta dai missili. Le autorità ucraine riportano attacchi anche a zone residenziali e ad un ospedale oncologico, nel quale però nessuno dei pazienti sarebbe morto. Cinque, invece, i cadaveri recuperati dai soccorritori dei servizi di emergenza tra le macerie di un edificio a Slobozhanske. Due di questi sono bambini.

 

Nuovi tentativi diplomatici – Come riportato da Ansa, sarebbe in corso una nuova telefonata tra il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il presidente francese Emanuel Macron e Vladimir Putin.

Secondo il Jerusalem Post, intanto, il premier israeliano Naftali Bennett avrebbe raccomandato a Zelensky di accettare l’offerta russa di arrendersi per metter fine alla guerra. Il presidente ucraino, che avrebbe rifiutato la proposta perché troppo svantaggiosa per l’Ucraina, ha scritto su Facebook che “le azioni degli invasori russi saranno equiparate a quelle dei terroristi dello Stato Islamico“.

Dal canto loro gli Usa restano “preoccupati dalle sconsiderate azioni della Russia e dalle violazioni dei principi di sicurezza nucleare“. Lo ha detto il ministro dell’Energia Jennifer Granholm, ribadendo che “gli attacchi che mettono a rischio la sicurezza in Ucraina e al di là devono fermarsi“.

 

Continuano le sanzioni –Proseguono anche le sanzioni contro gli oligarchi russi. Gli investimenti americani di Abramovich sono stati congelati. Nel mirino sono finiti anche Yuri e Kirill Kovaluch, Dmitri Lebedev e Vladimir Knyagin di ABR Management.

A Trieste invece bloccata l’imbaracazione “Sy A” del valore di circa 530 milioni di euro riconducibile ad Andrey Melichenko.

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato: “Adotteremo un quarto pacchetto di sanzioni“, visto che – come ha dichiarato anche Mario Draghi -“Putin non vuole la pace, il suo piano sembra essere un altro”. 

L’obiettivo, in campo economico, non è fermare le importazioni di energia russa, ma uscire dallo stato di dipendenza. Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

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