Cronache dal Fronte, giorno 10. L’evacuazione di Mariupol, le fughe dalla Russia, la mediazione di Israele

Decimo appuntamento con la rubrica Cronache dal Fronte, il punto giornaliero sulla situazione in Ucraina: numeri, analisi, approfondimenti.

 

Oggi torniamo ad occuparci della cronaca, con la notizia principale dell’evacuazione di Mariupol.

Finalmente il corridoio umanitario – “In mattinata i corridoi umanitari saranno riaperti a Mariupol e a Volnovakha“. Questo l’annuncio di Eduard Basurin, vicecomandante della milizia filorussa di Donetsk, all’agenzia russa Tass. A partire dalle 11 ore italiane Mariupol inizierà l’evacuazione di civili tentata ieri senza successo. Nella giornata di sabato la tregua non ha funzionato, e le due parti in causa si sono accusate a vicenda di non aver rispettato il cessate il fuoco.

L’Ucraina, infatti, ha sostenuto che i russi abbiano continuato a bombardare i civili in fuga, mentre Putin ha accusato i “nazionalisti ucraini” di aver impedito alla gente di evacuare. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha addirittura sostenuto che “nessuno si è presentato“. Il numero di profughi da inizio guerra ha ormai superato quota 1,5 milioni – stima ONU – ma molte persone hanno comunque scelto di non abbandonare l’Ucraina.

 

Le fughe dalla Russia – Ma non sono solo gli ucraini a scappare dal proprio Paese. Negli ultimi giorni, infatti, si sono registrati flussi costanti da Mosca a Helsinki. Tanti russi, giovani soprattutto, scelgono la strada della fuga ed entrano via treno o auto in Finlandia attraverso il valico di Vaalima. Lo ha riportato la Bbc. Molti di loro sono contro la guerra, ma sostenerlo in patria oggi vuol dire rischiare la carcerazione.

La notizia che circola sempre più forte, ovvero che Putin stia per introdurre la legge marziale, ha convinto molti a lasciare le proprie famiglie e il proprio lavoro. In Finlandia, che non ha respinto questi flussi, l’opinione pubblica sta spingendo per entrare nella NATO e beneficiare della sua alleanza. A Helsinki la sensazione di minaccia russa è sempre più forte.

 

La mediazione di Israele – Nuova iniziativa diplomatica a sorpresa targata Naftali Bennett. Il premier israeliano – riporta Ansa – ha violato lo Shabbat per volare a Mosca. Si è trattato della prima visita al Cremlino di un leader straniero dopo l’attacco all’Ucraina. Bennett vi si è recato dopo una consultazione con Germania, Francia e Stati Uniti. Poi una telefonata al presidente ucraino Zelensky e un volo per Berlino.

L’obiettivo comune resta quello di mettere fine alla guerra il prima possibile. Lavoreremo per questo” – ha dichiarato un portavoce del cancelliere tedesco Scholz.

Sono andato a Mosca e Berlino nell’intento di favorire il dialogo fra le parti. Continueremo ad agire nella misura in cui ci verrà richiesto” – il commento di Bennett, che conclude – “Anche se le probabilità non sono grandi, tutte le volte che c’e’ una piccola fessura, nostro obbligo morale è di fare ogni tentativo”.

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