L’angolo dello psicologo/ “Quando il corpo parla”

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Teverola/ Pubblichiamo il numero di febbraio dell’ “angolo dello psicologo” a cura dello psicologo dott.Francesco Bortone.

“A chiunque sarà sicuramente capitato di venire a conoscenza di persone
integerrime, professionisti di successo con una buona vita sociale i quali, poco tempo dopo il raggiungimento della pensione, si ammalano. Malattie non gravi che pure interferiscono nella normale routine e che comportano un’attenzione nuova rispetto alla propria salute. Altre volte abbiamo appreso dell’amico, rimasto vedovo, il quale, a seguito del lutto, manifesta un quadro clinico di grave sofferenza tale addirittura da richiedere un ricovero. Una malattia può presentarsi non solo in concomitanza di situazioni dolorose, ma anche quando finalmente si realizzano desideri molto ambiti. Tutti ci troviamo quindi a cercare di dare un senso a queste vicende che riguardano la salute del nostro corpo, vicende che talvolta ad un osservatore esterno risultano di immediata interpretazione: “poverino si è ammalato poco dopo la morte della moglie, hanno vissuto insieme per 40 anni non riusciva a stare senza di lei; Ha perso i capelli a causa dello stress, ha dovuto studiare così tanto per vincere il concorso”.
In un’ottica psicoanalitica, possiamo affermare che proprio quel sintomo organico inedito sia stato l’unico mezzo che inconsciamente il soggetto è riuscito ad utilizzare per esprimere qualcosa che non avrebbe voluto sapere, qualcosa che non poteva accettare, e di cui ha cercato di negare l’esistenza attraverso la rimozione. In altre parole, siamo davanti ad una malattia organica priva delle comuni cause organiche e che il medico finisce per etichettare come spesso come conseguenza “stress” o peggio “immaginaria”. Sigmund Freud ha decifrato il linguaggio occulto dei sintomi somatici studiando l’isteria, affermando che questi pazienti esprimevano simbolicamente affetti “ostacolati” nel loro cammino di accesso alla coscienza. Questi affetti portavano alle componenti rimosse della storia personale del paziente ed erano legate alle vicissitudini della sua vita di relazione e sessuale e più spesso infantile. Nei pazienti l’idea che riguardava desideri intollerabili veniva rimossa ma non l’affetto: gli affetti e i desideri ritenuti intollerabili trovavano quindi una “ via di scarica” nel corpo. Possiamo quindi affermare che il corpo comunica nell’unico linguaggio che è in grado di utilizzare, linguaggio che se pur non verbale risulta comunque pregno di significato simbolico. Il nostro corpo parla e attende solo che un ascoltatore attento, prontamente, ne colga il messaggio”

Contatti ferdinando.bortone@gmail.com

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