SOTTO INCHIESTA UNO DEI LEADER DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE

 

Beppe Grillo è indagato dalla procura di Milano per traffico di influenze illecite per alcuni contratti pubblicitari sottoscritti sottoscritti nel 2018 e nel 2019 con la Moby, società dell’armatore Vincenzo Onorato. I finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano stanno effettuando perquisizioni negli uffici della Beppe Grillo srl, nonché nella sede legale della Casaleggio associati. L’inchiesta riguarda infatti anche un contratto per 600 mila euro annui sottoscritto dalla stessa Casaleggio Associati con Moby spa nel triennio 2018-2020.

Nell’inchiesta della Gdf, coordinata dall’aggiunto Maurizio Romanelli e dal pm Cristiana Roveda, sono in corso attività con perquisizioni e acquisizioni di documenti. Su Moby, ammessa al concordato preventivo di recente, è in corso un’inchiesta per bancarotta, coordinata dal pm Roberto Fontana, che vede indagati il patron Vincenzo Onorato e il figlio. Da una tranche di questa indagine, e in particolare da una relazione depositata da un consulente tecnico della Procura, è nato il filone per traffico di influenze illecite.

 

Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla primavera del 2016, quando il Movimento 5 stelle, non contento delle dimissioni dell’allora ministra Federica Guidi – intercettata mentre rassicurava il compagno, allora indagato per traffico di influenze illecite, su un emendamento che sarebbe passato – presentava una mozione di sfiducia per tutto il governo. “Tutti sapevano! Tutti a casa”,  era qualche commento, che si leggevano sul blog delle Stelle. Altri tempi, decisamente. Altri toni, anche. E non solo perché, nel mentre, il Movimento 5 stelle è diventato il partito di maggioranza relativa, nonché – per la terza volta di seguito – forza di governo e i suoi esponenti hanno fatto tante capriole, anche sui temi che fino a poco tempo fa agitava come imprescindibili bandiere.

Oggi, più che ogni altro giorno, assistiamo alla nemesi del Movimento 5 stelle. Anzi, a una doppia nemesi. Le ragioni si spiegano presto, con poche righe di agenzia: Beppe Grillo è indagato per traffico di influenze illecite. Lo stesso reato che ai tempi era contestato al compagno di Federica Guidi, ma anche – ironia della sorte – la stessa fattispecie che proprio Alfonso Bonafede, quando era Guardasigilli, ha voluto con forza modificare.

Tradotto: un’ipotesi di reato pressoché indimostrabile, che però ti può tenere per anni in balia di un’inchiesta. E che, destino beffardo, adesso tocca nel profondo il Movimento 5 stelle. Oggi è arrivata la notizia dell’inchiesta ai danni di Grillo, i cui primi passi sono stati compiuti – ed ecco qui la doppia nemesi – durante l’inchiesta su Matteo Renzi e la fondazione Open. Secondo l’ipotesi della procura di Milano, l’armatore Onorato “ha richiesto a Beppe Grillo una serie di interventi in favore di Moby spa che Grillo ha veicolato a esponenti politici trasferendo quindi al privato richiedente le relative risposte”. Pochi mesi fa, invece, veniva a galla l’inchiesta nei confronti di Luca Di Donna, collaboratore di Giuseppe Conte. Anche lui indagato per traffico di influenze illecite.

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