Presidenza della Repubblica: vanificato dai suoi stessi partner il sogno di Berlusconi?

Per avere un Presidente “equidistante e condiviso da tutti” basta andare a San Gregorio Armeno a Napoli

IL GRANDE BALLO

Quirinale, Salvini boicotta B.

 

 

 

 

Forza Italia: “Se ci va Draghi, elezioni”.

Le mosse dei partiti

Le manovre di Salvini, dunque, assumono un peso ancora più rilevante: nessuna di esse prevede un sostegno convinto alla candidatura di Berlusconi.

Il leader della Lega sa che una parte del suo gruppo non accetterebbe la corsa del neo “moderato” Berlusconi (si parla di 30 leghisti pronti a non votarlo) e inoltre è consapevole che quella del leader di Forza Italia non possa che essere una candidatura di bandiera.

Per questo continua a ripetere che serve un Presidente “equidistante e condiviso da tutti”.

L’importante, ha ribadito ieri, è che non abbia in tasca la tessera del Pd.

Anche Giorgia Meloni, che ieri ha smentito la notizia di suoi incontri con Letta, ha fatto capire che la candidatura di Berlusconi esiste solo sulla carta: “I numeri sono complicati”.

Per questo ieri Antonio Tajani, capita l’antifona, ha fatto muro sulla candidatura di Draghi dicendo che deve rimanere a Palazzo Chigi: “Non vedo nessuno che abbia la stessa autorevolezza di Draghi, in grado di tenere politicamente una maggioranza così eterogenea”.

E poi, in funzione dell’ascesa di Berlusconi, ha usato l’arma da “fine di mondo” rivolgendosi ai parlamentari del gruppo Misto impauriti dalle urne: “Se Draghi viene eletto si va al voto”.

Preoccupazioni reali anche negli altri partiti visto che l’elezione del premier al Quirinale potrebbe far rotolare tutto verso la fine della legislatura.

Quella di Tajani però è più una risposta agli alleati Salvini e Meloni, che sono scettici sull’elezione di Berlusconi al Colle.

Al netto di Draghi, i due vorrebbero candidare l’ex premier come “bandiera” del centrodestra per puntare su un altro cavallo dal quarto scrutinio.

Ma Berlusconi non si vuole far bruciare e quindi, se capirà che non ci sono le condizioni, potrebbe fare anche un passo indietro ufficiale.

Ma alla condizione di rimanere centrale e far ingoiare un presidente a lui amico.

Sarebbe una delusione, ma un po’ meno amara.

(DI GIACOMO SALVINI – Il Fatto Quotidiano – Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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