Maddaloni. Castello: sindaco, amareggiato dalla denuncia del ‘5 Stelle’ Del Monaco, invoca sinergia

L’onorevole Antonio Del Monaco e il sindaco De Filippo sono quasi ai ferri corti

per le vicende legate alla mancata messa in sicurezza e manutenzionei che i proprietari non effettuano al castello e alla sua cinta muraria mettendo a rischio la pubblica e privata incolumità.

L’onorevole Del Monaco ha denunciato per inadempienze comune e soprintendenza per lo stato dei luoghi del castello: per Del Monaco nessuna azione è stata intrapresa  per recuperare e salvaguardare il simbolo dello stemma comunale cittadino.

Torri e castello, ormai in condizioni di abbandono e decadenza, sono, come è noto, proprietà privata, e il sig. D’Alessio ha ignorato puntualmente le ordinanze che gli chiedevano di mettere in sicurezza i luoghi per la tutela della pubblica incolumità.

Il sindaco, dal suo canto forte dei controlli effettuati dagli organismi preposti, non ultimo un sopralluogo della soprintendenza circa 6 mesi fa, e degli atti prodotti, sostiene che responsabile della tutela di questo bene privato vincolato, è, appunto, la soprintendenza.

Abbiamo sentito un sindaco amareggiato e sconcertato  per la denuncia del Del Monaco, non solo per l’attribuzione della responsabilità all’ente, ma soprattutto per l’aspetto umano della vicenda.

Sarebbe il caso che alla denuncia dell’onorevole del Monaco facesse seguito un franco ed urgente confronto tra istituzioni coinvolte e responsabili per arrivare alla definitiva soluzione di questa annosa questione della messa in sicurezza e della manutenzione di questo inestimabile bene, e conseguentemente fare in modo che torri e castello tornino alla città.

Nessuno può nascondersi dietro niente o altri ognuno dovrebbe fare la propria parte, in primis i proprietari che hanno l’obbligo di adempiere, avendo la grossa responsabilità della sicurezza certamente, ma ancor di più, se vogliamo, considerando l’appartenenza, hanno l’onere e l’onore di custodire il simbolo della città, di alto valore storico, che nei fatti, si sgretola giorno giorno sotto gli occhi dei maddalonesi impotenti, delusi ed arrabbiati. Noi fummo da secoli

Noi fummo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l’ora suonò.

Così recita l’inno di Mameli, e parafrasandolo sulla situazione sopra descritta, ben si adatta a Maddaloni e al castello.

Un bene del genere non può essere manutenuto e gestito da un privato, dato anche il suo valore simbolico oltre che storico.

Oggi più che mai è importante che sia restituito alla città, per preservare quanto ne resta e salvare il salvabile. Non c’è più tempo. Non servono divisioni, ma un lavoro di squadra per la sua conquista.

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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