Pompei. Il 28 ottobre in TV il docu-film sui Pink Floyd presentato marteì al parco Archeologico

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Pompei è un luogo magico, di giorno e di notte puoi sentire suoni e sensazioni uniche: 

50 anni dal mitico concerto dei Pink Floyd https://wp.me/p60RNT-9CI

Al Parco archeologico martedì 26 ottobre Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Pompei, di Carmine Lo Sapio, sindaco della Città di Pompei, di Claudio Pellegrini, responsabile Sales Local Government, Health & Education di TIM, del giornalista Ernesto Assante, del regista Luca Mazzieri  e di Adrian Maben hanno presentato alla stampa il docufilm Pink Floyd.

Il docufilm verrà trasmesso il 28 ottobre alle ore 20 in diretta live su itsart.tv e vedrà la partecipazione e conduzione del critico musicale Ernesto Assante in dialogo con il Direttore generale dei Musei Massimo Osanna, il Direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, il responsabile Sales Local Government, Health & Education di TIM Claudio Pellegrini e il regista Adrian Maben.

Lo short movie, in bianco e nero, è stato realizzato per celebrare il 50esimo anniversario della realizzazione del film cult del regista Adrian Maben Pink Floyd: Live at Pompeii, il concerto a porte chiuse della band inglese che con questo concerto e il successo planetario di The dark side of the moon consacrò la sua popolarità.

Per le persone della mia generazione è stato come immergersi nella storia: incontrare il regista scozzese Adrian Maben è un po’ come incontrare il mito dei Pink Floyd. Sentire il suo racconto dell’idea e della sua realizzazione, delle difficoltà e degli imprevisti che mettevano in forse le riprese, degli interventi divini che hanno fatto sì che tutto andasse a buon fine, è stato davvero emozionante.

E poi, i Pink, che fino a quel momento ignoravano Pompei e la storia del Santuario del Madonna del Rosario,e ne furono soggiogati…

Il regista Maben ha sottolineato: Pompei è un luogo magico, non solo di giorno ma di notte. Se la visiti all’alba o comunque al mattino presto, puoi sentire suoni e sensazioni unici, che non sentiresti altrove.

In parte è stata questa la ragione per cui ho portato i Pink Floyd qui. e non non era una cosa semplice.

Si verificarono molti imprevisti, interruzioni di corrente o rumori di fondo, tanto che dovemmo posticipare le riprese. Pensai “Non riuscirò a girare questo film”, non c’era corrente, e tutti mi dissero, nel tipico modo italiano: “Non ti preoccupare, lo facciamo domani”.

Il giorno dopo, però, ancora non c’era corrente, per cui pensai che l’unica cosa che potessi fare era portare i Floyds da un’altra parte.

Quindi, andammo ai Campi Flegrei, il magnifico posto non molto lontano da Napoli: ci sono antri e si vede il fumo uscire dal suolo. Sembra pericoloso, perché si crede che a Napoli prima o poi ci sarà una enorme esplosione. Si sente quella sensazione di pericolo, e era qualcosa che pensavo sarebbe stata importante per il film. Così siamo andati lì e sono stato io a scegliere il giorno in cui andare: era quello della Immacolata. Proprio in quella data il quadro della Madonna viene portata in processione da Napoli a Pompei e ci siamo trovati bloccati nel traffico. Fortunatamente gli autisti italiani erano molto abili a sono riusciti a guidare su marciapiedi e infine siamo arrivati alla Solfatara, dove siamo riusciti a filmare queste le riprese con il fumo che usciva dal sottosuolo. Penso che questa sia stata un’altra ragione per cui il video è stato un successo: vivete in un posto che è pericoloso, e il senso di pericolo è stato fondamentale. Quindi abbiamo deciso di tornare a Pompei, e quando siamo arrivati abbiamo trovato l’elettricista, un uomo grosso, un imponente omone, con un gran sorriso stampato sulla faccia. Ha detto a me e la troupe: “Signor cometichiami e tutti voi, grandi notizie: abbiamo la corrente!”. La Madonna fece un altro miracolo!   

Scaricata la strumentazione, siamo andati all’interno dell’Anfiteatro, e abbiamo riscontrato che era tutto umido, il pavimento allagato. Nel fare il sopralluogo mi accorsi che il “miracolo” era un lunghissimo cavo che dal Santuario di Pompei arrivava fino al’Anfiteatro. È grazie a questo “dono” che siamo riusciti a girare la pellicola. Quindi grazie alla Madonna, grazie all’elettricità del Santuario e grazie, forse, alla buona sorte.

Infine, il giorno prima dell’inizio delle riprese, Steve O’Rourke, il manager dei Pink Floyd, venne a parlarmi in albergo, e mi disse: “Guarda Adrian, sono contento di lavorare con te ma noi vogliamo fare questo”, e prese dalla sua tasca un cd. Ha poi detto “Questo è il nuovo album che vogliamo pubblicare e il tuo video di Pompei ci farebbe un sacco di pubblicità”. Al che ho risposto:“Mi dispiace, ma non sto facendo questo video solo per pubblicizzarvi”. E lui a sua volta: “Ok, allora se non accetti noi non facciamo proprio nulla”.

E il miracolo si rinnovò: alla fine il film venne realizzato e l’album The dark side of the moon entrò nella storia della musica.

Il regista Maben ha poi voluto sottolineare, questa volta in perfetto italiano, che il silenzio di Pompei è magico, specialmente di notte. Ha quindi invitato tutti a visitare il Parco archeologico nelle ore notturne. A questo punto è intervenuto il direttore Gabriel Zuchtriegel: Vi raccomando di venire di notte a Pompei solo quando ci sono eventi serali, altrimenti ci saranno le telecamere a segnalare  l’intrusione!

Quindi il regista del docufilm Reliving at Pompeii Luca Mazzieri ha parlato della sua opera, che comprende inverviste e interventi dello stesso Maben, dell’esaltazione del silenzio pompeiano sull’eco del quale si declina, in cinque brevi episodi, sui momenti creativi e le difficoltà realizzative, in un viaggio intimo dentro i luoghi esterni ed interni del Parco Archeologico e della città di Pompei, per andare alle origini di quella intuizione concretizzata con il primo ciak.

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