Omicidio stradale: argomento molto delicato, illustrato dalla criminologa Cardillo e da altri esperti

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Quello degli omicidi stradali è un tema delicato e difficile, che ci aiuteranno ad analizzare alcuni professionisti del settore: la criminologa Speranza Anzia Cardillo, (nella foto) l’avvocato esperto in mediazione familiare Valeria Criscuolo; il vice presidente dell’associazione “Vittime della strada ”Biagio Ciaramella; il biologo e criminologo Serlenga; la psicologa e criminologa Iolanda Vassallo.

Commento della dottoressa Cardillo:

Quando parliamo di omicidio stradale trattiamo un tema molto delicato e drammatico in quanto le vittime della strada ogni anno sono davvero tantissime. Il legislatore su questa materia è intervenuto di recente. Infatti durante la XVII legislatura il Parlamento ha approvato la legge 23 marzo 2016, n. 41 , finalizzata ad introdurre nel codice penale i delitti di omicidio stradale e di lesioni personali stradali, puniti entrambi a titolo di colpa. Tale provvedimento è entrato in vigore il 25 marzo 2016. La legge n. 41 del 2016 inserisce nel codice penale il delitto di omicidio stradale (articolo 589-bis) attraverso il quale è punito con la reclusione il conducente di veicoli a motore la cui condotta imprudente costituisca causa dell’evento mortale. In particolare, è confermata la fattispecie generica di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale. Pertanto è punito con la reclusione da 8 a 12 anni l’omicidio stradale colposo commesso da conducenti un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica grave o di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Quando si tratta di conducenti professionali, invece, per l’applicazione della stessa pena è sufficiente essere in stato di ebbrezza alcolica media. La pena della reclusione va da 5 a 10 anni per l’omicidio stradale colposo commesso da conducenti di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica media, autori di specifici comportamenti connotati da imprudenza. Tuttavia ci sono anche altri casi regolamentati dall’ ordinamento. La pena è diminuita fino alla metà quando l’omicidio stradale, pur cagionato dalle suddette condotte imprudenti, non sia esclusiva conseguenza dell’azione del colpevole. La pena è invece aumentata se l’autore del reato non ha conseguito la patente o non ha assicurato il proprio veicolo a motore. È poi previsto un aumento della pena nel caso in cui il conducente provochi la morte di più persone ovvero la morte di una o più persone e le lesioni di una o più persone. Anche qui si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo; il limite massimo di pena viene però stabilito in 18 anni (il limite massimo attuale è di 15 anni).
È stabilita, infine, una specifica circostanza aggravante nel caso in cui il conducente, responsabile di un omicidio stradale colposo, si sia dato alla fuga. In tale ipotesi, la pena è aumentata da 1/3 a 2/3 e non può, comunque, essere inferiore a 5 anni.
Le lesioni personali stradali
La legge introduce poi nel codice penale (art. 590-bis) il reato di lesioni personali stradali, le cui diverse fattispecie appaiono quasi del tutto speculari a quelle dell’omicidio stradale di cui al nuovo art. 589-bis. In particolare:
è confermato il reato di lesione personale grave e gravissima con violazione delle norme sulla circolazione stradale, sanzionato come oggi ma con l’eliminazione della possibilità di applicare in via alternativa la multa;
sono sanzionate in misura maggiore le lesioni personali stradali (le gravi con la pena della reclusione da 3 a 5 anni; le gravissime con la reclusione da 4 a 7 anni) provocate per colpa dalle stesse categorie di conducenti le cui condotte (guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto effetto di stupefacenti) sono sanzionate in modo più severo per l’omicidio stradale;
la pena è la reclusione da un anno e 6 mesi a 3 anni (lesioni gravi) e da 2 a 4 anni (lesioni gravissime), quando le lesioni derivano dalle stesse violazioni del Codice della strada sanzionate, per l’omicidio stradale, con la reclusione da 5 a 10 anni.
L’art. 590-bis prevede aggravi e riduzioni di pena che ricalcano sostanzialmente quelli previsti per l’omicidio stradale. La legislazione in materia è molto dettagliata in quanto prevede una serie di fattispecie previste dal legislatore. Questo perché sono state e sono tantissime le vittime della strada e in circostanze e per cause diverse. Tante le battaglie condotte dai familiari delle vittime della strada che hanno sollecitato l’attenzione sul delicato argomento e l’introduzione di tante nuove norme penali.

Intervento dell’avvocato Valeria Criscuolo:

L’omicidio stradale è una fattispecie delittuosa autonoma rispetto al reato di omicidio colposo, introdotta dalla legge n.41 del 23 marzo 2016 al fine di intensificare il trattamento sanzionatorio nei confronti di coloro che violando le norme sulla disciplina della circolazione stradale cagionino per colpa la morte altrui.
La nuova disposizione incriminatrice art. 589 bis c. p., oltre all’ipotesi di base, contempla l’ipotesi aggravata qualora la condotta di guida, che abbia procurato l’altrui morte, sia stata posta in essere in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe o attraverso una guida pericolosa. Con tale normativa si è voluti intervenire per garantire la sicurezza degli utenti più deboli della strada quali pedoni e ciclisti.
Il presupposto dell’incidente stradale è un evento accidentale non voluto, ma conseguenza di comportamenti imprudenti e negligenti di guidatori.
Molteplici sono e sono state le vittime che hanno subito le conseguenze delle condotte di conducenti che hanno violato norme cautelari mettendosi alla guida del loro veicolo a motore in stato di ebbrezza o sotto l’uso di sostanze stupefacenti, che non hanno osservato il codice della strada, che hanno guidato ad alta velocità. Tutte condotte imprudenti che hanno messo fine a vite di bambini, adolescenti, padri, madri privati del dono della Vita. A tal uopo l’art. 589 bis, inserito nel codice penale:
a) Sancisce che chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione della strada è punito con la reclusione da 2 a 7 anni.
b) È punito con reclusione da 8 a 12 anni l’omicidio stradale commesso da conducenti un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica grave o alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacienti o psicotrope. Se si tratta di conducent che esercitino professionalmente l’attività di trasporto di persone o cose, per l’applicazione della stessa pena è sufficiente essere in stato di ebbrezza alcolica media;
c) Da 5 a 10 anni l’omicidio stradale colposo commesso da conducenti di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica media, autori di specifici comportamenti connotati da imprudenza: superamento dei limiti di velocità, attraversamento di incroci con semaforo rosso; circolazione contromano; inversione di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni curve o dossi; sorpassi azzardati.
Sotto il profilo circostanziale il comma 6 dell’art. 589 bis c. p. prevede l’aggravante che consente l’aumento della pena fino ad 1/3 se il fatto delittuoso sia commesso da conducente non munito di patente o a cui sia stata sospesa o revocata o qualora il veicolo a motore di proprietà del conducete reo dell’evento delittuoso sia sprovvisto di assicurazione. Sempre in materia di sicurezza stradale Il nuovo art. 589 ter c. p. nel caso in cui il conducente responsabile di un omicidio stradale colposo si sia dato alla fuga prevede l’aumento della pena da 1/3 a 2/3 e non inferiore a 5 anni. Qualora si provochi la morte di più persone la pena aumenta. La pena dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentate fino al triplo (il limite massimo di pena viene stabilito in anni 18 altrimenti è di 15).
L’omicidio stradale è un reato di danno perché la sua integrazione postula la lesione del bene giuridico costituito dalla colpa specifica, che ricorre quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si verifica per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini e discipline, nella specie le norme che regolano la circolazione stradale.
Pertanto lo scopo della legge n. 41 del 2016 con l’introduzione dell’art. 589 bis è di arginare le morti violente che ancora oggi si palesano sulle nostre strade a causa delle continue violazioni delle norme cautelari. —

Intervento del dottor Serlenga:

Oggi giorno gli incidenti stradali come gli omicidi stradali sono una piaga che accomuna tutto lo Stato italiano questo perché molto spesso non vengono fatti i giusti controlli ed effettuate le giuste sanzioni a questi criminali. La cronaca nera è piena di questi eventi e molto spesso si tratta di giovani che vanno dai 16 ai 30 anni .
Questo perché l’economia è cambiata e le possibilità di guidare una macchina sono molto più semplici di prima. Molto spesso vediamo per le strade delle macchinette (le macchine 50) con all’interno guidatori di 15 16 anni che o per fare colpo o per moda guidano senza il rispetto del codice stradale e soprattutto cosa che capita molto spesso, sotto effetto di alcolici. Morire per una bravata con la macchina o perché si è distratti dal proprio cellulare è incomprensibile.
Per evitare queste tragedie bisognerebbe gestire e allo stesso tempo limitare la possibilità di intraprendere il percorso di guida prima dei diciott’anni, perché responsabilizzare un sedicenne con una macchina di plastica non è un buon modo per educarlo.

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)
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