News salienti dall’Italia e da Mondo di mercoledì 13 ottobre 2021 selezionate da ‘Cronache’

Clamoroso: Ubriaco casca in un tombino, rimane incastrato e muore.

La parola più cercata su Bing (secondo motore di ricerca più famoso del mondo) è «Google» [Rodano, Fatto].

 In prima pagina

• Il Viminale si sta preparando alle manifestazioni di sabato prossimo, quando il green pass sarà diventato obbligatorio pure per lavorare. Dopo gli arresti, Forza Nuova ha un nuovo capo. Draghi sta valutando se scioglierla per decreto

• Beppe Grillo chiede tamponi per i lavoratori non vaccinati. Il ministro del Lavoro Orlando dice di no. I porti italiani rischiano di finire paralizzati

• Draghi ha firmato un dpcm che spiega come funzionerà il green pass nella pubblica amministrazione: i controlli spettano al datore di lavoro e i lavoratori sprovvisti di certificato verde sono considerati assenti ingiustificati

• Un uomo di 75 anni ha sgozzato con un taglierino la compagna settantenne, poi ha cercato di suicidarsi. Ora è piantonato in ospedale. È successo a Manduria, in provincia di Taranto 

• L’altra notte, a Padova, un uomo di 55 anni, per recuperare un oggetto caduto in un tombino (forse una chiave), ci è caduto dentro, è rimasto fatalmente incastrato, ed è morto

• Una nave carica di migranti è naufragata a largo della Libia. Quindici i morti

• A Londra un rapporto parlamentare bipartisan accusa Boris Johnson per la gestione della pandemia: «Uno dei peggiori fallimenti della sanità pubblica nella storia del Regno Unito»

• Secondo l’Aifa i morti per vaccino in Italia finora sono stati 16, circa 0,2 casi ogni milione di dosi somministrate

• In Italia ieri si sono registrati 49 morti di Covid. Il tasso di positività è sceso allo 0,8%. I ricoverati in terapia intensiva sono 370 (-4), i vaccinati 43.433.630 (il 73,30% della popolazione)

• Il figlio di Vasco Rossi è stato condannato a un anno e dieci mesi per avere provocato un incidente ed essere poi fuggito. Per Vasco la sentenza è ingiusta

• Un toro è stato avvistato libero in strada a Roma, sulla Laurentina

• L’arcivescovo di Napoli mons. Battaglia ha lanciato un appello ai camorristi, affinché si fermi la guerra tra bande scoppiata nei quartieri di Ponticelli e Secondigliano

• Sulla questione di Taiwan la Russia sta con la Cina

• È andata a fuoco la casa del parlamentare Matteo Richetti fuori Modena, dove vivono anche il padre e il fratello

• Per la prima volta a 95 anni la regina Elisabetta si è mostrata in pubblico con un bastone da passeggio

Ultime sulle violenze dei No Vax

La tensione continua a salire. I ribelli anti green pass si sono dati appuntamento per sabato in circa 120 piazze d’Italia, da Brunico ad Agrigento. La chiamata alla protesta è partita sui social e dalle radio pirata, ora rimbalza nelle chat private. A Roma la situazione è parecchio preoccupante perché si terranno in contemporanea la manifestazione anti-fascista della Cgil e un nuovo corteo di no vax. Al Viminale hanno paura che si riproponga la stessa situazione di sabato, quando, di fronte a una previsione di tre-quattromila partecipanti al massimo, ne sono arrivati 10 mila.

Oggi la Lamorgese terrà una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza (con polizia, carabinieri, finanza e servizi segreti) e studierà una strategia per rispondere alle manifestazioni: grande attenzione nella concessione delle piazze; massimo rigore verso i cortei non autorizzati; fitta attività info-investigativa per conoscere il numero e la qualità dei manifestanti e predisporre un adeguato dispositivo di ordine pubblico; analisi delle chat per intercettare intenzioni ostili; linea dura con i professionisti della violenza. Il 19 ottobre il ministro riferirà in Parlamento sui fati di sabato scorso.

Durante gli scontri di sabato alcuni giornalisti sono stati picchiati per sbaglio dalla polizia. Flavia Amabile, della Stampa, è stata presa a manganellate. Francesco Cocco, del Foglio, si è preso un calcio nei testicoli.

A Roma altri quattro militanti di Forza Nuova sono finiti sotto inchiesta. Si tratta di: Luca Castellini, Davide Cirillo, Stefano Saija, Giuseppe Provenzale. Domenica hanno firmato un comunicato sul sito di Fn sequestrato due giorni fa dalla procura, accusati di istigazione a delinquere.

Dopo l’arresto di Fiore e Castellino, che attendono l’udienza di convalida del fermo nel carcere di Poggioreale, il comando dell’organizzazione è stato adesso affidato al responsabile romano e dirigente nazionale di Fn, Pinuccio La Rana, al secolo Pino Meloni, 58 anni, storico esponente di spicco della destra romana, ex-ultrà della Roma e finito in carcere nel 94 per l’accoltellamento del vicequestore Giovanni Selmin allo stadio di Brescia nel 94.

«Si fa avanti l’ipotesi dello scioglimento di Forza Nuova per decreto: “La questione è all’attenzione nostra e anche dei magistrati che stanno continuando le indagini e formalizzando le loro conclusioni. Stiamo riflettendo”, ha commentato ieri il premier Mario Draghi a margine della conferenza stampa sul G20» [Errante, Mess].

Anche la senatrice a vita Liliana Segre ha firmato la mozione del gruppo Leu-Misto per chiedere al governo di intervenire “per sciogliere i partiti e i movimenti di matrice fascista”» [Sta].

A Milano, intanto, sono arrivate le prime condanne per due partecipanti al corteo no vax del 2 ottobre scorso. Un 26enne è stato condannato a 8 mesi, con pena sospesa e non menzione, per resistenza aggravata, per essersi rifiutato di farsi identificare e per aver aggredito alcuni agenti. Un altro manifestante ha patteggiato una condanna a sei mesi per lo stesso reato.

[leggi Sofri e Gramellini in Terza pagina]

Scontro sui tamponi tra Grillo e Orlando

Beppe Grillo ha chiesto tamponi gratuiti per i lavoratori non vaccinati. «I lavoratori senza vaccino potrebbero essere 3-3,5 milioni, su 23 milioni di lavoratori, il 13%-15% circa. Se lo Stato decidesse, come auspicabile, di pagare i tamponi per entrare in azienda, per questi lavoratori, servirebbe circa 1 miliardo di euro fino a dicembre 2021», ha scritto Grillo sul suo blog. Gli ha risposto il ministro del lavoro Andrea Orlando: «Mi sembra ragionevole pensare a tutte le forme possibili di calmierazione, ma far diventare il tampone gratuito significa dire sostanzialmente che chi si è vaccinato ha sbagliato».

«La richiesta di Grillo, seppur con un’impostazione diversa rispetto a quella della Lega, va nella direzione di Salvini, che chiede di “allungare la validità di tutti i tamponi da 48 a 72 ore e garantire tamponi gratuiti a lavoratrici e lavoratori senza green pass”. Sulla stessa linea anche Giorgia Meloni» [Bozza, CdS].

Eppure il governo è caduto in una contraddizione. Lunedì il ministero dell’Interno con una circolare inviata a tutti i prefetti ha sollecitato le imprese portuali perché «valutino di mettere a disposizione del personale sprovvisto di Green pass test molecolari o antigenici rapidi gratuiti». I porti sono troppo importanti per il commercio, i portuali no vax minacciano di bloccare tutto e il Viminale, a dispetto di quanto accade in qualsiasi altro settore, invita a una mediazione. A Trieste, dove sembra ci sia la situazione più esplosiva, i portuali hanno rifiutato l’intesa.

«Acciaierie di Italia (l’ex Ilva) pagherà il tampone ai dipendenti dello stabilimento siderurgico di Taranto che non si sono vaccinati. Lo ha comunicato l’azienda alle sigle sindacali. Sono 1.600 su un totale di 8.200, gli operai che non sono in possesso di green pass. L’azienda ha precisato ai sindacati che tutti i lavoratori che effettueranno il tampone “entreranno da un altro varco” rispetto a quelli con green pass» [CdS].

Il DPCM sul Green Pass per gli statali

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha firmato un dpcm che contiene le linee guida sui controlli del Green Pass per i dipendenti della pubblica amministrazione a partire dal prossimo 15 ottobre, quando il certificato diventerà obbligatorio per tutti i lavoratori, sia del settore pubblico che del privato.

– Il dpcm ribadisce che, in base al decreto del 21 settembre, i controlli spettano al datore di lavoro, definito come «dirigente apicale di ciascuna amministrazione», ad esempio un segretario generale di un ministero o un segretario comunale. Questo può a sua volta delegare la funzione di controllo a un altro lavoratore, meglio se con qualifica dirigenziale.

– Nel dpcm si raccomanda anche di effettuare i controlli all’ingresso del posto di lavoro, tramite sistemi automatici introdotti dal decreto stesso: un pacchetto di software con nuove funzionalità per i sistemi già esistenti di riconoscimento dei lavoratori, come ad esempio i tornelli che “leggono” i badge, che ora potranno controllare anche i codici QR del Green Pass.

– In mancanza di sistemi automatici, per evitare assembramenti e code ai punti di ingresso nelle varie sedi, sarà possibile effettuare controlli a campione attraverso l’applicazione “VerificaC19”. Resta comunque valida la possibilità di effettuare i controlli anche dopo l’accesso al luogo di lavoro, a tappeto o a campione.

– I lavoratori sprovvisti di Green Pass e di conseguenza allontanati dal posto di lavoro sono da considerarsi assenti ingiustificati e non hanno diritto a retribuzione né a nessun altro compenso previsto per la giornata di lavoro non prestata.

Per quanto riguarda i controlli nel settore privato, si prevede che il governo approvi un altro dpcm entro il 15 ottobre.

Roma, Conte si schiera con Gualtieri

Il Movimento 5 Stelle, a Roma, è sempre più diviso. Ieri Giuseppe Conte, ignorando quanto detto finora da Virginia Raggi, ha dichiarato: «Al ballottaggio di domenica e lunedì a Roma voterò per Roberto Gualtieri». Enrico Letta e Luigi Di Maio hanno apprezzato. La sindaca uscente, invece, incontrando parlamentari e consiglieri comunali pentastellati nella nuova sede del movimento in via di Campo Marzio, accanto a Montecitorio, ha ribadito: «Noi staremo all’opposizione». Un blitz a Roma di Grillo è dato per imminente.

Conte ha paura che il partito gli sfugga di mano. E, qualora Gualtieri venisse eletto sindaco della Capitale e dovesse lasciare il suo posto da deputato, non gli dispiacerebbe l’idea di candidarsi alle suppletive e sostituirlo.

Quindici migranti morti al largo della Libia

Quindici persone hanno perso la vita nel naufragio di un’imbarcazione al largo di Zuwara, in Libia. L’ha reso noto l’Uhcr, dando seguito all’allarme lanciato lunedì mattina da Alarm Phone. Sono 177 i sopravvissuti, alcuni dei quali in gravi condizioni. I soccorsi della guardia costiera libica sono arrivati in ritardo, solo nella notte tra lunedì e martedì. La barca, che aveva a bordo anche donne incinte e dieci bambini, è rimasta per molte ore alla deriva.

«Secondo il più recente bollettino dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), sulla “rotta mediterranea centrale”, quella che dalla Libia porta all’Italia, nel 2021 sono stati contati 474 morti e 689 dispersi a fronte dei 381 decessi e 597 persone scomparse nell’intero 2020. I migranti riportati in Libia fino al 9 ottobre sono stati 26.314, calcola ancora l’Oim ricordando che nei 12 mesi dell’anno scorso erano stati 11.891» [Albanese, Sta].

Il rapporto che accusa Johnson

La gestione della prima fase della pandemia da coronavirus è stata «uno dei peggiori fallimenti della salute pubblica nella storia del Regno Unito», dato che i ministri e gli scienziati hanno adottato un approccio «fatalistico» che ha aggravato il bilancio delle vittime, oltre 150 mila da fine gennaio 2020. È quanto emerge dalle 115 pagine del rapporto parlamentare bipartisan intitolato Coronavirus: le lezioni apprese fino ad oggi, redatto dalle commissioni Sanità e Scienza della Camera dei Comuni. Nel testo è sottolineato come l’approccio del governo britannico, sostenuto dai suoi scienziati, sia stato quello di ottenere un’immunità di gregge tramite l’infezione, ritardando l’introduzione di un lockdown che avrebbe potuto salvare diverse vite. Lo stesso rapporto parlamentare riconosce che il programma di vaccinazione rappresenta «una delle più efficaci iniziative della storia britannica». La decisione di Boris Johnson di mettere una investitrice privata, Kate Bingham, a capo della task force per i vaccini, è definita «un colpo da maestro». Così come si loda l’approccio «aggressivo» nel procurarsi i vaccini, nonché quello «agile e innovativo» degli enti regolatori britannici. Come hanno concluso i presidenti delle due commissioni, Jeremy Hunt e Greg Clark, «la risposta britannica ha combinato grandi risultati e grandi errori: ed è vitale imparare da entrambi».

(Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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