Milano-Roma. ‘No Vax’ invadono le città e devastano la sede CGIL al grido di ‘No green pass’

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Piazze piene contro il pass. Assalto di Forza Nuova: occupata la sede della Cgil.

No-vax, sabato di guerriglia: 5 mila a Milano, 10 mila nella Capitale. I soliti fascisti si infiltrano: “Ora prendiamoci Roma”. Scontri fino a tarda sera.

Non erano bastati gli idranti e nemmeno le prime cariche. I manifestanti indietreggiavano un po’ risalendo l’inizio di via del Tritone e poi ricominciavano i lanci di oggetti contro la polizia, tirando indietro i lacrimogeni che appestavano l’aria.

Avanti e indietro per due ore, fino a sera, fino alla carica più decisa e altre ancora nelle stradine tra piazza Colonna e piazza San Silvestro.

Barricate in via del Corso, fumo denso, ancora idranti in azione, diversi fermi, feriti. Palazzo Chigi letteralmente assediato per ore da migliaia di persone.

“No green pass, no green pass”, gridavano. C’erano i fascisti, certo, gli esperti della guerriglia di piazza col cappuccio sono andati aumentando col trascorrere del tempo, insieme ai fumogeni e alle bombe carta.Ma prima soprattutto c’era gente comune, donne, uomini di mezza età e ragazzi per lo più a volto scoperto, tutti senza mascherina ma molti anche vaccinati e a volte pronti a farsi male in piazza.“Siamo contro la dittatura, scrivilo, per la libertà, siamo italiani, altro che fascisti e Forza Nuova” – dicono, quando non ti insultano e non ti spintonano perché fai il giornalista. Complottisti, arrabbiati, contrari ai “vaccini sperimentali che non sono vaccini”.

I numeri del Covid sono falsi, sono solo un algoritmo, me l’ha detto il capo dell’intelligenza artificiale di Sogei”, giura una signora 50enne che potresti incontrare sull’autobus o sulle scale di casa, nemmeno negazionista.

La polizia, che sabato è stata colta di sorpresa perché immaginava l’ennesimo flop, è rimasta per ore chiusa in piazza Colonna.

E a metà pomeriggio c’era stato l’assalto brutale, organizzato, alla sede nazionale della Cgil in Corso Italia, che era vuota perché il sabato non c’è nemmeno un usciere, solo un pugno di poliziotti all’esterno che sono stati travolti.

Lì c’erano volti noti del neofascismo romano, ragazzotti tatuati, ultras e militanti di Forza Nuova, che con il sorvegliato speciale Giuliano Castellino ha dato a questa piazza un leader, un “condottiero” come lo chiamavano dal palco di piazza del Popolo dove tutto è cominciato, con una partecipazione ben più consistente che è destinata a crescere ancora in vista dell’entrata in vigore del green pass per lavorare venerdì 15. “Squadrismo fascista”, ha detto il segretario Maurizio Landini. L’assalto ha colpito perché era premeditato ed è stato ben gestito.

Per prima cosa hanno sfasciato la telecamera di sicurezza, poi hanno forzato la porta col tricolore in mano, all’interno hanno fatto danni. Solidarietà al sindacato e a Landini da tutta la politica, l’hanno chiamato anche il presidente Sergio Mattarella e il capo del governo Mario Draghi.

Oggi la Cgil fa un incontro pubblico davanti alla sede. Perfino Matteo Salvini ha dovuto dire che “la violenza non è mai giustificata”, pur difendendo “le richieste ragionevoli di chi vuole tutelare salute, diritti, libertà e lavoro”. Poi se l’è presa con il ministro Luciana Lamorgese per la gestione, discutibile, dell’ordine pubblico; a tarda ora anche “solidarietà alla Cgil”.

Giorgia Meloni invece ha espresso “la totale vicinanza alle forze dell’ordine, solidarietà al segretario dalla Cgil, Maurizio Landini” ma “anche a migliaia di manifestanti scesi in piazza per protestare legittimamente”.

Manifestazione e incidenti anche a Milano: erano poche centinaia e sono diventati cinquemila, corteo non preavvisato fino a sera, cariche vicino alla Stazione centrale. Stavolta a Roma erano in tanti, all’inizio 15-20 mila, certo non 100 o 500 mila come gridavano al microfono e sui social, che in piazza del Popolo neppure c’entrano, ma più dei 10 mila indicati dalla polizia.

Dalla Capitale ma anche da fuori, più dal Nord che dal Sud. E come sempre c’era anche gente di sinistra, che cantava “ora e sempre resistenza” dall’altro lato della piazza proprio mentre Castellino riceveva un’ovazione tra i saluti romani.

Ho votato Gualtieri, sono contro il green pass. Non mi fido dei vaccini”, spiegava un romano. Un altro di sinistra: “La puntura me la dovrò fare per lavorare, ma sono contrario”. Dal palco hanno detto “seguite Giuliano quando finisce di parlare” e una parte della manifestazione è andata a “sfidare” il contingente della Guardia di finanza che chiudeva via del Babuino, come le altre vie del tridente che vanno verso il centro e i palazzi della politica.

Ci si è messa anche la polizia, il contingente ha retto. Ma forse è stato un caso, forse una manovra diversiva. Perché intanto migliaia di persone sono salite su per il Pincio e Villa Borghese, poi la Cgil e di nuovo nel centro di Roma.

 

(di Alessandro Mantovani – Fonti: Il Fatto Quotidiano -Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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