A Momtemiletto ritornano i Briganti

Pubblicità elettorale

Pubblicità elettorale

A Momtemiletto ritornano i Briganti

Domani sabato 25 settembre nella sala consigliare del Comune di Montemiletto (AV) si svolgerà un convegno mirante a ricordare” i moti di Montemiletto del 1860/1861 “.

La ricostruzione e l’illustrazione delle diverse posizioni che generarono i fatti saranno affidati a due conferenzieri, il Prof. Renato Quarino  che parlerà del movimento liberale ed il Prof. Gennaro De Crescenzo che illustrerà stato del Regno delle Due Sicilie prima e dopo l’Unita d’Italia.

ITIS Liceo Scientifico Giordani Caserta 600×273

Sarò presente tra gli oratori in veste di presidente nazionale dei Comitati Due Sicilie

L’evento voluto e curato dall’avvocato Domenico Colletti, di origini montemilettese ma trapiantato in Abruzzo,  mira non solo a ricostruire storicamente le vicende, ma anche a favorire un clima di rinnovata concordia fra i cittadini di Momtemiletto dopo 160 anni dagli avvenimenti.

I fatti che ricordano l’accaduto partono dal settembre 1860, circa un mese prima dello svolgimento dei plebisciti d’annessione, mentre il territorio delle province campane era interessato dagli eventi connessi alla campagna garibaldina nel Mezzogiorno continentale e dall’imminente ingresso di truppe regolari dell’esercito piemontese, la gran parte delle popolazioni di Montemiletto, Torre Le Nocelle e Pietradefusi insorse in armi contro le forze filo-unitarie per ripristinare l’autorità di Francesco II, scagliandosi contro le famiglie liberali della zona. A Montemiletto, l’azione di gruppi liberali portò al rovesciamento delle istituzioni borboniche: la notte del 5 settembre, alcuni filo-unitari reduci dell’insurrezione di Ariano, tra i quali Carmine Tarantino, un capitano della Guardia nazionale e professore al Liceo reale, entrarono nel paese. Ricevuto l’appoggio di Giuseppe Fierimonte, capo dei liberali e capitano della locale Guardia nazionale, il Tarantino e i suoi, inneggiando a Garibaldi, si diressero alla locale postazione del telegrafo, tagliandone i fili ed isolandolo. Il gruppo, poi, pose agli arresti i militi della Guardia urbana che avevano opposto resistenza alla presa della cittadina. L’azione delle forze filo-unitarie comportò fermento ed agitazione nella popolazione legittimista: all’alba del 6 settembre, il suono della tofa, una conchiglia marina usata come corno di richiamo, adunò i contadini delle campagne circostanti Montemiletto per prepararsi a reagire. A sera, le campane a stormo accompagnarono la sollevazione del paese, che fu guidata da Matteo Lanzilli di Montemiletto e Carmine Ardolino di Torre Le Nocelle. Armati di fucili e attrezzi rurali, i popolani penetrarono nel palazzo di Giuseppe Fieramonte, uccidendolo a colpi d’ascia e fucilate. Perirono, poi, altri liberali: Domenico Colletti e suo figlio, Angelo Leone fratello dell’arciprete, Raffaele La Porta, Pellegrino Meola e suo figlio, alcuni membri della famiglia Pesa, ed altri liberali di Aiello e di Montaperto reduci dalla spedizione di Ariano. Giacinto de’ Sivo riferisce che i corpi dei liberali furono disposti sui tralicci del telegrafo che gli stessi avevano abbattuto il giorno precedente. Secondo alcune fonti, in tutto furono uccisi 23 liberali e vennero saccheggiate le abitazioni di molti possidenti. Il giorno seguente i legittimisti si mossero verso Torre Le Nocelle e “a suon di tamburo e con bianche bandiere, al grido Viva Francesco II” percorsero le vie del paese, dando la caccia ai liberali: tre di essi, Pasquale Rotondi, Carmine Rotondi e Baldassare Rotondi, furono uccisi. La mattina del 7, soldati borbonici a cavallo partirono da Avellino per Montemiletto, ma furono richiamati dal generale Scotti e fatti rientrare. Contemporaneamente, truppe garibaldine entrarono nel paese irpino, rimettendolo sotto le forze unitarie, reprimendo e arrestando i rivoltosi, con l’intenzione di “far aspre vendette” sulla popolazione, nelle parole dello storico de’ Sivo. Lo stesso giorno, Garibaldi entrò a Napoli.

La sollevazione ebbe come conseguenza più di cinquecento incriminati, e quasi quattrocento arresti.

Quaranta 640×300

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Teleradio News

tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935; mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: