Automobilismo. La Formula 1 torna in Olanda a Zandvoort dopo ben trentasei anni

Domenica si corre in Olanda a Zandvoort, dopo il Gran Premio inesistente di SPA Francoschamps, dove l’acqua ha rubato la scena ai piloti.

Zandvoort, circuito tortuoso a poche centinaia di metri dal mare, circuito nuovo per tutti i piloti che dovranno nella tre giorni tra prove e gran premio abituarsi in fretta alle esse veloci della pista.

E’ attesa anche la marea orange tutta a supporto dell’idolo indiscusso di casa, Max Verstappen il leone olandese che nella battaglia al titolo sta cercando di rosicchiare punti preziosi ad Hamilton in  un duello che quest’anno ha visto i due contendenti scontrarsi ruota contro ruota anche più di una volta.

A tal proposito è proprio il pilota della Red Bull, alla vigilia della tre giorni a dichiarare quanto segue “Per quanto riguarda la gara devo dire che spero che con Lewis  Hamilton posso  tornare a divertirmi duellando in pista, sarà una bella battaglia. Se arriveranno fischi dai miei tifosi a Hamilton? Mah, è un po’ come fare una partita di calcio nello stadio di casa, non è che vai dai tuoi tifosi a dire come devono comportarsi, se fischiare o no, o cosa fare. I tifosi sono appassionati e vivono le loro passioni in quel momento, e io non sono loro, non decido per loro. Io sarò corretto in pista e la gente deciderà come comportarsi, spero solo la gente si diverta”

Un po ‘ polemico in conferenza stampa Lewis Hamilton che ha dichiarato “Fischiatemi Pure, I fischi fanno parte dello sport, il tifo olandese è molto passionale“, queste le parole del britannico. “Mi piace venire in Olanda, Amsterdam è una delle migliori città del mondo. E ho anche dei fan qui, anche se probabilmente non saranno molti, anzi saranno una minoranza nelle tribune! Mi posso dunque aspettare dei fischi, anche se io non andrei mai a un evento per contestare qualcuno. In generale penso che i tifosi britannici non fischino, si godono semplicemente l’evento: non credo di averli mai sentiti fischiare (in realtà Silverstone, arrivato subito dopo Euro 2020, sembra smentire questo assunto, ndr). Se guardi una partita di calcio capisci quanto sia normale questa cosa: i tifosi sono passionali e possono avere antipatia per qualcuno, io non lo farei ma lo rispetto, questo è lo sport. Che fischino pure, cercherò di trasformare questa energia negativa in positiva, in modo che possa darmi vantaggi nella guida”.

Infine sempre sul circuito olandese ecco  George Russell pilota Williams dare qualche impressione pre gara: “Sono davvero emozionato per Zandvoort. In passato ci ho corso alcune volte ed è un circuito fantastico. E’ davvero ondulato, veloce e scorrevole e richiede un impegno immenso. Provare tutto questo su una vettura di Formula 1 sarà davvero speciale. Ovviamente, dopo la cancellazione della scorsa gara a Spa, tutti vogliono solo tornare a correre ancora ed offrire uno show all’altezza a tutti i tifosi in pista e a coloro che ci guardando da tutto il mondo in TV”.

Qualche delucidazione dal punto di vista tecnico del circuito anche storica Il circuito di Zandvoort (Circuit Zandvoort) è un tracciato per competizioni automobilistiche che si trova nelle vicinanze dell’omonima cittadina, stazione balneare sulla costa olandese del Mare del Nord. In questa città si erano già tenute competizioni motoristiche nel 1939 su un circuito cittadino e il successo di tali manifestazioni aveva convinto il sindaco a realizzare un tracciato permanente nell’immediata periferia della città.

Costruito vicino al mare, il circuito, molto apprezzato dai piloti, ha l’insidia aggiuntiva del vento che porta sul tracciato la sabbia della spiaggia.  Il tracciato presenta marcate variazioni altimetriche di almeno 7.92 metri di differenza; tra i tratti caratteristici è da ricordare la curva Tarzan (nome originale olandese Tarzanbocht), un secco tornante a destra subito alla fine del rettilineo di partenza caratterizzato da una marcata sopraelevazione, e il velocissimo tratto che si affronta “a tavoletta” lungo la cresta Hunse (Hunserug) e salendo attraverso la curva Rob Slotemaker (Rob Slotemakerbocht) per andare a frenare una volta raggiunta la cima delle dune, dove scollinando si affronta la veloce e cieca Scheivlak.

I tratti citati sono ancora presenti nella configurazione attuale del tracciato, ma in passato vi erano altri tratti molto impegnativi, come le due curve Hondenvlak, un velocissimo sinistra-destra da affrontare ad acceleratore completamente aperto e la veloce combinazione delle curve destra-sinistra Pulleveld e Bos In che segnava l’ingresso nel bosco allora presente in quel punto, definita dal pilota olandese Rob Slotemaker “la differenza tra i ragazzi e gli uomini veri”.

Su questo circuito persero la vita Piers Courage nel 1970 e Roger Williamson nell’anno 1973, quest’ultimo perito in un incendio seguito all’impatto contro le barriere installate a ridosso della pista proprio in vista della gara di quell’anno e ai quali gli organizzatori si erano sempre fermamente opposti, ritenendo più sicuro il sistema delle reti di arresto.

A novembre del 2018  i media annunciarono che la Formula 1 sarebbe ritornata in Olanda entro il 2020, la notizia venne presa con entusiasmo visto che la massima categoria fu assente dal 1985,, per quest’occasione è stato consigliato ai manager del circuito di apporvi alcune modifiche al tracciato per rispettare le nuove norme di sicurezza, queste modifiche includono che la curva finale denominata Hugenholtzbocht dovrà diventare una curva sopraelevata per permettere alle vetture di sfruttare la pendenza e così da ottenere velocità superiori in uscita e il miglioramento delle strutture e servizi, per le spese di messa a norma si è offerto il comune di Zandvoort che pagò 4 milioni di euro.

Il circuito olandese è stato teatro nell’annata 1979, del leggendario giro su tre ruote Gilles Villeneuve, che in testa alla corsa iniziò ad avere problemi alle gomme, uscito di pista tentò comunque con la ruota fracassata il rientro ai box esaltando la folla suscitando anche qualche polemica sulla sicurezza dei piloti di un azione del genere volta  a rientrare ai box sperando in un’ aggiustata che però era impossibile, dati gli ingenti danni al pneumatico, tuttavia lo spirito combattivo dell’aviatore quel suo gettare il cuore oltre l’ostacolo nonostante tutto dimostro a tutti che la Formula è anche andare contro tutto e tutti e prendersi dei rischi e che in fondo non sarà mai uno sport sicuro al 100%, nonostante gli enormi passi avanti fatti in materia di sicurezza con l’installazione delle attuali protezioni laterali, alle monoposto attuali.

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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