Gran Premio Budapest all’ Hungaroring trionfo dell’ Alpine

Gran  premio dell’Hungaroring a Budapest, ci si aspettava un dominio Mercedes, con le due W12 in prima fila, ma era atteso anche l’attacco di Max Verstappen, che partiva con gomme soft mentre Lewis Hamilton e Valtteri Bottas avevano le medie. E invece, la pioggia che era già caduta in mattinata, è riapparsa proprio poco prima dello schieramento di partenza. Per tutti, pneumatici intermedi da bagnato dunque e l’idea che tutto sarebbe potuto accadere.

E difatti… è bastato mezzo rettilineo per assistere a una carambola pazzesca, con due distinti incidenti. Il primo, quello più grave per quanto riguarda la classifica iridata, ha visto Bottas (partito male) tamponare Lando Norris scaraventandolo contro Verstappen e poi piombare pure su Sergio Perez. Quasi contemporaneamente, Lance Stroll ha mancato pure lui il punto di frenata, ha cercato di tagliare la curva sull’erba con la speranza di non centrare nessuno, ma è comunque finito contro la fiancata della Ferrari di Charles Leclerc il quale è poi precipitato sulla McLaren di Daniel Ricciardo. L’esito di tutto ciò? Subito KO Bottas, Perez, Leclerc, Stroll e Norris. Verstappen ha proseguito, ma con mille problemi sulla sua Red Bull al pari di Ricciardo con la McLaren. Ma le sorprese non sono finite qui. La direzione gara ha esposto la bandiera rossa e in quei minuti è uscito il sole e l’asfalto si è asciugato. Quando i superstiti sono usciti dalla pit-lane per schierarsi in griglia, si sono accorti che la pista era da slick. Incredibilmente, Hamilton non è rientrato ai box per cambiare le gomme, lo hanno fatto gli altri quindici. Hamilton si è ritrovato clamorosamente da solo sullo schieramento, una immagine che passerà alla storia, e chiedendosi perché mai il suo ingegnere avesse previsto ancora pioggia (che non arriverà mai) è partito in solitaria mentre tutti erano in pit-lane.

Il primo a uscire dalla corsia box è stato George Russell, ma deve aver compiuto una irregolarità perché poi si è fatto da parte lasciando strada ad Esteban Ocon, Sebastian Vettel e a chi seguiva. Nel mentre, Hamilton imprecando è rientrato ai box per montare le slick ritrovandosi così ultimo. Sembrava di essere tornati a Baku quando con Verstappen KO, non aveva sfruttato l’occasione. Ma questa volta non eravamo a fine GP, bensì appena all’inizio di una gara lunga 70 giri. E qui è cominciato il capolavoro di Ocon che ritrovatosi in testa al Gran Premio dopo aver evitato il caos della prima curva, giro dopo giro pur avendo Vettel alle spalle, mai lontano più di 1″5 per tutto il GP, ha saputo mantenere una freddezza encomiabile, guidando da campione. Come ha dichiarato il tedesco dell’Aston Martin, Ocon non ha mai commesso un minimo errore tale da permettergli di sopravanzarlo. Ci sono state almeno tre occasioni in cui Vettel ha attaccato duramente il francese dell’Alpine, ma la risposta ricevuta è stata efficace.

Ocon ha così conquistato la sua prima vittoria in F1 a 24 anni nel suo 78esimo Gran Premio. Sul podio ci era salito da secondo classificato lo scorso anno nel altrettanto pazzo GP di Sakhir 2020 con la Renault, ma prima ancora si era messo in grande evidenza con la Force India ottenendo due terzi posti in qualifica a Monza 2017 e Spa 2018. L’anno seguente era rimasto a piedi e fu un mezzo scandalo, proprio Vettel e anche Hamilton si erano detti fortemente dispiaciuti per quanto stava accadendo a un talento come il francese. Da pilota Junior Mercedes, Ocon ha vissuto un 2019 sabbatico, nel ruolo di terza guida per Toto Wolff, ma in realtà non ha mai guidato. Poi, è arrivata l’offerta Renault (dal 2021 divenuta Alpine) e Wolff lo ha lasciato andare. Poche settimane fa, è arrivato il rinnovo del contratto da parte della Alpine fino al 2024. Cosa che aveva sorpreso parecchio in quanto Ocon stava soffrendo, le sue prestazioni dopo un buon avvio di stagione, erano in calo e Fernando Alonso lo stava battendo costantemente. A Budapest, Ocon è tornato davanti al compagno di squadra in qualifica, poi la clamorosa gara.

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E che dire di Vettel, bravo e attento a non commettere banali errori come era accaduto a Silverstone. Il tedesco ha gestito bene gara e gomme, ha provato a sorprendere Ocon, ma non vi è stato modo di avere la meglio. Così ha atteso la bandiera a scacchi regalando alla Aston Martin-Mercedes un’altra seconda posizione dopo quella di Baku. Quando le corse diventano strane e offrono opportunità ai team di centro classifica, lui risponde presente.

Sono stati puniti dai commissari per la partenza sbagliata e  pericolosa sia Lance Stroll che Valtteri Bottas. Il canadese ha provocato il ritiro di Charles Leclerc, mentre il finlandese ha innescato una carambola che ha coinvolto Perez, Norris e Verstappen. A entrambi sono stati comminate cinque posizioni di penalità in griglia e sono stati tolti due punti sulla patente.

Sebastian Vettel, inizialmente secondo, viene squalificato dopo alcune ore. Al suo posto c’è Lewis Hamilton, mentre la Ferrari di Carlos Sainz completa il podio davanti a Fernando Alonso. Seguono le due AlphaTauri di Pierre Gasly e Yuki Tsunoda.

RISUTLTATI FINALI ORDINE DI ARRIVO

  1. Esteban Ocon (Alpine)
  2. Lewis Hamilton (Mercedes)
  3. Carlos Sainz (Ferrari)
  4. Fernando Alonso (Alpine)
  5. Pierre Gasly (AlphaTauri)
  6. Yuki Tsunoda (AlphaTauri)
  7. Nicholas Latifi (Williams)
  8. George Russell (Williams
  9. Max Verstappen (Red Bull)
  10. Daniel Ricciardo (McLaren)
  11. Kimi Rakkonen (Alfa Romeo)
  12. Mick Schumacher (Haas)
  13. Antonio Giovinassi (Alpa Romeo)
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