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Botte in cella, ora Cartabia si sveglia: “Agenti sospesi”

Il video pubblicato da Domani ha mostrato all’opinione pubblica quello che era stato raccontato attraverso gli atti giudiziari e le inchieste giornalistiche: nel carcere campano si sono consumate vessazioni brutali e ripetute, una pagina orribile per lo Stato. La forza delle immagini ha mosso l’incredibile inerzia delle istituzioni.

Un silenzio che inizia da lontano, dall’amministrazione dell’ex ministro grillino Alfonso Bonafede. Rispondendo a un’interrogazione parlamentare, il 16 ottobre 2020, il suo sottosegretario Vittorio Ferraresi definì il blitz sanguinolento degli agenti “una doverosa azione di ripristino di legalità e agibilità dell’intero reparto”. Inerzia che è continuata per 450 giorni: i protagonisti delle violenze hanno lavorato nella struttura casertana fino a ieri. Nel frattempo uno dei detenuti ha perso la vita: un mese dopo il blitz è stato trovato morto il 27enne algerino Lamine Hakimi, malato di schizofrenia. Per il gip è suicidio, secondo la procura era “morte come conseguenza di altro reato”. Ovvero percosse.

Persino nel giorno delle misure cautelari per i 52 indagati, lunedì 28 giugno, Cartabia commentava “rinnovando la fiducia nel corpo della Polizia Penitenziaria, restando in attesa di un pronto accertamento dei gravi fatti contestati”. Quarantotto ore dopo – potenza delle immagini – la ministra ha cambiato versione, sollecitata anche dalle proteste del Pd (i deputati Piero De Luca ed Emanuele Fiano hanno chiesto che la ministra riferisca in Parlamento). Ora Cartabia si è accorta che è stata “tradita la Costituzione”.

Sempre in difesa della polizia, invece, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il leghista è della stessa idea, anche dopo il video vergogna: “Il mio pensiero, la mia solidarietà umana e politica va alle donne e agli uomini in divisa”, ha detto in un video. “Chi sbaglia paga, ma giù le mani dalle forze dell’ordine. Per controllare più di 1.000 detenuti ci sono meno di 500 agenti, di cui 40 sono ora agli arresti. Il mio pensiero a loro, alle loro famiglie”. Oggi il capo della Lega, sempre più primo contraente del governo Draghi, va in visita nel carcere della mattanza. Per solidarietà agli aggressori.

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(Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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