VARIANTE INDIANA COVID, POSSIBILI CHIUSURE

Possibili nuove chiusure in seguito alla diffusione della variante Delta del coronavirus in Italia. Ad annunciarle è Franco Locatelli, Coordinatore del Cts e Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, che ha parlato di “flessibilità del sistema”. Intervenuto all’evento Sky TG24 Live In Firenze, Locatelli ha spiegato: “In questo momento il Paese è zona bianca ma guai ad abbassare la guardia: siamo in una situazione più favorevole e possiamo oggi valutare numeri diversi rispetto al passato. Ma il problema non è superato”.

Per quel che concerne eventuali chiusure, ha precisato Locatelli, rientrano nella “flessibilità del sistema, lo stesso che abbiamo adottato per esempio per le zone dell’Umbria quando c’è stata la variante brasiliana”.

Secondo Locatelli “è importante lavorare nella maniera più intensiva sul tracciamento e sugli approcci di genotipizzazione e sequenziamento perché solo in questo modo riusciremo a intercettare in maniera precisa eventuali segnali di diffusione importante della variante indiana”.

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La variante Delta del Covid preoccupa. Secondo gli esperti dell’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

In Italia la mutazione del virus, segnalato per la prima volta in India, può mettere a rischio la ripartenza, con vari focolai già individuati da Nord a Sud. Ieri il premier Mario Draghi ha sottolineato che “la situazione economica europea e italiana è in forte miglioramento, ma restano RISCHI LGEATI ALLE VARIANTI e ha invitato ad andare “avanti con la campagna di vaccinazione”. Mentre il sottosegretario alla Salute Costa ha invitato a “potenziare il sequenziamento del virus”.

Ci sono casi di variante Delta del Coronavirus anche nelle città di Napoli e Caserta, tra gli oltre 300 campioni positivi sequenziati questa settimana presso il Tigem di Pozzuoli, che ha concentrato le analisi però soprattutto sull’area a Sud di Napoli. Si tratta della mutazione B.1.617.2 del Covid19, in precedenza chiamata variante indiana, e considerata la più contagiosa al momento in circolazione, che colpisce anche chi è vaccinato, anche se è caratterizzata da un basso tasso di ospedalizzazione. Su 311 campioni positivi studiati, in evidenza ci sono i 45 casi di variante Delta registrati a Torre del Greco, altri 7 a Ercolano, 6 a Volla, 5 ad Agerola e 4 a Portici. Si tratta di un primo sequenziamento, dal quale emergono dati ancora sparsi, dai quali emerge in generale una prevalenza della variante indiana in Campania, ma bisognerà aspettare le prossime settimane per poter coprire meglio e più profondamente tutto il territorio. Un nuovo sequenziamento con altri 400 campioni infatti è stato fatto questa settimana.

Il Tigem, l’Istituto Telethon di genetica e medicina di Pozzuoli diretto da Andrea Ballabio, centro di ricerca altamente specializzato nello studio delle basi genetiche delle malattie, infatti, è impegnato da gennaio nello studio genetico del Coronavirus in Campania, affiancato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e dall’Azienda Ospedaliera Dei Colli (ospedale Cotugno). Non si tratta di un sequenziamento di tipo diagnostico, ma di sorveglianza sanitaria settimanale aggiuntiva a quella dell’Istituto Superiore di Sanità. Circa il 50% dei genomi del Covid19 in Italia è sequenziato in Campania.

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