Caiazzo. ‘Problema’ Decò, martedì 8 nuovo ‘step’ giudiziario: primo di una nuova ‘serie’

Cova sotto la cenera l’ultra decennale controversia fra supermercati

e Comune, “reo” di aver rilasciato al “Decò” un condono edilizio per una struttura non condonabile, come  ripetutamente sancito da TAR e Consiglio di Stato, organi di giustizia amministrativa che più volte ne hanno sancito la chiusura, “definitivamente” eseguita ai primi di aprile.

Anzi no perché, evidentemente, anche il concetto di “definitivo” può essere aleatorio per la super criticata giustizia italiana, atteso che contro tali verdetti inoppugnabili (e a detta di illustri giuristi non modificabili, neanche mettendo mano al PUC!) gli interessati hanno presentato un ulteriore appello ovvero una sorta di istanza sospensiva, al fine di consentire lo smaltimento dei prodotti giacenti all’atto della chiusura, nonostante il lungo lasso intercorso fra la data dell’udienza e quella di notifica verdetto “finale”, avvenuta nell’imminenza della santa Pasqua, ricorrenza per la quale evidentemente, sperando nella buona sorte, le scorte erano state incrementate, si presume di prodotti all’epoca ricorrenti, ma evidentemente “riciclabili” anche fuori periodo.

L’esame di tale inusitata istanza è programmato per martedì 8 giugno, per cui, in caso di accoglimento, non parrebbe del tutto “balzano”, considerati i tempi della giustizia nostrana, ipotizzare l’acquisto di uova di Natale o colombe e casatielli di Santo Stefano (né “nomen omen”  “lapsus freudiano”) ovviamente a prezzo di realizzo, cioè di svendita, da consumare, possibbilmente, accompagnati da un buon purgante.

Non si tratta dell’unico tentativo “di resistenza” se è vero che, con altri, separati ricorsi, gli interessati hanno impugnato nuovamente, per revocazione, anche il verdetto “definitivo” del Consiglio di Stato, oltre ad intentare causa contro l’acquisizione dell’intera struttura al patrimonio comunale, incombenza prevista ope legis ma che sarebbe stata avviata in modo “fallibile” o peggio intempestiva, il tutto -pare- affidandosi a un “principe del Foro”, vivaddio capitolino, considerate probabilmente le recenti “disfatte”.

Non si tratta dell’unica lite giudiziaria (di questa immane contesa) che coinvolge il Comune caiatino atteso che il 23 giugno, presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è in programma l’udienza penale contro il funzionario comunale citato in giudizio dal concorrente supermercato, che peraltro, dallo stesso Comune, ma per l’operato di un diverso (ex) funzionario, rivendica, sempre per via giudiziaria, danni per un ammontare di oltre mezzo milione di euro, somma peraltro destinata a lievitare, anche notevolmente.

Altro “debituccio” che alla fine sarà “spalmato” su noialtri incolpevoli contribuenti? chi vivrà… vedrà!

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