Due Giugno, non solo festa della Repubblica per Caiazzo che ricorda anche le donne ‘della Resistenza’

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Seppure con qualche settimana di ritardo rispetto alla ricorrenza, approfittando evidentemente della prima opportunità utile dopo le restrizioni anti Covid, nel festeggiare i 75 anni della Repubblica, la città di Caiazzo rende onore anche alle Donne, attuando un’iniziativa molto cara alla promotrice associazione “Storica del Caiatino” e in particolare alla sua attenta presidente Ilaria Cervo.

Per tutta la giornata di mercoledì 2 giugno, infatti, l’associazione “Storica del Caiatino, in collaborazione con l’associazione “Toponomastica Femminile” e con il patrocinio della civica amministrazione caiatina, ha promosso l’iniziativa “Caiazzo, le donne della Resistenza: combattenti e vittime“.

Il 2 giugno quindi per l’intera giornata alcuni vicoli del centro storico saranno dedicati alle donne caiatine riconosciute Partigiane Combattenti, Cadute per la lotta di Liberazione e vittime dei bombardamenti.

Iniziativa che assume maggiore valenza alla luce della notizia, divulgata dal sindaco Stefano Giaquinto:

“É ancora in vita una delle due donne partigiane nate a Caiazzo! Si chiama #Stefana #Carrese e ha combattuto in Liguria, dove si trasferì con la famiglia a 10 anni, ma non ha mai dimenticato la sua Città.

Se oggi siamo un Paese libero lo dobbiamo anche a lei! Presto andremo a trovarla!
Orgogliosi che la nostra terra abbia dato i natali ad una donna così coraggiosa!

Il tutto, come meglio illustrato di seguito dalla presidente della locale Associazione Storica, Ilaria Cervo:

2 giugno 2021, omaggio anche alle Donne della Resistenza

Fin da quando sono stata eletta Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino ho cullato il desiderio di andare a cercare e far conoscere storie di donne caiatine: pensavo a figure femminili che si fossero distinte per particolari doni, ma anche a “semplici” donne vissute quasi nell’anonimato da riscoprire e comunque meritevoli di essere ricordate con l’intitolazione di una strada o una piazza, o anche solo con un’epigrafe.

È avvilente guardarsi intorno, ovunque, non solo a Caiazzo, e trovare solo nomi di uomini e al massimo due, tre nomi femminili.

Succede per le strade ma succede anche nei libri di storia della letteratura, di storia della filosofia. Nei libri di storia. Gli eroi, gli scrittori, i pensatori sono uomini. E se sono donne, o sono sante martiri o quasi sempre delle poco di buono. Quelle “normali” meritano al massimo qualche mezza paginetta. Non c’è da meravigliarsi! Purtroppo va così praticamente da sempre.

Ma si può invertire la rotta: per cambiare bisogna solo cominciare. E noi cominciamo il 2 giugno, con le donne caiatine della Resistenza, sulla scia di una iniziativa simile realizzata a Caserta dal gruppo locale di Toponomastica Femminile.

È nata con questo spirito “Caiazzo. Le donne della Resistenza. Combattenti e vittime”, un’idea che ha avuto fin dal primo momento l’appoggio del direttivo dell’Associazione Storica, di Toponomastica Femminile oltre che della Presidente del Consiglio Comunale Ida Sorbo, del Sindaco Stefano Giaquinto e della Giunta che poi ha concesso il Patrocinio.

La nostra ricerca –  scrive Fosca Pizzaroni, referente di Toponomastica Femminile a Caserta e Archivista di Stato in pensione – parte da fonti archivistiche e input accademici. È noto come la professoressa Isabella Insolvibile, con i professori Giovanni Cerchia e Giuseppe Angelone, stanno riscrivendo la storia della Resistenza in Italia, sottolineando il grande apporto dato dal Meridione alla liberazione dal giogo nazifascista.

E dato che questa riscrittura è in fieri abbiamo pensato, come Associazione Toponomastica Femminile, in collaborazione con l’Associazione storica del Caiatino, fosse bene mettere in evidenza il grande contributo che le donne hanno dato alla lotta di liberazione nazionale, partendo proprio da Caiazzo, un comune di poco superiore ai 5.000 abitanti, che, ubicato lungo la linea difensiva tedesca Viktor, fu teatro di grandi violenze.

Nel 2012, a seguito di un accordo Italia/Germania, che istituì una Commissione storica congiunta al fine di elaborare un’analisi critica dell’esperienza della seconda guerra mondiale, contribuendo, così, alla creazione di una nuova cultura, nasce l’«Atlante delle stragi nazifasciste», a cui lavorarono tra gli altri Insolvibile e Angelone.

Un database che ha cominciato a restituire nomi di donne e uomini del Meridione vittime della guerra. Database che è stato il primo canovaccio su cui abbiamo lavorato.

Nel 2019, poi, è stata pubblicata a cura della Direzione generale degli archivi, la banca dati «Partigiani d’Italia», creata in collaborazione con l’«Istituto nazionale Ferruccio Parri. Rete degli istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea». Banca dati comprendente le schede con i nominativi di tutti coloro che richiesero il riconoscimento delle qualifiche partigiane.

Schede conservate nel fondo «ricompart» (Riconoscimento qualifiche e per le ricompense ai partigiani), versato dal ministero della Difesa all’Archivio centrale dello Stato tra il 2009 e il 2012. Parliamo di ben 611 cassette contenenti 703.716 schede nominative.

Una serie archivistica composta, anche, da circa 7.430 buste di documenti (verbali, fascicoli personali, elenchi, quadri statistici etc.) prodotti dalle Commissioni regionali, Estero ed in parte dalla Commissione di secondo grado, che analizzarono le richieste di riconoscimento avanzate a partire dal 1944.

Da questo database, oltre ai nomi già noti delle donne riconosciute come «Cadute per la lotta di liberazione», ben cinque, trucidate tra Porta Vetere e le Masserie di Monte Carmignano in cui, quel tragico 13 ottobre 1943, furono sterminate intere famiglie ed un totale di ben 7 donne e 6 bambine tra i 3 e i 12 anni, sono emersi i nomi delle «partigiane combattenti» caiatine: Rita Calvosa, nata a Caiazzo il 3 maggio 1926, che operò in Santa Maria Capua Vetere dal 9 settembre al 5 ottobre 1943, e Stefana Carrese, nata a Caiazzo il 4 ottobre 1921, che in Liguria fece parte della formazione Missione Meriden dal 1° settembre 1944”.

Partigiane combattenti, caiatine!

Una notizia che fin da subito ci ha lasciato meravigliati. Già parlare di Partigiani al maschile nel meridione d’Italia è una cosa piuttosto recente e non ancora ben assimilata; parlare addirittura di donne partigiane, caiatine per giunta, lo dico con dispiacere ma ben consapevole di non essere da sola, sembrava una cosa veramente impossibile. A chiunque chiedevo notizie di donne caiatine riconosciute come partigiane, la cosa suonava come assolutamente nuova, forse un errore!

Non solo sono esistite due donne caiatine partigiane, e una di loro, quasi centenaria, può ancora essere testimone di quanto ha vissuto! 

Immaginate la nostra meraviglia quando Gaetano Chichierchia, Responsabile dell’Ufficio Anagrafe del comune di Caiazzo, incuriosito senz’altro anche lui da questa novità assoluta delle partigiane caiatine e colpito dal fatto che, quasi contemporaneamente a noi, uno studioso aveva chiesto notizie sulla Carrese, senza perdersi d’animo di fronte alla totale assenza di dati all’anagrafe caiatina su questa donna, si è messo sulle sue tracce fino a trovarla, ancora vivente, a Sondrio, e con entusiasmo ci ha comunicato la notizia!

Cosa era successo? I dati riportati del database erano completamente errati: nome, cognome e data di nascita, eppure una “Stefania Carese” (così è erroneamente scritto nel database) caiatina esiste!

È chiaro che siamo solo all’inizio. Molto va ancora studiato e cercato per ricostruire la vita di queste due donne che, per onore di verità, bisogna dire che non hanno combattuto a Caiazzo, ma in altri luoghi, ma che in ogni caso hanno dato il loro notevole contributo nella lotta di liberazione dal nazifascismo.

L’intento è, per il prossimo anno, come Associazione Toponomastica Femminile e Associazione storica del Caiatino, in collaborazione con il Comune di Caiazzo di approfondire questa ricerca attraverso lo studio dei fascicoli conservati presso l’Archivio centrale dello Stato e l’archivio comunale di Caiazzo, così da restituire a queste donne, oltre al nome e alla qualifica, una storia di vita”, ha aggiunto Pizzaroni.

Progetto “pilota” per Caiazzo

Un progetto «pilota» questo di Caiazzo che potrebbe diventare, in collaborazione tra Toponomastica Femminile, le tante associazioni diffuse sul territorio e le Università, un contributo importante alla ricostruzione storica dei giorni della «Resistenza». Termine, quest’ultimo al femminile, ma che in realtà, nella ferocia nazifascista e nelle tragiche vicende belliche, non ha visto discriminazioni di genere”.

Intanto -ha aggiunto il Sindaco Stefano Giaquinto- “stiamo già valutando la possibilità di raggiungere la signora Stefana Carrese a Sondrio per conoscerla di persona e ringraziarla per quanto ha fatto per il nostro Paese, rischiando più volte la sua vita! É un grande motivo di orgoglio per la nostra Caiazzo, aver dato i natali a due donne così coraggiose!

Che dire, la Storia fa grandi giri, a volte sembra finire nel dimenticatoio. Poi ritorna, talvolta per caso, e ci restituisce verità inaspettate e pagine intense di vita, quella vissuta senza risparmiarsi, in nome di valori universalmente riconosciuti e indiscutibili, primo tra tutti quello della libertà!
Tutto ciò che si realizza in spirito di collaborazione e di unità d’intenti, è destinato a produrre risultati positivi!

(Ilaria Cervo, presidente dell’associazione “Storica del Caiatino” – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web© Diritti riservati all’autore)

 

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