Al Giordano Bruno Gianni Molinari per la giornata mondiale della libertà di stampa

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Il comunicato :
Maddaloni. “Dire che l’informazione sia un bene comune non significa ragionare per frasi fatte, ma sottolineare che, se non c’è completezza dell’informazione, non possono esserci buoni cittadini”.
È cominciata così stamattina la conferenza che Gianni Molinari, giornalista del Mattino, ha tenuto ai ragazzi del Liceo Classico e Classico Europeo di Maddaloni nell’ambito delle attività del Maggio Calatino organizzato dal Convitto Nazionale Giordano Bruno, guidato dal rettore, prof. Rocco Gervasio.

La rassegna, che si concluderà il 28 maggio con la partecipazione alla Notte nazionale del Liceo Classico, si è aperta con i saluti del sindaco della città Andrea De Filippo, ex studente del Liceo calatino.

L’incontro di oggi, che Molinari ha voluto dedicare ad Ascanio Raffaele Ciriello, il fotoreporter di guerra ucciso in Cisgiordania il 13 marzo 2002, è coinciso con la celebrazione della Giornata internazionale sulla libertà di stampa, istituita nel 1993 dall’assemblea generale delle Nazioni Unite.
Con i ragazzi in sala e con quelli collegati in videoconferenza il giornalista lucano ha ragionato di libertà di stampa come dovere, di deontologia professionale, della formazione dei giornalisti e del rispetto della privacy, ma ha anche evidenziato come la lettura di fatti lontani dalla nostra cultura sia stata resa difficile, negli ultimi anni, dalla contrazione che inevitabilmente l’ANSA ha dovuto operare della propria rete per la riduzione dei finanziamenti statali.
“Un giornalista – ha proseguito – ha il dovere di controllare le proprie fonti e, soprattutto, di porsi domande sulle motivazioni che spingono i suoi informatori a fornirgli i dati su cui poi costruisce la notizia”, perché la sua credibilità è direttamente proporzionale al rispetto delle regole deontologiche da un lato e alla libertà dall’altra.
Ha poi rimarcato quanto, oggi più di ieri, in un’epoca di infodemia, sia sempre più difficile individuare “ciò che è vero, da ciò che è quasi vero, forse vero o sicuramente falso”.
Non sono mancati ricordi personali, come quelli legati alla sua esperienza professionale presso la sede di Caserta, negli anni in cui fu data la scorta a Rosaria Capacchione e alla difficoltà di portare avanti il lavoro di redazione, confrontandosi con i colleghi, talvolta anche in maniera concitata, sempre in presenza degli agenti della scorta.

La mattinata si è conclusa con un appassionante dibattito con gli allievi interessati a confrontarsi con lui in merito a tutta una serie di questioni come il rapporto potere-informazione, le fake news, la censura sulla stampa in Cina in merito ai dati della pandemia, la valenza di certe classifiche relative al grado di libertà di stampa nel mondo ( World Press Freedom Index di Reporter Without Borders), ma anche, più in particolare, il caso Fedez e al suo scontro con la Rai.

Una mattinata piacevole, come il giornalista stesso ha scritto sul suo account Facebook, pubblicando la foto coi ragazzi ai quali aveva detto, ricordando anche il suo professore universitario, Luca Meldolesi, di credere molto nell’istruzione pubblica e di rispondere sempre volentieri all’invito delle scuole, perché sente di dover “restituire” ciò che ha avuto.

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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