Aversa, Gli allievi del liceo Cirillo raccontano la lezione del prof. P. Mattera

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Aversa-Pubblichiamo l’articolo degli allievi Teresa Petrillo e Luigi Russo della classe VE del liceo classico “D.Cirillo”

“Il giorno 29 Aprile 2021 gli alunni della classe VE del Liceo Classico e Musicale “Domenico Cirillo” di Aversa (DS Luigi Izzo), accompagnati dal proprio docente di Storia e Filosofia Pasquale Vitale, hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con il prof. Paolo Mattera, docente ordinario di storia contemporanea presso l’università “Roma Tre”. La lezione tenuta ha riguardato la disamina del periodo storico che va dal ’68 ai cosiddetti “anni di piombo” e si è concentrata sulla storia della mentalità degli anni sessanta attraverso diverse fonti audiovisive e cinematografiche. Il professore ha reso gli alunni sin da subito protagonisti, interrogandoli sulle cause storico-politiche che hanno dato inizio al suddetto periodo storico. Costatando l’effettiva preparazione scolastica dei ragazzi, ha successivamente sottolineato la differenza tra gli anni che hanno preceduto il boom economico e gli anni sessanta e settanta attraverso l’ascolto e l’analisi di diverse canzoni.

Negli anni ‘50 le condizioni economiche degli italiani cambiano e con esse anche i modi di vita e le abitudini. I giovani ,ad esempio, escono utilizzando la vespa e la lamborghini, diventano  più disinvolti. Il cambiamento dei costumi è testimoniato anche da alcune canzoni che rappresentano delle vere e proprie fonti per ricostruire la temperie culturale del tempo. 

Nel “Il ballo del mattone”,presentato al Festival degli sconosciuti del 1962,Rita Pavone presenta il modo di fare, rivoluzionario per l’epoca, di una ragazza che danza “lentamente, guancia a guancia” non solo col proprio ragazzo, ma anche con altri presenti alla festa
In “Le Mille Bolle Blu” ,presentata al Festival di Sanremo del 1961 da Mina, il famoso gesto delle dita che scivolano sulle labbra durante il ritornello, desta scalpore.
In 24000 mila baci” (presentata al festival di Sanremo nel 1961) un Adriano Celentano di spalle che canta “frasi d’amore appassionate” ,chiedendo solo baci, genera altrettanto stupore.
Dal punto di vista cinematografico nel film-inchiesta “Comizi d’amore” Pier Paolo Pasolini  nel 1965  pone domande a padri e figli ,sfidando i tabù del tempo, e porta alla luce l’ignoranza e i moralismi che affliggono la sfera privata dei cittadini.
Intanto, Caterina Caselli con il suo Beat (genere musicale caratterizzato da trasgressione, precedentemente nascosta da una certa allegria) offre spunti per una più aperta contestazione, generata da un certo incremento delle tensioni.
Con questa panoramica cinematografica, audiovisiva, televisiva, il prof. Mattera ha raccontato, in modo efficace, come cambiano la mentalità, i costumi delle persone e i rapporti fra differenti gruppi sociali(tematiche tralasciate dalle fonti tradizionali, che si occupano dei fenomeni politico-sociali).
In questo contesto l’università rappresenta il collettore delle tensioni, perché offre un’importante opportunità di confronto tra quanti credevano che certe contraddizioni ,caratterizzanti i rapporti generazionali, non avessero portata generale. Si diffonde ,quindi, l’idea che per ottenere diritti e libertà sia necessaria un’azione collettiva. Quest’ultima porta all’occupazione delle università con lo scopo di modificare i programmi scolastici, porre fine all’autoritarismo, far diminuire le tasse scolastiche e favorire un maggiore adeguamento delle strutture. Le occupazioni dei giovani sessantottini furono però interpretate dai burocrati e dai funzionari (entrati nella pubblica amministrazione trent’anni prima) come una licenza ritenuta altamente nociva e per questo motivo spesso terminavano con arresti e scontri. Una tale elevata tensione investe nel ‘69 anche le fabbriche, animate dalle proteste degli operai che chiedono trattamenti differenti rispetto all’atteggiamento autoritario e tirannico tenuto dai datori di lavoro (come testimonia il film “La classe operaia va in paradiso” di E. Petri 1970).
Il professore Mattera ha poi sottolineato come da una piccolissima parte dei contestatori del ‘68 siano nate le Brigate Rosse. Due studenti di Trento Renato Curcio e Mara Cagol si unirono e si incontrano con Alberto Franceschini e Mario Moretti. Questi giovani prima fondano il “Collettivo Politico Metropolitano” e poi nella primavera del ’70 danno vita alle “Brigate Rosse” con l’obiettivo di risvegliare la coscienza rivoluzionaria delle masse, utilizzando come strumento di azione politica la violenza. A differenza del terrorismo di destra, che colpisce le folle per destare un effetto destabilizzante e garantire la svolta a destra ( dalla Strage di Piazza Fontana 12 dicembre 1969 a quella della stazione di Bologna nel 1980), la violenza politica di sinistra mira a dimostrare la debolezza del sistema politico borghese ,attaccandone i simboli cioè imprenditori, giornalisti e politici (emblematico il rapimento di Aldo Moro il nel 1978).
Sono seguite poi stimolanti domande sul ruolo della cultura alta, sui movimenti di massa, su Craxi e Tangentopoli, Andreotti e la sua enigmatica figura (di cui gli alunni hanno colto alcuni aspetti attraverso il film “Il Divo” di P. Sorrentino). La lezione è terminata poi con alcune considerazioni di carattere storico-filosofico sui testi manifesto della rivolta del ’68 (“Antiedipo” di Deleuze e Guattari, “Studi sull’autorità e la famiglia” di Horkheimer, Fromm e Marcuse). Il rigore, la passione, la dinamicità, la chiara e brillante oratoria del professore Paolo Mattera hanno coinvolto gli alunni che al termine di questa esperienza di formazione e confronto si sono lasciati con l’augurio di poterlo rincontrare per parlare di Tangentopoli”

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