Lionò, luxury brand made in Portici

Il coraggio, la determinazione, la creatività di Lionò, accessori di lusso realizzati nella cittadina vesuviana. L’intervista all’imprenditrice Eleonora Ricci

di Tonia Ferraro

Una avventura iniziata a gennaio 2020. Donna, imprenditrice e napoletana, anzi porticese, che parte dalla difficile realtà del Sud, spesso monopolio maschile. Oltretutto aggravata dall’emergnza sanitaria.

Non è semplice, ma se si è determinati e competenti come Rita Eleonora Ricci il proprio spazio si trova.

Eleonora è un concentrato di determinazione e di entusiasmo. Dopo una laurea di storia dell’arte conseguita a Parigi e un Master in Disegno di moda a Barcellona, torna in Italia per realizzare la sua idea nel cuore del Meridione, crocevia di popoli e fucina inarrestabile di creatività.

E nasce così il brand di accessori di lusso Lionò, un viaggio nell’identità napoletana che vuole unire le nostre tradizioni a un design moderno che sappia dialogare con un pubblico più giovane. 

Lionò. Già nel nome antico rievoca la tendenza della produzione: design moderno realizzato con tecniche artigianali, eccellenze del made in Italy.

Il tutto curato con attenzione: l’eleganza della scatola, le  pochette, i cammei personalizzati… Accessori moda realizzati magari con magiche alchimie di culture diverse, ma di tendenza attuale.

Nel nostro incontro, abbiamo chiesto  a Eleonora di raccontarsi.

Come definisci lo stile di Lionò?

Innanzitutto, lavorare con la tradizione. È la particolarità stessa dei materiali che ti permette di dare vita ad uno stile sempre diverso o, magari, recuperare un modello classico. I cammei, le passamanerie non sono mai uguali gli uni agli altri: è bellissimo scoprire ogni volta quale lavoro puoi realizzare, è un percorso unico che stimola la capacità di creare qualcosa intorno a un capo e non viceversa. E questo è possibile attraverso la conoscenza e la cultura non solo della nostra terra, ma di quelle di tutto il mondo. E anche la curiosità, che è alla base di tutta la mia ricerca.

Parlaci del percorso che hai compiuto per approdare a Lionò.

La strada che ho preso è stata quella di analizzare il design moderno senza tralasciare l’arte antica. Non vale più dirsi: L’ho sempre fatto così e così continuerò a farlo, altrimenti non si va avanti e il polo d’eccellenza rimarrà sempre al Nord. Mancavo da quattro anni dall’Italia, e sette da Portici, e ho voluto avviare un progetto che potesse “restituire” qualcosa alla mia terra. Avendo una formazione principalmente storico-artistica la mia attenzione si è focalizzata su quei mestieri e quelle lavorazioni caratteristiche del nostro territorio e ormai quasi “in via d’estinzione”.

Quali obiettivi ti prefiggi?

L’obiettivo della nostra azienda è impedire la definitiva scomparsa di mestieri antichi che costituiscono il patrimonio immateriale dell’Italia meridionale. I nostri territori raccontano storie di lavorazioni cui vogliamo dar voce, come l’arte dell’incisione del cammeo, scultura su conchiglia la cui origine è antica, risale al periodo borbonico, e la fabbrica serica di San Leucio, le cui preziose sete da oltre due secoli arredano luoghi come la Casa Bianca e il Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo.

Alcuni dei nostri accessori nascono da inedite fusioni, tappe di un viaggio che da Napoli porta ai più remoti angoli di mondo. La nostra prima fermata è il Perù, con il suo infinito bagaglio di artigiani e materiali, dai filati d’alpaca, lana degli dei, all’argento puro, la cui abilità di lavorazione risale ai tempi degli Inca, per raccontare un nuovo lusso fatto di incontri di culture apparentemente lontane.

Nel visitare luoghi e Paesi si incontrano culture diverse e tradizioni radicate. La ricerca della originalità può straordinariamente poggiare sulla loro fusione e combinarlee in modo unico.

Il brand Lionò opera anche nel sociale.

Si, sempre a sostegno dell’empowerement femminile, navigando sul sito lionoknits.com si potrà scoprire anche il nostro impegno sociale: collaboriamo attivamente con diverse associazioni, sia a Napoli che in Perù, a sostegno delle donne che vivono in contesti di fragilità economica.

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