Lite al R.Tescione. Le immagini del video sembrano ridimensionare le accuse del verbale di arresto

Caserta. A pochi giorni dall’ episodio avvenuto alle 21,30 di Sabato 10 aprile nel Rione Tescione ,precisamente in Piazza Cavour,  non sembra ancora essere chiara la dinamica che ha portato al fermo di di due persone ( padre e figlio) con la pesante accusa di resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni aggravate.

Secondo l’ accusa ,e quindi il verbale di arresto, alcuni operanti della Questura di Caserta ,impegnati in un’ operazione di controllo del territorio ,avrebbero fermato tre persone che si stavano intrattenendo in Piazza Cavour a Caserta in orario serale. Gli agenti della squadra mobile avrebbero invitato i tre a rispettare il divieto di intrattenersi ,cosi’ come prevede il regolamento nei comuni soggetti – causa covid-  alla zona rossa. Sempre secondo l’ accusa , le tre persone avrebbero ignorato l’ invito degli agenti continuando a colloquiare fra loro seduti su una panchina e consumando alcune bibite in loro possesso.

A questo punto gli agenti sarebbero scesi dall’ auto di servizio per identificare gli uomini  e uno dei tre giovani avrebbe telefonato il padre per informarlo di cio’ che stava accadendo esprimendosi con frasi offensive ” Papa’ devi venire perchè gli infami ci vogliono verbalizzare“. Intanto sul posto era arrivata un’ altra volante della Polizia per dare ausilio a quella già operante.

Pochi minuti e in Piazza Cavour arriva anche il padre del ragazzo , avvertito dalla telefonata, il quale , secondo quando riportato nel verbale di arresto, avrebbe cercato con frasi intimidatorie dette in dialetto napoletano di allontanare gli agenti. Dopo poco tempo l’ uomo sarebbe passato dalle ingiurie ai fatti  strattonando la divisa di uno dei poliziotti . Intanto sul posto – si legge nel verbale- sopraggiunse anche un’ altra persona , identificata successivamente come figlio dell’ ” aggressore” e quindi fratello del fermato il quale con un cane molossoide di grossa taglia avrebbe continuato nell’opera intimidatoria usando frasi come :”NON GUARDAMLNON SEI DEGNO DI GUARDARMI,SIETE DELLE MERDE.

Secondo il verbale di accusa la situazione dopo non molto sarebbe degenerata fino ad arrivare ad uno scontro fisico fra la polizia e i due uomini( padre e figlio) coinvolti nell’ episodio  La colluttazione avrebbe provocato la rottura del gancio della fondina di un agente  facendo rovinare a terra la stessa con l’arma in dotazione. La pistola sarebbe stata tempestivamente recuperata da uno dei poliziotti che l’ avrebbe velocemente depositata in macchina. Nel frattempo -si legge nel verbale- padre e figlio continuavano ad infierire contro gli agenti con frasi offensive : ” ti conosco sei una merda togliti la divisa e vedi che ti combino”. Ti faccio prendere da persone che dico io ecc.ecc. Gli agenti ,considerato  la situazione si sarebbero visti costretti ad usare lo spray a peperoncino.

Tratti in arresto , gli indagati hanno dato versione dei fatti discorde da quella prospettata dalla Pubblica Accusa.

In particolare, il padre del ragazzo  ammetteva di essere intervenuto durante il controllo di polizia cui era sottoposto il figlio , dallo stesso chiamato, e di aver inveito animatamente nei confronti delle Forze dell’Ordine, ma escludeva di aver posto in essere qualsiasi forma di aggressione fisica, negando di aver spintonato o strattonato qualcuno degli operanti.

Versione concorde veniva fornita dal figlio arrivato successivamente con il cane  il quale , ammetteva di essere intervenuto in occasione del controllo al fratello , ma respingeva ogni accusa di aggressione nei confronti degli agenti di polizia, riferendo anzi che contro di lui essi avevano usato lo spray urticante.

Oltretutto questi negava decisamente di aver posto in essere qualsivoglia condotta aggressiva contro gli operanti e dichiarava che, mentre era intento a riprendere con il proprio cellulare la scena dell’utilizzo dello spray urticante,  che un poliziotto gli era piombato addosso e gli aveva strappato di mano il telefono e che a quel punto era stato circondato dagli agenti, i quali lo avevano afferrato per il collo.

Le difese degli indagati producevano a sostegno della ricostruzione dei fatti dai loro assisiti prospettata un video amatoriale dell’episodio oggetto del procedimento, ripreso da una persona presente, rimasta ignota.

Orbene, deve subito evidenziarsi che la dinamica dei fatti come descritta nel verbale di arresto risulta in parte smentita dalle immagini video prodotte e acquisite agli atti.

Tuttavia le immagini non consentono di distinguere la genesi e gli sviluppi della stessa e, segnatamente, se i due indagati (o uno di essi) abbiano aggredito o meno gli operanti, prendendo a calci e pugni due agenti della polizia , né è possibile capire se vi sia un agente (nella specie il sov.te Pastore) riverso a terra. A un certo punto della colluttazione si nota che un agente di polizia perde la pistola d’ordinanza, che viene prontamente recuperata da un suo collega, ma non si comprende dalle immagini quale sia stata la dinamica dei fatti in merito alla caduta dell’arma. Dalle immagini emerge altresì con chiarezza che l’ ultimo arrivato, il figlio con il cane, non partecipa a tale colluttazione, ma tenta di avvicinarsi reggendo il telefonino per riprendere la scena, sicchè un agente gli si para contro, spingendolo indietro e costringendolo ad allontanarsi.

A questo punto si vedono accorrere verso i due almeno altri quattro agenti, ma la scena fuoriesce dall’inquadratura e non se ne comprendono gli sviluppi. Dal video, quindi, si vede distintamente che nel momento in cui l’arma cade in terra (se ne sente anche il rumore), il ragazzo , ultimo arrivato sul posto,  è distante dalla scena.

Va rilevato, inoltre, che dalle immagini non si vedono gli operanti “accerchiati da un nutrito numero di residenti’,“una folla” che viene diradata con l’uso di spray al peperoncino, come indicato nel verbale, risultando presenti ai fatti, oltre alle Forze dell’Ordine, solo gli indagati e due donne

Queste le risultanze agli atti, deve immediatamente sottolinearsi che i fatti richiedono ulteriori approfondimenti investigativi, soprattutto alla luce degli elementi forniti dalla difesa, segnatamente della riproduzione video dell’episodio, che dovrà essere analiticamente esaminata, anche eventualmente con l’ausilio di un consulente.

Ciò posto, allo stato può affermarsi, quanto alle condotte di padre e figlio
che le stesse appaiono connotate da minore gravità rispetto alle emergenze del verbale di arresto,

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