COVID LE DICHIARAZIONI DI UN GENERALE DELL’ESERCITO

Il covid 19 continua ad occupare le varie cronache di giornale, a tal proposito si riportano le dichiarazioni di un generale dell’esercito, che è stato già nominato dal  presidente della Repubblica italiana Mattarella

È un alto ufficiale dell’Esercito, Francesco Paolo Figliuolo, il neo commissario, il quale è stato nominato dal premier Mario Draghi. Queste le sue dichiarazioni dopo la nuova nomina “Metterò tutto me stesso e tutto l’impegno possibile per fronteggiare questa pandemia. Lavorerò per la nostra Patria e i nostri connazionali – ha detto il generale di corpo d’armata che va a prendere il posto di Domenico Arcuri, a cui vanno i ringraziamenti del governo «per l’impegno e lo spirito di dedizione con cui ha svolto il compito a lui affidato in un momento di particolare emergenza per il Paese».

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Nato a Potenza, 60 anni, Figliuolo ha una lunga esperienza nelle Forze Armate, con missioni internazionali tra l’altro in Kosovo e Afghanistan. Ha ricoperto l’incarico di Capo ufficio generale del  Capo di Stato Maggioredella Difesa e dal 7 novembre 2018 è comandante logistico dell’Esercito. Le competenze acquisite sul campo saranno ora fondamentali per fronteggiare la sfida forse più difficile che Draghi pone in cima alle azioni di governo: accelerare la campagna vaccinale per arrivare prima possibile a una copertura ragionevole.

Il neo commissario all’emergenza covid si è pronunciato anche su quella che   l’emergenza covid attuale con queste testuali dichiarazioni “Dobbiamo uscire da questa situazione. Anche ieri 469 morti. Dobbiamo venirne fuori. L’età media delle vittime è ottant’anni, ma ora sta scendendo a 65.
Bisogna fare in fretta. Ecco qual è lo spirito dell’ordinanza con cui abbiamo imposto la priorità agli anziani, checché ne dica qualche presidente di Regione. Dobbiamo proteggere i più esposti, se non facessimo di tutto per riuscirci saremmo dei criminali“. Così il commissario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo su ‘La Stampa’.
Riusciremo a centrare l’obiettivo delle 500mila somministrazioni al giorno – osserva – in questo trimestre l’Europa avrà 50 milioni di dosi in più di Pfizer, che per l’Italia significa quasi 7 milioni. Circa 670mila, conto di averle entro fine mese, altri 2 milioni e 150mila a maggio e le restanti 4 milioni a giugno. È un carico che ci permette di tamponare la situazione e le limitazioni sugli altri vaccini e che ci consentirà di avere 17 milioni di dosi a maggio, una potenza di fuoco superiore alle 500mila somministrazioni al giorno”.
Dobbiamo esaurire gli over 80 e andare rapidi sugli over 70 – rileva – ci sono sei regioni che in due o tre giorni chiuderanno il conto con la prima dose per gli ottantenni. Altre, come il Piemonte, seguiranno subito dopo, in cinque o sei giorni”.
Dal 10-15 maggio possiamo partire con le vaccinazioni in azienda. Si andrà in parallelo multiplo. Ora ne parlerò con il premier e con la comunità scientifica – conclude – possiamo anche decidere di vaccinare in contemporanea la fascia 30-59 anni. Possiamo pensare di farli tutti insieme, ovviamente dando sempre la priorità a chi è più anziano ma anche valutando le mansioni che ciascuno ricopre, o la sua esposizione al rischio”.

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