BAGNOLI RICORRENZA PER LA LIBERAZIONE DEL 25 APRILE

Prego attendere ♥ Please whait

Il 25 Aprile di un anno fa scendemmo in piazza, nel quartiere di Bagnoli, per una distribuzione straordinaria di spese solidali e per fare un’iniziativa di controinformazione. Come tante e tanti in altre manifestazioni pubbliche nei mesi, fummo multati per aver violato il “lockdown”. A più di un anno dal primo lockdown gli strumenti per arginare la pandemia rimangono drammaticamente gli stessi.

Lo Stato continua a sopprimere ogni forma di dissenso e voce critica.

Da questo punto di vista Bagnoli sintetizza queste istanze. Un quartiere dove si convive con la morte causata dalla mano dell’uomo e della sua sete di profitto già prima che l’ipersfruttamento liberasse il Covid e che, durante la pandemia, ha sofferto per quell’austerity che ha distrutto i servizi sanitari e territoriali.

In questi mesi non siamo rimasti a guardare: abbiamo conseguito, nonostante il difficilissimo anno, alcune vittorie, come il riconoscimento dell’Osservatorio Popolare sulle bonifiche in atto nell’area Ex-Italsider e i primi passi delle “clausole sociali”, per risarcire questo territorio e Napoli dopo 40 anni di devastazione e malaffare. Ma queste vittorie non ci bastano, perché, per rompere il ricatto fra salute e lavoro e per conquistare la completa riconversione sotto controllo popolare sul nostro e su tutti i territori che la necessitano (da Napoli Est, Secondigliano-Scampia, Taranto e così via) è necessario rilanciare una battaglia che è andata avanti solo grazie al protagonismo e alla lotta del territorio e dei solidali di tutta la città.

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Nonostante alcune conquiste e nonostante tutto quello che siamo stati costretti a subire per decenni, il teatrino della politica continua a prendere in giro il nostro territorio. Lo strumento dell’Osservatorio è l’unica garanzia per la prosecuzione della bonifica, che è costantemente sotto attacco dalle titubanze del soggetto attuatore e dalle dichiarazioni contraddittorie del commissario. Esiste un piano per il territorio che deve restituire al quartiere e alla città il maltolto di decenni di inquinamento e disoccupazione, e non può questo essere fermato da intoppi giuridici o ripensamenti, come quello relativo alla necessaria rimozione della colmata affinché si possa istituire il processo di riappropriazione della spiaggia pubblica, che da sempre hanno posticipato il futuro di Bagnoli. Solo uno degli elementi di incertezza che rischiano di far attorcigliare questo processo attorno a sterili dibattiti e ad interessi particolari.

La pandemia ci ha ricordato cosa succede quando fanno il deserto. Inquinamento e sfruttamento indeboliscono territori e persone, esponendoli agli accordi per il profitto tra Stato e malavita. A Bagnoli non possiamo più aspettare, e la gestione pandemica ha reso evidente che non andrà tutto bene nel nostro futuro, ma che ogni piccolo risultato va conquistato con la lotta e la mobilitazione.

Il 25 Aprile lanciamo una giornata di lotta a Bagnoli per ribadire che a decidere sui territori dev’essere chi li vive, che vogliamo la bonifica e non tollereremo alcun tentennamento, che il lavoro e i servizi sociali sono la proprità dei nostri quartieri oggi ancor di più. Per liberare Bagnoli e Napoli dal malaffare e dall’attendismo, dalla sete di profitto e dal ricatto repressivo che espone chi alza la testa alla vendetta di stato.

Il 25 Aprile non è una ricorrenza: questa lotta è la lotta di tutta la città. Napoli Libera, Bagnoli libera

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