Caserta. Teatro ‘a distanza’: ‘l’arte di arrangiarsi’ in tempi di Covid illustrata da Fausto Bellone

Il direttore artistico, attore e regista della Compagnia teatrale Non Solo Sipario, Fausto Bellone, ha rilasciato a noi di Belvederenews le sue dichiarazioni sul mondo teatrale e su com’è cambiato l’approccio didattico con l’avvento delle restrizioni dettate dalla zona rossa in Campania.

Come nasce la tua passione per il teatro?

-Nasco come grande appassionato di cinema infatti già in tenera età possedevo una grande collezione di home video e dvd strettamente connessi al mondo cinematografico.

Accade che  da giovanissimo partecipai alla sceneggiatura e alla realizzazione di un cortometraggio per un concorso indetto dal liceo che frequentavo: esso fu il frutto di un corso di sceneggiatura e cinematografia che seguì sotto la supervisione di docenti del centro sperimentale di Roma che vennero per questa occasione a Caserta.

il titolo dell’opera fu “Sono andato a letto presto” esclamazione tratta da una citazione di Robert De Niro estrapolata dal film “C’era una volta in America”:la realizzazione del corto colpì moltissimo la giuria e ciò mi portò  ad arrivare secondo tra i tanti partecipanti in gara con l’opportunità  di proiettarlo al Big Maxicinema a Marcianise.

Questo traguardo mi portò all’età di 16/17 anni ad  entrare a far parte di compagnie teatrali locali e ad approfondire la mia passione che poi ad un certo punto della mia vita si è trasformata in una scelta lavorativa portandomi ad eseguire il mestiere  dell’attore, del regista, e dell’autore. Questa scelta professionale mi ha  offerto  l’occasione di insegnare  linguaggi teatrali in una scuola media e di aprire  un mio laboratorio privato e di evolvermi umanamente e professionalmente.-

Cosa hai provato la prima volta che hai calcato il palcoscenico?

-Il motivo per il quale si sale sul palco dovrebbe essere, per le mie sensazioni, la necessità  di comunicare con l’intento  di generare negli altri un’emozione che possa essere forte e sincera a prescindere dal genere proposto quindi la commedia, il dramma non è importante è importante quello che è il messaggio che è alla base della tua azione scenica.

Calcare il palco ti porta a provare paura, ti provoca  una botta di adrenalina, ti senti a volte anche venire meno, sono dolori di gestazione perchè prima di entrare in scena è come  aprirsi alla vita: quando ciò avviene io nasco e per me esiste solo quel personaggio che finalmente inizia ad agire in una realtà temporale che non è quella in cui vivo io ma è legata alla storia che stiamo raccontando.-

Ad oggi, purtoppo, con l’avvento della pandemia e delle varie restrizioni il teatro ne ha risentito tantissimo sia dal punto di vista professionale che umano. Hai avuto la capacità di reiventare l’approccio teatrale introducendo il TAD: parlaci di questa modalità.

-Si parla di DAD (Didattica a distanza) ed io ho parafrasato questa modalità in TAD ossia Teatro A Distanza.

è una modalità in cui non credo in quanto il teatro è voracità e carnalità, è contatto, è comunicazione.

Nel corso di questi ultimi mesi con un incipit contrario ed avverso a questo tipo di ideologia, mi sono ricreduto su questa modalità ed eventualità con il passare dei mesi rendendomi conto che tutto sommato il TAD rappresentasse quel bicchiere mezzo pieno che in un’altra epoca storica non avremmo mai beneficiato.

La tecnologia in questo caso ci è venuta incontro dandoci  la possibilità di poterci comunque vedere a distanza ed instaurare una percezione, una continuità. è possibile comunque esplorare dei contenuti e svolgere delle attività: in presenza, ovviamente, le esperienze  sarebbero ancora più forti ed intense ,ma a distanza possono in ogni caso arricchirci.

In questo caso  mi sono rimesso in gioco ponendomi verso questo approccio nuovo con la speranza di reinstaurare   con gli allievi una continuità e  viverla. Devo dire la verità ci stiamo trovando molto molto bene sempre con la prospettiva che a breve confidiamo di poter  ritornare classicamente in presenza.

La stessa cosa vale anche per gli spettacoli: ci stiamo vedendo sulla piattaforma zoom per delle letture e per degli abbozzi di prova ma si spera di poter presto realizzarle da vicino.-

Quanto è importante oggi immedesimarsi in un personaggio? Occorre farlo emotivamente o meccanicamente?

-Credo  che siano necessari entrambi gli aspetti: l’emotività posso dire che a mio avviso e nel mio modo di vedere le cose è indispensabile. Qualsiasi personaggio che tu vada ad interpretare, a prescindere da quanto essa sia reale, viziata, contaminata, verace, l’ emotività c’è, quindi da interprete non puoi ignorare questa emotività e lasciare spazio meramente ad un esercizio tecnico e meccanico del personaggio perchè significherebbe non essere verosimile alla realtà verace di quella espressione, di quella caratteristica, di quel racconto emotivo.

è chiaro che la freddezza in alcuni casi ci può aiutare ma non si può entrare in scena freddi: entrare in scena freddi significa non avere niente da trasmettere al pubblico. Se sono freddo in quel momento significa che non sto provando niente e se io non provo niente come posso avere la presunzione che il pubblico possa provare qualcosa attraverso il mio agire scenico?-

Cos’è per te la coerenza, parola sempre presente nel tuo lavoro e nella tua vita?

-La coerenza è un termine che ricorre spesso nel mio vocabolario e per me è un sogno che non muore mai: non semplicemente credere nei propri sogni ma essere convinti che quei sogni abbiano una vita propria, una vita indipendente e bisogna sempre tenere presente che i sogni rispetto a noi sono immortali quindi possono addirittura sopravvivere in un etere immaginario o concreto a seconda di che cosa stiamo credendo in cui a prescindere dalle nostre esistenze quei sogni nostri personali abbiano avuto una vita propria che non finisce, che non si esaurisce con il finire della nostra vita ma resta impresso quindi bisogna sempre sognare, bisogna sempre credere in questi sogni e sopratutto fare in modo che oltre alla loro esistenza individuale possa esserci concretezza.-

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Teleradio News

tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935; mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati