Campania.Venditori ambulanti inascoltati, dopo l’autostrada, occupano i posteggi nelle aree ad hoc

Detto-fatto: giovedì 8 aprile dalle ore 8 alle ore 12 gli operatori ambulanti occuperanno, in segno di protesta, i posteggi nei seguenti mercati della Campania: Casavatore; Giugliano; Caivano; Santa Maria Capua Vetere; Benevento via Bonazzi; Pomigliano d’Arco; Sarno; Nocera Inferiore, Battipaglia; Salerno Pastena; Salerno Torrione; Salerno via Piave (a coordinare su Salerno: Ciro Pietrofesa).

La manifestazione prevede l’occupazione dei posteggi assegnati: si possono aprire brande e tende ma non esporre o vendere merci.

É quanto si evince dall’ultimo comunicato della categoria tanto bistrattata e stremata dalle restrizioni anti covid che impediscono la vendita ma non danno modo di sopravvivere agli addetti, vessati anzi da imposte spesso aumentate dagli Enti Locali.

Eppure l’estrema ratio dell’occupazione era stata annunciata, ma ignorata da politicanti evidentemente rivelatisi insensibili anche al blocco autostradale, come si evince dalla seguente, precedente nota-stampa:

Mercati non alimentari ancora chiusi. Anva, Aicast e Assocampania annunciano: “Da 8 aprile occupazione permanente delle aree”

A seguito della notizia che la Campania resta ininterrottamente in zona rossa l‘Anva Confesercenti Regionale Campania, l’Aicast Siva e Assocampania dicono ‘basta’ alla chiusura dei mercati.

“Comunicheremo alle Prefetture ed alle Questure della Campania che a partire da giovedì 8 aprile gli operatori ambulanti del settore non alimentare occuperanno tutti i giorni i loro posteggi nei mercati in forma di forte protesta”.

L’annuncio è in una dichiarazione congiunta di Aniello Ciro Pietrofesa coordinatore regionale Anva Confesercenti, Antonio Vitale  vice presidente Aicast Siva ed Enzo Speranza presidente Assocampania.

Le associazioni continuano: “I mercati non sono il problema: tenerli chiusi determina lo sfinimento della categoria.

I mercati possono invece essere la soluzione considerato che, da quanto si evince dagli studi scientifici e da quanto dichiara la stessa OMS, il contagio nei luoghi all’aperto è minore. Con le giuste misure si azzera del tutto.

Le attività ambulanti sono rimaste chiuse per un mese. Nello stesso tempo molti negozi hanno continuato a vendere ‘di tutto’ a causa dei mancati controlli.

Da oggi gli ambulanti non accetteranno nuove ed ulteriori penalizzazioni. Questa non è una ‘zona rossa’ e le restrizioni applicate a chi chiede solo di lavorare suonano come una beffa.

Gli ambulanti non rivendicano sostegni o contributi a seguito delle chiusure (che puntualmente non sono mai arrivati). Essi chiedono solo di poter lavorare in piena sicurezza per se stessi e per i clienti.

Quello mercatale è un comparto che dà lavoro non solo agli operatori ambulanti ma anche ad un indotto per un totale, in Campania, di circa 40mila imprese tra ingrosso e dipendenti.

I 28mila ambulanti campani sono oggi  in gravissima difficoltà economica.

Non vi è all’orizzonte un piano di rilancio delle nostre attività sia a livello nazionale che regionale.

Non siamo considerati quale categoria a rischio al fine dell’inserimento negli elenchi delle persone da vaccinare.

Una parte della nostra categoria, gli ambulanti fieristi, è ferma oramai da 15 mesi senza nessun aiuto e senza un piano per il ritorno al lavoro.

Per queste insopprimibili ragioni dall’8 aprile e per tutti i giorni successivi occuperemo, per protesta, i nostri posteggi nelle aree mercatali”.

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